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Un anno all’Arengo,
Di Mattia (Fuori dal Tunnel):
«Servono progetti per l’industria,
diamo tempo a Fioravanti»

ASCOLI - Prosegue il viaggio nella politica a un anno di distanza dall’elezione di Fioravanti. Parola all’ex candidato sindaco di Fuori dal Tunnel, che sospende il giudizio sul primo cittadino e sottolinea la necessità di investire non solo nel settore turistico, ma anche su tecnologia e industria
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di Federico Ameli

Vuoi per il suo essere per forza di cose estraneo ai meccanismi della politica locale, vuoi per qualche dato anagrafico sensibilmente diverso da quelli dei suoi più illustri e navigati colleghi, un anno fa, di questi tempi, la candidatura di Alberto Di Mattia stava facendo parecchio discutere. A dodici mesi di distanza dalla sua sfida a sorpresa a Palazzo Arengo, il giovanissimo aspirante sindaco torna a parlare dell’impegno presente e futuro di Fuori dal Tunnel per la città, tracciando anche un bilancio di questo primo anno di mandato della giunta Fioravanti.

Alberto Di Mattia (Foto Vagnoni)

«Le elezioni dello scorso anno -sostiene Di Mattia- hanno rappresentato l’inizio del percorso come lista civica per la nostra città. Forse definirlo come un vero e proprio progetto politico poteva sembrare ambizioso, ma nel candidarci abbiamo visto l’impegno necessario per muovere i primi passi verso una concreta presenza. Molti di noi stavano ancora completando gli studi, ma un numero importante di persone, anche al di fuori dei nostri simpatizzanti, è rimasto favorevolmente sorpreso dal modo in cui abbiamo condotto la campagna elettorale dello scorso anno».

«Certo -prosegue l’ex candidatonon potevamo e soprattutto non volevamo mettere in campo la macchina da guerra elettorale degli altri candidati sindaci, i quali sono riusciti a schierare fino a dieci liste a loro sostegno, puntando su una campagna autofinanziata. Per noi questo rappresenta un notevole valore aggiunto, soprattutto quando si vanno a prendere in considerazione i numeri: abbiamo raggiunto una percentuale più che positiva per essere, dopo anni, la vera novità alle urne».

Di Mattia il giorno del voto (Foto Vagnoni)

Un risultato comunque incoraggiante quello ottenuto da Fuori dal Tunnel, che nonostante l’esclusione dal consiglio comunale continua a seguire da vicino le dinamiche della politica ascolana. «Il nostro progetto -dichiara infatti Di Mattia- prosegue anche al di fuori del consiglio, con la consapevolezza che, dato l’arco di tempo così ristretto, siamo ancora in una fase di monitoraggio. A partire dalle scorse elezioni e nel corso di questo anno abbiamo avuto la possibilità di conoscere, anche a livello personale, i componenti della maggioranza e dei diversi gruppi di minoranza, dai quali abbiamo ricevuto apprezzamenti per il nostro impegno e le nostre idee, ma al di là di questo aspetto devo dire che non siamo stati contattati per effettive iniziative che riguardassero i temi da noi proposti e che avevano suscitato un certo interesse».

Parole di incoraggiamento a parte, pare dunque che ai ragazzi di Fuori dal Tunnel non siano arrivate richieste di collaborazione dagli avversari di un tempo, forse anche in virtù della scelta di non prendere posizione nel ballottaggio dello scorso anno. In quell’occasione, infatti, nonostante le lusinghe elettorali degli schieramenti capeggiati da una parte da Fioravanti e dall’altra da Celani, la squadra di Di Mattia ha preferito rifiutare accordi di sorta e guardare avanti, arrivando a definire “goliardiche” le proposte dei due candidati.

Il sindaco Marco Fioravanti (Foto Vagnoni)

Una scelta che a dodici mesi di distanza il leader di Fuori dal Tunnel non rinnega affatto. «Non schierarci -spiega- non è stato un semplice slogan rimasto sulla carta o svenduto, come fatto da altri, in nome di un qualche tacito accordo dell’ultimo minuto. La nostra è stata una decisione coerente e che è andata anche oltre il ballottaggio, nata dalla visione distorta che hanno dell’universo dei giovani. Credo infatti che chi ha la possibilità di decidere del futuro di noi ragazzi non possa pensare di inquadrarli solo come individui interessati esclusivamente al divertimento e alla movida, non erano certo queste le argomentazioni giuste per pensare di sederci a un tavolo».

Ad avere la meglio in quell’occasione è stato Marco Fioravanti, che da un anno a questa parte siede a Palazzo Arengo con la sua giunta. Un lasso di tempo forse non sufficiente per esprimere un giudizio completo, anche alla luce delle delicate circostanze storiche e sanitarie degli ultimi mesi. «Fioravanti è un sindaco giovane e credo che tutti convengano nel dire che rappresenta l’espressione della continuità con le precedenti amministrazioni, da cui ha ereditato una situazione complessa alla quale è chiamato a far fronte -specifica Di Mattia-. In campagna elettorale ogni candidato ha espresso la propria formula per risollevare le sorti della città, che in questo momento si trova in una fase cruciale della sua storia. Chiaro è che le scelte del sindaco e delle tante persone a lui vicine influenzeranno, in un modo o nell’altro, il declino definitivo nel lungo periodo della città o la sua possibile ripresa per uscire “fuori dal tunnel”, ma per il momento l’unica cosa da fare è attendere».

L’iniziativa organizzata l’anno scorso in Piazza del Popolo

Se da un lato Di Mattia sembra pronto a concedere più tempo all’Amministrazione per portare a termine i progetti presentati in sede di campagna elettorale, dall’altro non nasconde tuttavia qualche dubbio sul futuro della città, in particolare sul tema del lavoro. «Credo che alcune tra le priorità della giunta, come il reddito di civiltà, la manutenzione stradale e l’impegno sul piano culturale, rientrino nei doveri di ogni buon amministratore -dice-. Per quanto mi riguarda, però, sarebbe bello sapere se, oltre all’obiettivo turistico, esiste anche un piano di rinascita industriale. Ad ogni modo, in tutta onestà il tempo a disposizione del giovane Fioravanti è stato veramente esiguo e, trovatosi anche a dover gestire un’emergenza sanitaria senza precedenti, ha tutte le attenuanti del caso».

A proposito di industria e di lavoro, proprio un anno fa fece molto parlare di sé l’iniziativa dei ragazzi di Fuori dal Tunnel, che riempirono piazza del Popolo con quelle stesse valigie che tanti nostri concittadini sono costretti a fare nella speranza di trovare un futuro migliore altrove. A dodici mesi di distanza, la situazione non sembra molto diversa.

«Dopo aver pubblicato il nostro video di presentazione -conferma l’ex candidato- che in pochi giorni ha raggiunto un numero elevatissimo di visualizzazioni e condivisioni sui social, pensammo che l’immagine shock delle valigie a piazza del Popolo potesse essere utile per comprendere meglio la drammaticità del dover abbandonare Ascoli per necessità di studio e di lavoro. Tra l’altro, l’idea è stata recentemente ripresa come in un “copia e incolla” dagli agenti di viaggio e turistici anche in quel di Venezia, confermando la validità della nostra strategia di comunicazione».

Alcuni componenti di “Fuori dal Tunnel”

«Ebbene sì, la situazione è drammatica -ribadisce-. Parlando con i miei coetanei universitari e anche con studenti delle superiori, noto che sempre meno ragazzi e ragazze includono Ascoli nei propri piani per il futuro, il che è confermato anche dal costante calo degli iscritti alle facoltà universitarie della città. Più o meno tutti i candidati si erano fatti promotori di un potenziamento degli atenei presente in città: personalmente, noi di Fuori dal Tunnel avevamo deciso di puntare sul Digital marketing, che con una visuale più ampia potesse assicurare un’importante facoltà tecnologica alla città. Con il Covid e il conseguente lockdown, che hanno imposto un regime di smart working e didattica a distanza, abbiamo avuto la riprova di quanto sia di fondamentale importanza lavorare sul piano dell’informatizzazione».

Da ex candidato sindaco e studente di Scienze politiche, non poteva certo mancare una considerazione sull’attuale emergenza sanitaria e sulle misure da adottare nel tentativo di ridare ossigeno all’economia locale, non prima però di aver rivolto un plauso alla condotta dei più giovani in quest’ultimo periodo. «La serietà con cui i ragazzi ascolani hanno osservato le norme anti-contagio -sottolinea Di Mattia- è sotto gli occhi di tutti. I giovani sono rimasti in casa e le piazza che solitamente fungono da luogo di ritrovo erano deserte. Ora, con la fine della scuola e l’arrivo della bella stagione, credo sia normale che ci sia voglia di stare insieme, ma senza esagerare per non incorrere in situazioni pericolose. Credo che troppo spesso si sottovaluti il livello percettivo dei giovani: noi ci siamo, la palla ora passa alle istituzioni».

Si guarda al futuro

«A questo proposito -continua il leader di Fuori dal Tunnel- resto dell’idea che, una volta terminata l’emergenza sanitaria, sarà necessario che anche la politica locale, come avviene in ambito nazionale, coinvolga in un tavolo comune industriali, artigiani, commercianti e le parti sociali della città per promuovere idee e realizzare progetti condivisi. Personalmente, ribadisco che il solo turismo non potrà essere sufficiente per il rilancio di questo territorio, ma se possibile, sarà necessario intercettare investimenti per la nuova industria, come le biotecnologie e il settore farmaceutico. Ad ogni modo, per quanto riguarda la gestione dell’emergenza, pur avendo il virus colpito in maniera marginale il nostro territorio, ho comunque apprezzato i comportamenti, le norme e i provvedimenti promossi dall’Amministrazione per far fronte alla situazione».

Dato che di futuro si parla, quale futuro attende Fuori dal Tunnel? «Amo visceralmente questa città e rivendico con un po’ di orgoglio il fatto che Fuori dal Tunnel e i suoi componenti mi abbiano consentito di diventare il candidato sindaco ascolano più giovane dall’Unità d’Italia ad oggi -conclude Di Mattia-. Spero che il mio e nostro esempio possa costituire uno spunto per far sì che si guardi ai giovani in un modo nuovo e diverso dal solito. Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto, ci sarà tempo per pensare a nuove iniziative che proporremo e a quelle che saremo disposti a valutare».

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