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«Lascio Forza Italia»
L’annuncio shock di Castelli:
«Il partito mi emargina,
io non inciucio col Pd»

ASCOLI - L'ex sindaco interviene e attacca dopo l'insediamento del nuovo Consiglio comunale. Accuse a Piero Celani e agli altri forzisti che si sono schierati contro Fioravanti. Con la Lega, Fratelli d'Italia o con Toti?

di Franco De Marco

«Mi congedo da Forza Italia». L’ex sindaco Guido Castelli, ritenuto da molti un autorevole candidato, per il centrodestra, alla presidenza della Regione Marche, il giorno dopo l’insediamento del nuovo Consiglio comunale di Ascoli annuncia di lasciare Forza Italia.  E’ la “bomba” politica dell’estate.  Lo fa anche sulla base di quanto accaduto in aula per l’elezione del presidente del Consiglio, l’avvocato Alessandro Bono. Accusa Piero Celani e gli altri forzisti del gruppo all’Arengo che nelle elezioni comunali hanno sostenuto il consigliere regionale e non Marco Fioravanti, di inciuciare col Pd.

L’ex sindaco Castelli (foto Vagnoni)

Si sente emarginato e non considerato dal “suo” partito. Si toglie “sassi” dalla dalle scarpe.«Continuerò – afferma – a impegnarmi nel centrodestra, come prima e più di prima, ma nessuno può pensare di arruolarmi nell’equipaggio della squadra avversaria. Le battaglie le concludo sempre e solo dalla stessa parte in cui le ho iniziate. Me lo hanno insegnato quando avevo i calzoni corti».
Da tempo Castelli era dato, per la verità, in partenza per altre formazioni. Era stato abbinato sia a Fratelli d’Italia sia a alla Lega. Molto più concreta la sua vicinanza al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, in rotta con la gestione di Forza Italia per un progetto più vicino alla Lega, che sabato prossimo, a Roma, terrà una convention di fedelissimi con ipotesi di una nuova formazione politica. Ci sarà anche l’ex sindaco di Ascoli? Oppure traslocherà alla Lega o a Fratelli d’Italia con i leader dei quali, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ha da tempo ottimi rapporti?

Il sindaco Fioravanti

Perché questa mossa ex sindaco? «Con il giuramento di prestato dal sindaco Fioravanti – dice Castelli – si è formalmente insediata la nuova Giunta comunale di Ascoli e si è perfezionato nel migliore dei modi il progetto politico del centrodestra propiziato da Fratelli d’Italia, Lega, civici e da quella parte di Forza Italia che ha voluto mantenere fede all’impegno preso da Silvio Berlusconi lo scorso 30 marzo nel candidare Marco Fioravanti. Una squadra forte e credibile che, attraverso la guida del nuovo sindaco, saprà proseguire, rinnovare e migliorare il governo della nostra amata città. All’indomani dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale, osservo, con orgoglio, che il centro-destra vince per la quinta volta consecutiva nella  città delle cento torri ma rilevo con tanta amarezza che Forza Italia evapora e sparisce a causa di gravi errori nella conduzione di un partito che ad Ascoli ha sbagliato tutto. Non bisogna scomodare analisti e studiosi di flussi elettorali per certificare la debacle: basta rilevare che, per la prima volta dopo vent’anni, nella Giunta comunale del capoluogo piceno, bastione del centrodestra nelle “Marche rosse”,  non sarà presente alcun membro eletto nella lista di Forza Italia. In questo quadro così sconfortante, colpisce in particolare che nessuno, tra i dirigenti regionali nazionali e regionali di Forza Italia che sono scesi in campo contro Fioravanti, abbia sentito il bisogno di ammettere i molti errori consumati ad Ascoli».

Piero Celani

«L’errore di aver avallato l’ammutinamento di Piero Celani, – continua Castelli – di non aver presentato la lista di Forza Italia (nonostante la formale disponibilità del vicesindaco e del capogruppo uscenti), di aver ripudiato il buongoverno degli ultimi dieci anni reclutando i peggiori avversari della nostra Amministrazione, di aver escluso il sindaco uscente da ogni decisione ma soprattutto l’errore politico di aver rinnegato l’alleanza con Fratelli d’Italia e Lega per abbracciare il Pd e i suoi accoliti antisovranisti. Di fronte alla procurata eutanasia di Forza Italia ad Ascoli, rilevo che dal 9 giugno scorso nessuno all’interno di Forza Italia Marche ha ritenuto di stigmatizzare l’abbraccio mortale con il Pd di Luca Ceriscioli o, anche più semplicemente, ha provato a coinvolgere chi  per dieci anni ha governato Ascoli per riparare la disastrosa situazione venutasi a creare in città dopo il voto amministrativo».

La nuova giunta

«Lo scorso venerdì – spiega ancora l’ex sindaco – si è tenuta una riunione a livello regionale per parlare (anche) di Ascoli. Nessuno ha ritenuto utile ascoltare la mia opinione: ne prendo atto. Forza Italia Marche mi relega ai margini? È da parecchio che accade ma ne farò un ragione. Tutti sono necessari e nessuno è indispensabile. La cosa più grave è invece che in occasione del primo Consiglio comunale, i consiglieri comunali iscritti a Forza italia e sostenuti dagli esponenti nazionali e regionali eletti nelle liste di Celani in queste elezioni ( tra cui un consigliere regionale di FI e il vicepresidente nazionale di Forza Italia Giovani) – posti di fronte al l’alternativa se votare il candidato del centrodestra Alessandro Bono (già capogruppo di Forza Italia) o quello del Partito Democratico, hanno scelto l’uomo di Ceriscioli. La misura è colma: errare è umano ma perseverare è diabolico. Sono cresciuto nel Msi e maturato in Alleanza Nazionale; sono stato eletto nel Pdl nel 2009 e ho portato in dote a Forza Italia un’Amministrazione che nel 2014 ha raggiunto il 60% dei consensi. La stella polare della mia vita politica mi porta ad essere sempre e comunque alternativo al Pd e alla sinistra. Nelle Marche, in Forza Italia, qualcuno mi considera  di troppo. Rispetto le scelte di tutti ma prima ancora rispetto i miei principi e la mia cultura politica».

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