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Sant’Angelo Magno, 1 milione per i lavori
Il ministro Franceschini risponde
alla lettera della signora Domenica

ASCOLI - Il Comune ha inserito l'intervento sul monumento, chiuso da oltre 3 anni a causa del sisma, nel Piano delle Opere Pubbliche 2020-2022. Nel frattempo l'infaticabile novantenne che da sempre si batte per la riapertura ha scritto una missiva al Mibact
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La lettera con cui il ministero ha risposto alla signora Domenica

di Luca Capponi 

Chiesa di Sant’Angelo Magno, la signora Domenica Luciani (da tutti conosciuta come Luciana, 90 primavere) scrive a Franceschini e il ministro…risponde a stretto giro. Niente mail o messaggi sui social, ma la classica raccomandata con ricevuta di ritorno. Al centro della missiva, la situazione dello splendido monumento situato in zona Piazzarola, chiuso ormai da oltre tre anni a causa dei danni riportati dopo le scosse di terremoto del 2016/2017.

L’inossidabile Domenica Luciani

«Mi rivolgo a lei, signor ministro, perchè il mio quartiere, cuore storico della nostra città detta “delle cento torri”, ha bisogno del suo aiuto: la chiesa risulta essere di proprietà comunale, concessa per l’uso alla curia, ma l’amministrazione ha fatto sapere di non aver ricevuto dallo stato nessun aiuto economico per sistemarla. Chiedo a lei se può aiutarci: con la sua autorità si potranno sicuramente reperire i fondi necessari» è uno dei passaggi con cui Domenica, che da sempre si batte per la causa di Sant’Angelo Magno raccogliendo firme e facendosi in quattro presso tutti gli uffici possibili, dal Comune alla Regione, ha interpellato Franceschini lo scorso 10 gennaio.
Come detto la risposta della segreteria del ministero non si è fatta attendere, arrivata puntuale una quindicina di giorni dopo. «Gentile signora Luciani, dando seguito alla sua lettere abbiamo potuto verificare che il protrarsi della chiusura della chiesa di Sant’Angelo Magno e del mancato inizio dei lavori di consolidamento non dipendono dalla nostra amministrazione» si legge nel documento. «Il Mibact, secondo la normativa emanata a seguito del sisma del 2016, ha la competenza, quale soggetto attuatore, degli interventi di ricostruzione solo per gli edifici di culto di proprietà degli enti ecclesiastici e di quelli afferenti al Fondo Edifici di Culto. Per le chiese di proprietà dei Comuni, invece, sono previsti i cosiddetti Piani di Opere Pubbliche a cui solo i sindaci possono ricorrere per chiedere finanziamenti».

L’ingresso chiuso di Sant’Angelo Magno

«Ugualmente i nostri uffici si sono attivati per sbloccare la situazione impegnandosi a segnalare al Commissario straordinario il caso e offrendo supporto all’Amministrazione comunale di Ascoli -è la conclusione-. In quest’ottica, la nuova Soprintendenza con sede ad Ascoli, introdotta dalla recente riorganizzazione del Mibact, potenzierà le funzioni di tutela sul patrimonio culturale marchigiano».
Dunque, la tenacia degli abitanti di questa storica zona della città, capitanati dalla coriacea Domenica, infaticabile a dispetto dell’età, sta portando risultati. Anche il Fai è da tempo sceso in campo da tempo per la tutela di questo luogo, raccogliendo firme e organizzando incontri. Sant’Angelo Magno lo merita, perchè rappresenta davvero un patrimonio importante, anche e non solo per i tesori e le opere d’arte che custodisce all’interno. Non a caso, il Piano delle Opere Pubbliche 2020-2022 recentemente approvato dalla giunta comunale guidata dal sindaco Fioravanti ha inserito in lista anche l’intervento su Sant’Angelo Magno, per un totale di 1,1 milioni di euro. Una bella notizia.

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