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Referendum di Valle Castellana,
anche per il comitato non si deve fare
«Compromesso il diritto degli elettori,
siamo pronti a impugnarlo»

EMERGENZA CORONAVIRUS - Il presidente Biagio Caponi si associa alla richiesta di rinvio presentata del sindaco Camillo D'Angelo. Dal Governo nessuna risposta. «Abbiniamolo a quello per la riduzione dei parlamentari che si doveva svolgere il 29 marzo e che è stato rinviato a data da destinarsi». Un caso nazionale

di Franco De Marco 

Il referendum di Valle Castellana, per decidere il passaggio nella Provincia di Ascoli da quella di Teramo, si svolgerà domenica 8 marzo nonostante l’emergenza Coronavirus e tutti relativi provvedimenti anticontagio. Incredibilmente ma si farà a meno di uno stop, atteso inutilmente nella giornata di venerdì, che arrivi in extremis a poche ore dallo svolgimento. Come aveva annunciato a “Cronache Picene” Biagio Caponi (qui l’articolo), presidente del comitato “Valle Castellana nelle Marche”, lo stesso formalizza la sua netta disapprovazione, si associa alla richiesta di rinvio avanzata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, e al Prefetto di Teramo, dal sindaco Camillo D’Angelo e propone di effettuare il referendum insieme a quello  nazionale per la riduzione dei parlamentari previsto per il 29 marzo ma poi rinviato a data da destinarsi. Non solo. Il comitato, se il referendum si farà, è pronto, eventualmente, a chiederne l’annullamento davanti agli organi preposti.

Valle Castellana (foto Vagnoni)

«In ossequio ai principi di democrazia che caratterizzano il nostro ordinamento, il comitato per il referendum “Valle Castellana nelle Marche” – si legge in un documento sottoscritto da Caponi – chiede che ai cittadini elettori di Valle Castellana sia garantito il diritto di poter esercitare liberamente e senza impedimenti di sorta il diritto di voto, che nell’occasione, laddove accorpato a quello del Referendum di cui all’articolo 138 della Costituzione, comporterebbe anche un’economia di risorse pubbliche. Il comitato, laddove la consultazione non dovesse essere rinviata ad altra data e il suo corretto svolgimento fosse ulteriormente pregiudicato dal contesto delle misure adottate per prevenire il contagio, si riserva di adottare, all’esito della consultazione, ogni iniziativa conforme a legge e a tutela delle proprie ragioni».

Il comitato in azione

Il referendum di Valle Castellana rischia di diventare un caso nazionale. «Viste  le misure adottate dalle Autorità governative per prevenire la diffusione del contagio, – si legge sempre nel documento –  il comitato, ottemperando alle disposizioni impartite, ha annullato fin da subito tutti gli incontri e manifestazioni pubblici e privati in programma nell’ambito della campagna elettorale-referendaria, anche per concorrere alla tutela del bene superiore di valenza costituzionale della salute. L’accaduto ha però fortemente compromesso il diritto degli elettori di Valle Castellana di essere informati e del comitato e degli altri soggetti interessati di informare, privando i cittadini della possibilità di poter effettuare una scelta ragionata e consapevole in occasione del voto. Ritieniamo che le giuste misure emergenziali adottate, ampiamente pubblicizzate per prevenire la diffusione del virus, se da una parte tutelano il diritto alla salute, dall’altra arrechino un grave pregiudizio per l’esercizio del diritto di voto degli aventi diritto di Valle Castellana, in considerazione dell’impossibilità di gestire in termini di sicurezza sanitaria le situazioni all’interno e nei pressi dei seggi elettorali».

Il Comune

«Ad oggi -è la prosecuzione- giungono a questo comitato molteplici dichiarazioni di elettori che annunciano la loro volontà di non presentarsi ai seggi per il timore di eventuali contagi, considerato anche che la maggior parte degli elettori ha un’età superiore ai 65 anni e, pertanto, appartiene a quella fascia di popolazione maggiormente a rischio, alla quale, tra l’altro, viene consigliato dalle Autorità governative di non uscire di casa».
Altra considerazione a sostegno del rinvio: «Molti elettori di Valle Castellana, a seguito degli eventi sismici del 2016, hanno preso dimora nei comuni vicini delle Marche, ovvero in una delle aree italiane maggiormente colpite dall’infezione da Covid-19, con la conseguenza che l’eventuale spostamento per l’esercizio del diritto di voto potrebbe essere fattore di diffusione del contagio. Va rilevato anche che all’elevato numero di residenti all’estero, iscritti all’Aire e aventi diritto di voto nel Comune di Valle Castellana, viene precluso e o reso difficoltoso l’esercizio del diritto di voto sia per effetto della sospensione di diversi servizi di volo internazionali da parte di compagnie aeree, sia per la quarantena, in occasione del rientro, prevista da diversi Paesi per i soggetti provenienti dall’Italia, il tutto per prevenire la diffusione del virus».
Caponi ricorda inoltre che il sindaco di Valle Castellana, Camillo D’Angelo, con diverse dichiarazioni, ha denunciato pubblicamente l’impossibilità di reperire materiale disinfettante e detergente tale da garantire la sicurezza sanitaria e l’igiene degli ambienti adibiti a seggi elettorali, la mancanza di personale qualificato che possa gestire in termini di sicurezza igienico-sanitaria le singole situazioni ed ha preannunciato di essere pronto a richiedere l’intervento dell’Esercito.

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