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Morti sospette nella Rsa,
parla l’avvocato Mion:
«Vogliamo vederci chiaro»

OFFIDA - Il legale che difende la famiglia di Lucia Bartolomei, una delle persone decedute nella struttura, prosegue la battaglia legale: «Chiediamo giustizia per chi sta affrontando un momento di grande dolore. Non riesco a capire, perché l'Asur Marche non abbia preso ancora una posizione chiara»
di Simone Corradetti
Dopo la decisione della Corte di Cassazione, che ha respinto la richiesta di scarcerazione nei confronti dell’infermiere di Grottammare Leopoldo Wick, accusato dalla procura ascolana per le morti sospette alla Rsa di Offida, toccherà ai professori dell’Università di Pisa analizzare i campioni ematici effettuati sui corpi dei pazienti deceduti nella struttura.

L’avvocato Mion

Gli avvocati dell’infermiere, Tommaso Pietropaolo e Luca Filipponi, sono pronti a dare battaglia per tutelare e difendere nelle sedi opportune il loro assistito che si professa innocente dal carcere di Marino del Tronto.
Negli ultimi due anni tra le salme riesumate, ci sono quelle dell’offidano Vincenzo Gabrielli, e della sua compaesana Lucia Bartolomei, tumulata nel cimitero di Ripatransone. A tal proposito, l’avvocato Matteo Mion del foro di Padova, e legale della famiglia Bartolomei, prosegue la sua battaglia per la verità.
«Chiedo che venga fatta giustizia – ha affermato Mion – per tutelare i familiari delle vittime, che stanno affrontando un momento di grande dolore. Non riesco a capire, perché l’Asur Marche non abbia preso ancora una posizione chiara, con un silenzio assordante nei confronti delle famiglie coinvolte. Ci vuole soprattutto umanità».
«Confermo il risarcimento danni avanzato nei confronti dell’azienda sanitaria -insiste categorico- e aspetto la conclusione delle indagini, considerate le tre nuove denunce a carico di ignoti, presentate alla Magistratura, dopo aver ascoltato altre famiglie che vogliono vederci chiaro».

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