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Il fascio sventola dalle finestre,
Natali si difende:
«Lì da anni, rappresenta un’idea»
Italia Viva: «Intervenga il sindaco»

ASCOLI - "Pizzicato" dal quotidiano "La Repubblica" l'ex assessore e consigliere regionale risponde alle accuse: «Attendo da sempre che qualcuno provi a coniugare a quelle bandiere un atto di violenza perpetrato dal sottoscritto o a un atto illegittimo in tutta la mia attività amministrativa»

“Pizzicato” dal giornale “La Repubblica” con alcune bandiere dell’Italia corredate da fascio littorio ed esposte in bella vista dalle finestre del suo studio di corso Mazzini, l’avvocato Giulio Natali si difende a spada tratta. «Un qualcosa che esiste da tanti anni -spiega l’ex assessore comunale e consigliere regionale- e che non essendo una manifestazione di attività politica non aveva mai giustamente interessato nessuno. Attendo da sempre che qualcuno provi a coniugare a quelle bandiere un atto di violenza perpetrato dal sottoscritto in quasi 63 anni di vita o a un atto men che meno legittimo in tutta la attività amministrativa svolta od anche di un essersi mai approfittato di un euro o di avere fatto una marchetta clientelare in favore di qualcuno o di non aver svolto la professione in modo più che corretto».

Giulio Natali

Natali continua nella sua difesa. «Tra tutti i consiglieri regionali in attesa di essere processati per peculato dal Tribunale di Ancona sono l’unico che ha già specificato di non accettare prescrizioni di sorta-ribadisce-. Quindi se è vero quanto scrivo – e sfido chiunque a dimostrare il contrario – mi si addebita un reato di opinione: quindi in pratica quello che ai pochissimi antifascisti seri nel periodo 28 ottobre 1922/25 luglio 1943 addebitavano i fascisti. Un articolo come quello di Repubblica riesce solo a far capire il fallimento di 75 anni della politica del dopoguerra, se infatti ancora oggi hanno paura di un qualcosa, che nelle forme viste non potrà mai rinascere, significa che non hanno proprio più niente da dire ad un popolo che ancora non scende in piazza soltanto perché ancora riesce a godere delle pensioni dei propri ascendenti».
«Ancora oggi gli storici che si interessano di Giulio Cesare, ottimo legislatore, condottiero e…dittatore, non si permettono di dare su Cesare un giudizio complessivo, ma nelle centinaia di anni trascorsi gli sono state dedicate scuole, piazze e strade -si difende Natali-. In Francia i monumenti a Napoleone Bonaparte si sprecano (e Waterlooo?), solo in Italia, in questa disgraziata nazione, ancora qualcuno pensa di poter dividere il mondo tra buoni e cattivi ed i buoni salgono in cattedra mentre i cattivi, anzi quelli che vengono definiti cattivi, belano quasi tutti come pecore».
«Sembrerà strano ma vedere una bandiera rossa sventolare da una finestra a me non darà mai fastidio, rappresenta un’idea che io non condivido, ma rappresenta un’idea -conclude-. Ezra Pound diceva “se un uomo non è disposto a combattere per difendere le sue idee o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui”».
Ad attaccarlo sono però in tanti, soprattutto da sinistra. I comitati di Italia Viva, ad esempio, commentano stizziti. «Ancora, ad Ascoli, città insignita del valor militare per attività partigiane, assistiamo all’ostentazione di vessilli e drappi che richiamano simboli del fascismo -spiegano da Italia Viva-. Chiediamo al sindaco Fioravanti di intervenire a garanzia e rispetto dei valori democratici che rappresenta in qualità di primo cittadino. In questa città sono ormai troppe le occasioni che si sono verificate in questi ultimi tempi ed in anni precedenti, in cui sono minati i fondamentali principi costituzionali. Auspichiamo pertanto un sollecito intervento affiché lo stesso sindaco, sia garante di tutti i cittadini ascolani e non solo». Il riferimento è ovviamente soprattutto alla cena “fascista” di Acquasanta dello scorso dicembre, a cui parteciparono molti esponenti del centrodestra piceno e non solo, tra cui il candidato alle prossime elezioni regionali Francesco Acquaroli.

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