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La delusione di Pizi:
«Come si fa a dire di no
al nome di Nardini?»

ASCOLI - Il dem Felicetti si scaglia contro il movimento che ha lanciato la candidatura del cardiologo: «Quanto fatto da "Ascolto e Partecipazione" è politicamente inaccettabile: sa di imposizione che un partito come il Pd non può lasciar passare»

di Adriano Cespi

In casa Pd si parla di metodo sbagliato, quasi irriverente. All’interno del Comitato “Ascolto e Partecipazione” si riafferma, invece, la logica della trasparenza e della chiarezza. E alla fine, uno dei nomi probabilmente più credibili, seri, e di forte impatto popolare, quello del cardiologo Emidio Nardini, viene gettato alle ortiche. Dalle logiche partitiche, tutte interne al Pd. Contro quelle della società civile sempre più incredula e disorientata.

LA DELUSIONE  – Ieri, intorno alle 14, “Ascolto e Partecipazione” lancia pubblicamente, attraverso una conferenza stampa, il nome di Emidio Nardini come candidato sindaco del centrosinistra. Passano poche ore e, intorno alle 21, il direttivo del Pd, quasi colto da una ventata di attivismo, dopo settimane di silenzio assoluto, formula la sua candidatura. Ufficiale.

Emidio Nardini

E rilancia col nome del giornalista Pietro Frenquellucci, ex membro della segreteria comunale del Psdi e già assessore nella giunta di Aldo Loreti. Due profili diversi, quasi opposti. Nardini da sempre lontano dalle segreterie di partito, anche se nel 2009 fu eletto consigliere di opposizione, alla prima amministrazione Castelli, per la lista civica “La Primavera di Ascoli”; Frenquellucci decisamente più vicino ai partiti: dopo il trascorso socialdemocratico per un periodo tra il 1996 ed il 2001 è stato collaboratore della senatrice di Forza Italia, Francesca Scopelliti, ex compagna di Enzo Tortora. «Ho letto su Cronache Picene che il Pd ha respinto la candidatura di Nardini a favore di quella di Frenquellucci – ci dice al telefono, con una punta di amarezza, Giuseppe Pizi, ex segretario comunale Pd ed ora membro del Comitato “Ascolto e Partecipazione” – una decisione che davvero non capisco. E mi chiedo: ma come si fa a rinunciare ad una risorsa come Nardini? Con lui sono certo che il centrosinistra sarebbe andato almeno al ballottaggio e chissà…magari saremmo riusciti anche a vincere le elezioni ed a porre fine a questi venti anni di pessima amministrazione di centrodestra. Ma forse qualcuno, che il centrosinistra possa amministrare Ascoli proprio non lo desidera». E’ un Pizi deluso, ma non rassegnato quello che ascoltiamo al telefono. «Sono deluso – sottolinea ancora Pizi – perché appena il vostro giornale ha pubblicato la notizia mi hanno fermato così tante persone che non immaginate nemmeno. Un artigiano, tra l’altro di simpatie di destra, mi ha detto: “Finalmente una persona seria, sai bene che sono dell’altra parrocchia ma uno come Nardini lo voto e spero proprio che diventi sindaco”.

Giuseppe Pizi

E un altro mi ha scritto un messaggio al computer dicendomi che “quando mamma ha saputo di Nardini mi ha detto: “stavolta torno a votare pure io. E mamma ha 83 anni”. Insomma, il fermento intorno a Nardini è tanto in città, come si fa a dire di no?». A questo punto “Ascolto e Partecipazione” spera in un ripensamento del centrosinistra, ma intanto è pronta a tornare in assemblea per decidere cosa fare. «Dal Pd non abbiamo avuto ancora alcuna comunicazione – chiosa Pizi – comunque vedremo cosa fare. Naturalmente convocheremo di nuovo l’assemblea e lì decideremo la linea da seguire, e cioè se andare da soli con Nardini, oppure non partecipare alle elezioni. Ma voglio chiudere dicendo che se abbiamo deciso di ufficializzare con una conferenza stampa chiara e trasparente il nome di Nardini è per non permettere a qualcuno di farlo finire nel solito tritacarne politico fatto di tanti nomi buttati lì e fatti solo per essere bruciati».

Pietro Frenquellucci

LE MOTIVAZIONI DEL PD – Se c’è delusioni in casa “Ascolto e Partecipazione” nel Pd è forte la consapevolezza di aver trovato un candidato forte e autorevole da proporre alla coalizione di centrosinistra. Sperando, naturalmente, di non rivivere quanto accaduto alle ultime elezioni comunali del 2014 quando, col 59% circa dei voti, fu rieletto per il suo secondo mandato, già al primo turno, il sindaco uscente di centrodestra, Guido Castelli. Mentre il candidato del centrosinistra, Giancarlo Luciani Castiglia, si fermò al 16,1% ed il Pd al 13,2%. Commenta Patrizio Felicetti, autorevole esponente del Pd: «Quanto fatto da ‘Ascolto e Partecipazione’ è politicamente inaccettabile. Convocare una conferenza stampa e dire: il candidato sindaco del centrosinistra deve essere Emidio Nardini, prendere o lasciare, sa tanto di imposizione che un partito come il Pd non può lasciar passare. Certo sul nome non si può dire nulla, come, del resto, non si può dire nulla sul nome di Frenquellucci. Sono persone entrambe serie, autorevoli, e apprezzate in città. E spero che questo nuovo comitato, che si è costituito, tra l’altro, da pochi mesi, e che dice di ritrovarsi nei valori e negli ideali di centrosinistra, possa convergere sul nostro programma e sui nostri progetti politici. Naturalmente dopo un doveroso confronto. Perché il confronto e la condivisione sono sempre utili. Ripeto non si può decidere unilateralmente, come hanno fatto loro, e pretendere che gli altri dicano sì. Noi siamo il Pd, il primo partito della coalizione, e non un comitato appena nato”.

QUALE PROSPETTIVE PER IL CENTROSINISTRA? – Con tutto il rispetto per la candidatura espressione Dem, anche noi, come cronisti, abbiamo ascoltato gente e tastato il polso della città. E se il nome di Nardini appassiona gli elettori, non solo di centrosinistra, incuriosisce, trova aperture tra gli ascolani, quello di Frenquellucci non crea uguali entusiasmi. Ed è anche comprensibile, un giornalista, seppur preparato e capace come il candidato del Pd, non può avere lo stesso appeal di un medico cardiologo tra i più conosciuti, apprezzati e stimati dagli ascolani, come Nardini. E allora la domanda in questi casi sorge spontanea: a prescindere dal metodo più o meno corretto di lanciare una candidatura, il Pd, o meglio il centrosinistra, che via vuole percorrere ad Ascoli e quale futuro vuole darsi? Quello di coalizione con poche possibilità di vittoria e costretta, come esternato pubblicamente anche da alcuni autorevoli esponenti Dem, a votare, addirittura, in un eventuale ballottaggio tra la Lega di Andrea Antonini e la lista civica di Piero Celani, l’esponente di Forza Italia, in un’ottica antisovranista tanto cara all’ex deputato Dem, Luciano Agostini, e all’ex senatore Udc, Amedeo Ciccanti? Oppure quello di coalizione autorevole, forte, credibile, e capace di convincere gli ascolani, dopo venti anni di amministrazione a guida centrodestra, a cambiare voto? Ai posteri l’ardua risposta.

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