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Sette nuovi casi nel Piceno:
quasi tutti intorno ai 20 anni

COVID - Il numero è salito a 46. Uno in più anche ad Ascoli. L’impennata negli ultimi 10 giorni. Angelini: «Così nemmeno nella fase clou dell’emergenza». Negativi i tamponi fatti a circa 40 persone che erano al matrimonio a cui ha preso parte un ragazzo ascolano positivo

di Maria Nerina Galiè

 

Sono arrivati a 46 in totale i positivi al Coronavirus nel Piceno, della nuova ondata che si è attivata il 7 luglio.

Il dato è aggiornato alla tarda serata di ieri, 14 agosto, dal servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5 diretto dal dottor Claudio Angelini (leggi l’aggiornamento precedente).

Sono 7 i nuovi casi, contatti stretti dei positivi conclamati nei giorni scorsi.

Uno anche ad Ascoli.

Due i dati allarmanti per il direttore del Sisp, che ormai ha capito che quest’anno non farà le ferie.

Il primo. A parte una persona che è un altro dipendente della ditta Avicoop (gruppo Amadori) di Controguerra, gli altri hanno tutti intorno ai 20 anni.

«Gli ultimi contati sono avvenuti per lo più negli ambienti della movida, tra feste in spiaggia e apericene». 

Oltre alla festa del 2 agosto in uno stabilimento balneare di San Benedetto, dove erano presenti alcuni dei giovani risultati positivi nei giorni successivi e senza avere alcun nesso tra loro,  c’è stato anche un apericena il 5 agosto, finito al centro dell’inchiesta epidemiologica del Sisp.

Sono invece tutti negativi i tamponi fatti a circa 40 persone presenti al matrimonio a cui ha preso parte il ragazzo positivo di Ascoli.

«Manca ancora da testare qualcuno – precisa il direttore del Sisp – ma quell’evento non mi preoccupa più di tanto».

Alla festa c’erano circa 100 persone che subito dopo aver saputo che tra gli ospiti c’era un contagiati hanno tempestato di telefonate il Dipartimento di prevenzione e altre strutture sanitarie.

«Il solo fatto di aver partecipato alla cena non vuol dire essere correre il rischio di contagio.

Abbiamo tenuto conto, ad esempio, di chi era sullo stesso tavolo del contagiato, di chi ha viaggiato o condiviso altre occasioni con lui.

Il contact tracing risponde a criteri ben precisi che dobbiamo seguire per fare un lavoro efficace ed organizzato».

Ed anche veloce in questa fase dove c’è un secondo fattore di allerta per il dottor Angelini.

«Gli ultimi 40 casi sono esplosi in dieci giorni e con aumenti di 6, 7 al giorno.

Così non accadeva nemmeno nella fase clou dell’emergenza.

Numericamente non stiamo andando bene».

Ad aggravare la situazione, non ci sono state solo le vacanze a Corfù – che comunque hanno inciso per sette casi su nove nel gruppo di San Benedetto e Monteprandone ma uno solo, direttamente, nella comitiva ascolana – e la movida.

Ha fatto la sua parte anche la ditta di Controguerra, con una decina di positivi residenti nel Piceno, quasi tutti rumeni o albanesi.

Poi ci sono stati casi isolati, come la pensionata di Monteprandone e la mamma e figlia di Acquaviva che hanno contagiato in tutto altre 6 persone.

Tre i minorenni fin’ora contagiati, la bimba di 10 anni di Acquaviva, la figlia pure di 10 anni di un lavoratore della Avicoop e il nipotino di 4 anni della donna di Monteprandone.

Gran lavoro per il Sisp anche sotto Ferragosto. Per l’ondata dei nuovi casi e l’ordinanza ministeriale (leggi come fare se si rientra dall’estero e leggi qui per il percorso di screening a pagamento).

«Abbiamo inviato oltre 150 convocazioni per fare il tampone. Una quarantina sono dirette a persone rientrate dall’estero».

 


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