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Liste di attesa e code per i prelievi:
l’Area Vasta 5
rischia di andare in tilt

SANITA' - Il direttore Cesare Milani evidenzia la difficoltà di recuperare le visite annullate per il Coronavirus, cioè le D e le P in calendario fino al 31 maggio: «Le agende da giugno in poi sono già piene con prenotazioni fatte prima dell'epidemia». Le prestazioni ad accesso diretto solo su prenotazione con un paziente ogni 2 minuti
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Cesare Milani, direttore dell’Area Vasta 5

di Maria Nerina Galiè

Lo smaltimento delle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali e le code per quelle ad accesso diretto stanno creando non pochi problemi ai cittadini ma anche ai vertici dell’Area Vasta 5.

La Sanità nel Piceno Covid free, l’ultimo a registrare contagi da Coronavirus della regione, primo a riattivare tutti i servizi previsti entro giugno e non dal primo di giugno, come invece è avvenuto in Area Vasta 5, rischia di andare in tilt.

Tanti gli utenti che devono usufruire dei servizi e stringenti le regole anti Covid che impongono distanziamento sociale e allungamento dei tempi tra una visita e l’altra per sanificare locali e apparecchiature.

Difficile far quadrare il cerchio. Lo ammette anche Cesare Milani, direttore di Area Vasta 5.

Uno dei principali problemi è il recupero delle visite programmate e differite, interrotte durante la fase clou dell’emergenza sanitaria, annullate se erano in agenda fino al 31 maggio. Con l’obbligo di tornare dal medico di famiglia per rivalutare il caso ed eventualmente prenotare di nuovo.

Milani: «Questi esami o visite, se prima non erano urgenti, dopo tre mesi probabilmente lo sono diventati.

Poi. Sono state annullate le prenotazioni fino al 31 maggio. Ma non quelle da giugno in poi».

Quindi ora cosa accade?

«Che se non si annullano e rivalutano anche le vecchie prenotazioni, siamo in difficoltà. Le agende sono piene per le prenotazioni fatte prima del Coronavirus. E non ci sarebbe posto per le nuove.

Inoltre, il numero di visite ed esami diagnostici prevedibili in un turno, con le nuove regole è di molto diminuito».

La Regione Marche ha previsto anche la possibilità di allargare le fasce orarie per le prestazioni ambulatoriali, lavorando ad esempio anche nei festivi.

«Il personale a disposizione riesce a coprire gli orari normali, non oltre».

Altro problema: le prestazioni ad accesso diretto come i prelievi del sangue. Molti utenti lamentano lunghe file, all’esterno del punto prelievi del “Mazzoni”, sotto il sole o la pioggia.

«Ci sono ferree procedure da rispettare per l’accesso. Inoltre dalla prossima settimana, si accederà a questo tipo di servizi solo su prenotazione. Era previsto già dalla scorsa, ma ci sono stati problemi tecnici».

Per evitare assembramenti, ma anche attese, gli accessi per i prelievi saranno regolati da prenotazione obbligatoria con un paziente ogni 2 minuti, sia ad Ascoli che a San Benedetto.

La prenotazione si farà, come ora, nei totem presenti fuori dagli ospedali  o con  “Zero-coda”, l’app scaricabile o il sito. Ma ci sarà anche un numero di telefono dedicato, per tutti coloro che non hanno dimestichezza con la tecnologia.

Qualche cittadino sollecita, sia per smaltire le code che per un’inequivocabile comodità logistica, la riapertura del  punto prelievi dell’ex Gil, in viale Marcello Federici, chiuso durante il lockdown.

«Lo riapriremo a breve. Probabilmente entro la fine di questo mese. Al momento è utilizzato per attività inerenti l’emergenza sanitaria».

Il dottor Claudio Angelini

Nella stessa sede si trovano gli uffici del servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Area Vasta 5 diretto dal dottor Claudio Angelini, che ha gestito il controllo dell’epidemia. Lì sono stati anche fatti i prelievi per i test sierologici alle Forze dell’ordine del Distretto di Ascoli.

Cesare Milani però, insieme con tutto il suo staff, precisa che l’obiettivo primario, al momento, è quello di non sottovalutare il rischio di una recrudescenza.

«Non ci possiamo permettere di abbassare la guardia, per nessun motivo.

La Regione ci ha dato di tempo tutto il mese di giugno per ripristinare le attività e sempre in base all’andamento dell’epidemia. Noi il primo giugno abbiamo riattivato tutto.

Gradualmente. Certo. Come ci impone la tutela della sicurezza di cittadini e operatori».

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