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Shopping di Natale,
l’allarme dei commercianti
tra pandemia e acquisti online

ASCOLI - Le attività del centro commerciale Città delle Stelle risentono inevitabilmente del momento delicato legato all’avanzare della pandemia. Le chiusure tassative nel weekend non aiutano e le insidie del web sono sempre dietro l’angolo, ma qualcuno cerca di sfruttarle a suo vantaggio
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di Federico Ameli

L’atmosfera non sarà quella da classico film di Natale, ma con l’ombra del 25 che ormai inesorabilmente incombe è già tempo di pensare ai regali. Con tutta probabilità, i più organizzati avranno già da tempo sbrigato la pratica, e in attesa che gli irriducibili dell’ultimo minuto si decidano a chiarirsi le idee, dato che il tempo stringe, abbiamo cercato di capire che aria tirasse al centro commerciale Città delle Stelle, fino allo scorso anno tappa fissa del pellegrinaggio prenatalizio all’insegna dello shopping.

città delle stelle

L’installazione natalizia al piano terra di Città delle Stelle

Che le cose siano un po’ cambiate si intuisce dalla facilità con cui riusciamo a trovare parcheggio nelle immediate vicinanze di uno degli ingressi laterali. Il motivo è presto spiegato: con gli ultimi decreti, solo l’ipermercato e le attività di prima necessità possono restare aperti nel fine settimana. Per tutti gli altri serranda tassativamente abbassata, con la galleria del centro che, a colpo d’occhio, sembra lontana anni luce dai fasti di un tempo.

«La chiusura nel weekend non può che penalizzarci, le persone possono solo fare la spesa e, a differenza degli altri anni, queste feste saranno magre un po’ per tutti» conferma Guglielmo Ciafré, titolare de “Il mondo delle meraviglie”, che fino al mercoledì 30 dicembre sarà presente a Città delle Stelle con un’esposizione di bigiotteria e lavorazioni artistiche in filigrana e che in questa domenica di metà dicembre sta allestendo il suo stand in vista dell’apertura del lunedì.

«Per noi è la prima volta in questo centro commerciale, che nonostante le difficoltà ci offre l’opportunità di lavorare in sicurezza. Avendo una partita Iva non è facile andare avanti in queste condizioni, ma la colpa non è certo della direzione, che anzi sta cercando di incentivare gli acquisti con una serie di offerte e buoni sconto: francamente, era difficile fare di più».

Guglielmo Ciafrè e la sua esposizione

Se in questa situazione senza dubbio inedita il centro commerciale cerca di venire incontro alle esigenze dei suoi espositori e commercianti, lo stesso – almeno secondo Ciafré – certo non si può dire delle istituzioni.

«Ci riteniamo fortunati a poter essere qui e lavorare con tutte le precauzioni necessarie – barriere in plexiglass, mascherine e il dovuto distanziamento. La direzione ci ha concesso questa opportunità e noi ne siamo felici, ma in questo momento transitorio ci sarebbe bisogno dell’intervento dello Stato, che a quanto ne so non ha stanziato ristori di sorta per le attività commerciali, a differenza di quanto avvenuto per bar e ristoranti».

Dato che le limitazioni imposte dagli ultimi Dpcm ci impediscono di scambiare due chiacchiere con gli altri rappresentanti della categoria, decidiamo di tornare l’indomani per analizzare la situazione anche durante la settimana.

A distanza di 24 ore, la situazione appare meno compromessa: i negozi sono aperti, la galleria è ben illuminata e le persone, nonostante sia un comune lunedì, passeggiano e fanno acquisti.

Il piano terra di Città delle Stelle

Trattandosi di un’attività artigiana, “Il mondo delle meraviglie” dell’amico Guglielmo – che nel frattempo vediamo alle prese con diversi clienti – a detta del titolare non teme particolarmente la concorrenza dell’online, a differenza di tanti colleghi che invece, oltre alle difficoltà del momento, devono far fronte anche alle minacce rappresentate dalle nuove frontiere dello shopping.

«Di questi tempi non è facile fare questo lavoro – dichiara una commessa di un negozio di abbigliamento del centro commerciale -. Già da qualche anno facciamo i conti con il mercato online che, vuoi o non vuoi, finisce sempre per toglierci una buona fetta di vendite, ma stavolta è diverso. Le persone non sono incentivate a uscire e a fare compere, anzi, e capisco bene che la soluzione più comoda e semplice sia quella di acquistare direttamente da casa».

Ma c’è di più. «La mia è solo un’impressione, ma a volte ho la sensazione che qualche cliente entri in negozio solo per farsi un’idea delle taglie, per poi acquistare online».

La sala giochi di Castel di Lama, in attesa di tempi migliori

Acquisti telematici a parte, una volta constatato il precario stato di salute della galleria, decidiamo di farci un giro al primo piano, per anni patria indiscussa del divertimento di Vallata. I ricordi, però, sono ben presto costretti a scontrarsi con la dura realtà dei fatti: cinema, bowling e sala giochi chiusi fino a data da destinarsi, con il bar e la libreria Mondadori a rappresentare gli ultimi orgogliosi baluardi di un passato che, purtroppo, appare molto lontano.

«Proprio questa mattina mi hanno proposto di aderire ad una raccolta firme per la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana» racconta Riccardo Piccioni, titolare della libreria, con cui già qualche settimana fa avevamo scambiato quattro chiacchiere (leggi l’articolo). Da allora le cose sono un po’ cambiate e Riccardo si è visto costretto sui suoi passi rispetto all’idea di tenere la libreria aperta anche il sabato e la domenica.

«Potendo contare anche sulla licenza di edicola, la mia prima intenzione era quella di sfruttarla per restare aperti anche nel weekend. Alla fine però, non avendo quotidiani in negozio, per evitare problemi ho deciso di rinunciare».

Sfumata l’opportunità di lavorare nel fine settimana, alla libreria non resta che concentrarsi sulle vendite infrasettimanali. Fortunatamente non siamo i soli a curiosare tra gli scaffali in questo anonimo lunedì prenatalizio. «Le cose non vanno così male nei giorni feriali, ma resta il fatto che le librerie esterne ai centri commerciali possano restare aperte anche nel weekend. Non lo trovo corretto, dato che con termoscanner e vigilanza interna i centri sono ormai i luoghi più sicuri che ci siano, a differenza di tante città, anche della zona, in cui gli assembramenti sono all’ordine del giorno».

mondadori

La libreria Mondadori di Riccardo Piccioni

Dal buon numero di avventori presenti in libreria nel primo pomeriggio ci rendiamo presto conto che, come sottolineato dallo stesso Riccardo, i clienti storici non fanno certo mancare il loro sostegno alla libreria di fiducia in un momento così delicato. Ad essere venuto meno, però, è l’afflusso di persone generato dalle attrazioni del primo piano, che di questi tempi fino a qualche anno fa garantivano di riflesso un consistente aumento delle vendite anche alla Mondadori.

«La chiusura del cinema e del bowling è stato un duro colpo per noi. Per farti un esempio, non ci sono più le attese dei film e quella spensieratezza che portava i frequentatori del centro commerciale a fare acquisti in vista del Natale. Storicamente, questo è il periodo che ci consentiva di tirare avanti fino a maggio e, vista la situazione, non so come potrà andare a finire».

Oltre alla fisiologica crisi, la libreria deve fare i conti anche con altre due problematiche legati ai provvedimenti promossi dal Governo per cercare di contenere i rischi del contagio: il divieto di oltrepassare i confini regionali e la già citata chiusura nel weekend, che per via di una sfortunata combinazione di date rischia di mettere seriamente a repentaglio gli affari dei negozi del centro.

«Ho fatto un po’ di conti e, dato che quest’anno le festività principali sono tutte infrasettimanali, tra 24, 31 e 5 gennaio nelle prossime settimane ci toccherà restare quasi sempre chiusi. Inoltre, a differenza di tanti altri centri commerciali, della zona e non, Città delle Stelle rappresenta storicamente una dei punti di riferimento dei clienti fuori regioni, in questo caso l’Abruzzo. Fino a un paio di settimane fa le persone circolavano senza neanche rendersi bene conto delle restrizioni, ma una volta compresa la situazione abbiamo dovuto rinunciare a quel tipo di clientela, su cui in condizioni normali sappiamo di poter fare affidamento».

Nel bel mezzo di serie di sfortunate circostanze, a differenza di tanti colleghi del centro, Piccioni può quantomeno tirare un sospiro di sollievo: l’online non sembra essere una minaccia, anzi.

«Non nego che ci sia un minimo di concorrenza da parte dei principali portali, ma dallo scorso marzo, con il divieto di continuare ad applicare il 15% di sconto sui prezzi di copertina, la situazione è molto migliorata: adesso non si può andare il 5%, una percentuale che posso tranquillamente permettermi anch’io.

A dirla tutta, noi stessi cerchiamo di cavalcare l’onda del web: siamo attivi con diverse vendite su Ebay, quindi non posso certo lamentarmi dell’online. Più che di concorrenza, in questo caso mi piace parlare di opportunità».

Fare acquisti da casa sarà anche più comodo, ma prima di congedarci cogliamo l’occasione per ordinare un libro appena uscito, scritto da un noto autore locale. «Questione di giorni» dice Riccardo. Speriamo prima delle feste, altrimenti sarà dura trovare aperto.




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