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Vinitaly, le Marche vanno forte
Premio alla cantina Collevite

VERONA - Il riconoscimento dal salone internazionale del vino all'azienda di Monsampolo guidata da Adriano Lorenzi. Il fregio "Benemerito della viticoltura 2019" assegnato alle personalità fortemente legate alla crescita della vitivinicoltura italiana tanto da farne un modello di riferimento internazionale. Il dato regionale: export a +23,9%
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Le marche brindano al Vinitaly

Sessantanove aziende nello stand della Regione Marche più altre 70 in maniera autonoma: ecco la “forza” delle Marche al Vinitaly, Salone internazionale dei vini e dei distillati, 53ma edizione, in svolgimento a Verona. Adriano Lorenzi, amministratore delegato dell’azienda Collevite di Monsampolo del Tronto, è stato premiato come “Benemerito della viticoltura 2019. Un bel riconoscimento per il Piceno.

Il vicepresidente della Regione premia Lorenzi

Il Vinitaly è la più grande manifestazione di settore al mondo. Ogni anno richiama circa 150.000 visitatori professionali e oltre 4.000 espositori che affollano i 100.000 metri quadri riservati ai padiglioni.
Le Marche partecipano con uno stand istituzionale di 2.500 metri quadrati. L’enoteca allestita al suo interno (Terrazza Marche) propone 255 etichette. A Verona la Regione festeggia il 50esimo anniversario della doc Bianchello del Metauro, con una serie di iniziative subito avviate, tra assaggi (firmati dallo chef stellato Errico Recanati del ristornate Andreina), degustazioni e incontri tematici. La doc è nata il 2 aprile di 50 anni fa, prima denominazione di origine della provincia di Pesaro e Urbino, e la quinta nelle Marche, dopo Rosso Conero, Rosso Piceno, Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica. La produzione media è di 13.000 ettolitri all’anno, di cui 10.000 certificati, corrispondenti a 1 milione e 200mila bottiglie prodotte.

Nomisma ha presentato un’indagine sul mercato e sulla promozione vitivinicola marchigiana. La vicepresidente della Regione, Anna Casini,  assessore all’agricoltura, ha partecipato ai vari incontri che si sono svolti nello stand regionale. Ha evidenziato come le Marche confermino la propria connotazione economica di regione vitivinicola, con un trend di crescita dell’export, tra il 2011 e il 2018, del 23,9%. Secondo i dati Istat, le esportazioni sono passate da un valore di 46 a 57 milioni di euro, con una variazione del 9,5% – tra il 2018 sul 2017 – che triplica la media nazionale. Le Marche del vino esprimono, oggi, un fatturato di quasi 150 milioni di euro. Contano oltre 14.200 aziende, con una superficie media di 1,23 ettari e oltre 17.000 ettari complessivi di vigneto a livello regionale, dei quali quasi la metà nelle province di Ascoli Piceno e Fermo. La produzione 2018 ha registrato quasi 52 milioni di bottiglie di etichette a denominazione d’origine. Le Marche ne dispongono 20: 5 Docg (controllate e garantite) e 15 Doc (controllate), insieme a una Igt (indicazione geografica tipica).

Tutte evocano i territori di provenienza puntando sui vitigni autoctoni. Le Marche vantano il Verdicchio dei Castelli di Jesi (112.000 ettolitri, equivalenti a 15 milioni di bottiglie) tra le prime 20 doc nazionali. I vini marchigiani continuano a segnalare performance particolarmente positive in Usa, Canada, Cina, Giappone e Russia. Nell’area Ue, il Nord Europa: Germania, Belgio, Olanda, Svezia e Inghilterra. In quella extra Ue: Svizzera e Norvegia. Sono in crescita nel Centro-Sud America e Asia Orientale.

L’evoluzione del settore può contare sulle risorse europee e nazionali: quelle del Programma di sviluppo rurale (Psr) hanno destinato alla promozione nel mercato comunitario 6,7 milioni tra il 2016 e il 2019, oltre ai fondi dedicati al miglioramento della competitività aziendale e all’adesione ai regimi di qualità. Il Programma nazionale di sostegno assegna, invece, mediamente, altri 7,4 milioni per ammodernare il comparto.
Adriano Lorenzi, amministratore delegato dell’azienda Collevite, è stato tra i premiati “Benemerito della viticoltura 2019”. I segnalati sono persone che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto la crescita qualitativa della produzione viticola ed enologica nazionale e della propria regione. Il riconoscimento ai benemeriti, già Premio Cangrande, dal 2016 è stato intitolato al suo ideatore Angelo Betti a cui si deve anche l’avvio di Vinitaly negli anni ’60.


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