Secondo posto in Italia nell’indice di gradimento dei sindaci, ma con un consenso in flessione di nove punti rispetto allo scorso anno. È una lettura a doppia faccia quella che emerge dalla Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore per il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, che da un lato conferma il proprio posto tra i primi cittadini più apprezzati del Paese, dall’altro registra un significativo calo rispetto al risultato ottenuto alle elezioni del 2024.

Il sindaco Fioravanti
Il dato ha inevitabilmente acceso il dibattito politico cittadino, con il sindaco che rivendica il risultato come l’ennesima conferma del rapporto di fiducia costruito con gli ascolani e le opposizioni che, invece, leggono nella flessione un primo segnale di cambiamento del clima in città.
«Per il quarto anno consecutivo siamo sul podio nazionale – commenta Fioravanti –. Un risultato che testimonia il rapporto di fiducia costruito nel tempo con la comunità ascolana e rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto dall’amministrazione comunale». Il primo cittadino parla di un traguardo condiviso con la squadra di governo e con i cittadini, ricordando come, dal 2022, sia sempre rimasto nelle primissime posizioni della classifica del Sole 24 Ore: secondo nel 2022 e nel 2023, primo nel 2025 e nuovamente secondo quest’anno, mentre nel 2024 non era stato inserito nella rilevazione perché anno di elezioni amministrative.
«Essere presente sul podio per quattro anni consecutivi – aggiunge – è un traguardo straordinario che mi rende orgoglioso ma che, soprattutto, responsabilizza ancora di più me e tutta la squadra amministrativa. È uno stimolo a proseguire nel lavoro avviato, ascoltando le esigenze della comunità e costruendo nuove opportunità per il territorio».
Di tutt’altro tenore la lettura delle forze di opposizione. In una nota congiunta, i gruppi consiliari Ascoli Bene Comune, Ascolto e Partecipazione e Partito Democratico invitano infatti a guardare non tanto alla posizione in classifica quanto alla perdita di consenso registrata nell’ultimo anno.
«Il calo di nove punti nel gradimento del sindaco rappresenta un segnale politico evidente – scrivono –. Dopo anni di annunci, inaugurazioni e comunicazione a senso unico, i cittadini iniziano a distinguere la propaganda dalla realtà».
Le minoranze rivendicano il lavoro svolto in Consiglio comunale, citando le contestazioni su diversi dossier cittadini, «dalle criticità di via delle Stelle alle scelte sul Teatro Romano», sostenendo di aver contribuito «a riportare al centro i fatti, anziché gli slogan».
«Non festeggiamo il calo di consenso di nessuno – concludono i consiglieri di opposizione – ma prendiamo atto che cresce tra gli ascolani la consapevolezza che amministrare è molto più difficile che raccontarsi. Continueremo a lavorare per costruire un’alternativa credibile, più attenta ai bisogni reali della città, più partecipata e meno impegnata a costruire consenso attraverso la propaganda».
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