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«E’ stata un’ora di inferno»
Le testimonianze dei commercianti

ASCOLI - Il racconto di chi ha vissuto da vicino un pomeriggio di ordinaria follia che poteva trasformarsi in tragedia. «Hanno portato via cinque persone ma le persone coinvolte erano almeno il doppio». «Nessun esponente dell'Amministrazione comunale è venuto a portare conforto a noi esercenti del loggiato»
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Il tratto del loggiato dove è avvenuta la rissa

di Andrea Pietrzela

Autentiche scene da Far West in pieno centro storico. Scene che la città di Ascoli non aveva mai visto prima, scene di cui si è parlato tanto ieri e che continuano a far rumore anche oggi, dopo la notizia dell’arresto dei sei individui fermati ieri di nazionalità marocchina, rumena e italo-albanese e di età compresa tra i 20 e i 40 anni. I protagonisti della spirale di violenza.

IL CAOS – Ma cerchiamo di ripercorrere quanto accaduto dall’inizio. «Era una giornata come tante altre, quando intorno alle ore 18 – racconta un esercente del loggiato, che vuole restare anonimo – ho sentito un rumore molto forte e sono uscito fuori di corsa. Ho visto una scena che mi ha davvero scioccato: un uomo era a terra in una maschera di sangue. Per un attimo ho pensato che fosse svenuto, o peggio. Un altro uomo era sopra di lui con in mano un oggetto contundente, probabilmente uno dei resti del contenitore di pile con il quale lo aveva colpito poco prima. A terra, nel sangue, c’erano pile sparse ovunque. Ho temuto che la situazione degenerasse da un momento all’altro».

«L’uomo ferito ha cercato rifugio dentro un’attività – racconta un altro commerciante – mentre le persone che ce l’avevano con lui cercavano di farlo uscire allo scoperto». Una tragedia sfiorata, evitata soltanto grazie all’orario di punta in cui tanti testimoni hanno allertato prontamente le forze dell’ordine e all’intervento corposo di Polizia e Carabinieri che hanno riportato la serenità in Piazza del Popolo.

LE FORZE DELL’ORDINE – «In tanti abbiamo chiamato le forze dell’ordine, che sono arrivate numerose dopo circa un quarto d’ora. Nel frattempo, però, le due fazioni avevano chiamato i rinforzi ed erano diventate più numerose. Se le sono date di santa ragione, sono stati usati come armi anche sedie e tavolini di un bar che era chiuso. Tanti commercianti si sono rinchiusi dentro il proprio negozio per la paura».

Sul posto sono giunti a sirene spiegate un’ambulanza del 118 e diverse pattuglie di Polizia e Carabinieri, oltre ad agenti della Polizia Municipale. «Polizia e Carabinieri hanno separato con fatica gli individui ed hanno cercato di far calmare tutti – aggiunge il commerciante – alla fine hanno portato via cinque persone, ma il numero totale delle persone coinvolte era almeno il doppio». L’uomo ferito inizialmente, alla fine arrestato, alla fine è riuscito a salire sull’ambulanza con le proprie gambe.

LE ISTITUZIONI – «Una cosa che è mancata è stata la vicinanza delle istituzioni. Nessun esponente dell’Amministrazione comunale è venuto a portare conforto a noi esercenti del loggiato, specialmente al bar che è stato il più coinvolto subendo diversi danni. Dopo lo spavento abbiamo ripulito tutto da soli, senza l’aiuto di nessuno».

Una testimonianza quasi disperata. Un grido d’aiuto che, dopo un pomeriggio difficile e scioccante come quello di giovedì 11 giugno, rimane per ora inascoltato. C’è anche chi fa fatica a ripercorrere quanto accaduto: «È stata un’ora di inferno, spero non ricapiti mai più».

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