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Ascoli: Sottil e Polito,
due ex compagni di squadra
a caccia dell’impresa salvezza

SERIE B - La rincorsa alla salvezza affidata alla coppia che ha riportato speranza e fiducia. Diesse e mister si conoscono bene avendo condiviso tre stagioni da calciatori nel Catania. Nel 2017 il dirigente campano aveva affidato la panchina della Juve Stabia a Caserta, altro ex compagno di squadra
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di Salvatore Mastropietro

La mini-sosta concessa dal calendario dopo un dicembre a dir poco intenso sta permettendo a tutto l’ambiente Ascoli di rifiatare. La squadra sta recuperando le forze e si ritroverà in città domenica come da accordo collettivo. Dopo aver visto un altro campionato scivolare verso le ormai note sabbie mobili della bassa classifica, sono anche i tifosi ad aver staccato per il momento in attesa di un’altra lotta salvezza da vivere col fiato sospeso, come ormai d’abitudine nella storia recente.

Polito e Sottil oggi

In vista del ritorno in campo le speranze dell’ambiente Ascoli sono riposte sull’attuale sessione di calciomercato, in cui dovranno essere scelti gli uomini giusti per colmare le diverse lacune del gruppo bianconero. Il ruolo fondamentale sarà riservato, ovviamente ma non troppo visti i recenti trascorsi dirigenziali, al direttore sportivo Ciro Polito, subentrato a Giuseppe Bifulco lo scorso 17 dicembre. Il nuovo diesse ha già impresso chiaramente il proprio marchio promuovendo l’esonero di Delio Rossi ed affidando la panchina ad Andrea Sottil. Se la scelta si rivelerà provvidenziale come quella di Davide Dionigi nello scorso campionato lo dirà il tempo. Per il momento si può di certo osservare come il nuovo allenatore abbia raccolto in tre partite più punti (7) di quelli che i suoi predecessori avevano conquistato in quattordici match (6).

Polito e Sottil compagni di squadra in A col Catania: eccoli nelle figurine Panini

Un sostanziale cambiamento è tangibile anche nella gestione caratteriale dell’intero spogliatoio, prima apparso a dir poco sfilacciato e disunito. Che qualcosa sia cambiato lo si può intuire dalle dichiarazioni post partita dei calciatori dell’Ascoli. Le dinamiche interne ad un gruppo sono di certo note sia al diesse Ciro Polito sia al tecnico Andrea Sottil.

Nei loro numerosi trascorsi da calciatori, prima che da dirigente uno e da allenatore l’altro, ne hanno vissute sicuramente tante, di cui alcune anche condivise.

I due, infatti, hanno occupato lo stesso spogliatoio per ben tre stagioni consecutive dal 2005 al 2008 ai tempi del Catania. L’ex difensore collezionò 66 presenze in tre campionati, mentre l’ex portiere campano scese in campo per 37 volte, intervallate da un’esperienza di sei mesi in prestito al Pescara.

Sottil

Il primo anno di Sottil e Polito fu vincente: promozione in Serie A grazie al secondo posto in classifica. Nella seconda stagione la formazione siciliana fu tra le rivelazioni del campionato, piazzandosi al 13° posto da neopromossa. Quell’anno è ricordato dai tifosi dell’Ascoli come l’ultimo, purtroppo negativo, trascorso del Picchio nella massima serie. Nella sfida del “Del Duca”, terminata 2-2 con doppietta bianconera di Bjelanovic, Sottil giocò l’intera partita. L’ultimo campionato vissuto insieme a Catania vide Sottil e Polito, portiere titolare per gran parte della stagione, conquistare un’importante salvezza all’ultima giornata e sfiorare l’approdo in finale di Coppa Italia.

Ciro Polito non ne ha fatto un mistero: ha affermato di aver scelto Sottil anche per tutte le battaglie condivise da compagni di squadra nel passato. Come svelato dallo stesso Polito, inoltre, fu proprio lui a consigliare l’ex difensore, ai tempi tecnico emergente della terza serie, alla Paganese nel 2014. La scelta di affidare la panchina ad un ex compagno non è una novità per il diesse campano.

Alla Juve Stabia, sua prima esperienza da dirigente, promosse a capo allenatore un (quasi) esordiente come Fabio Caserta, anche lui suo ex compagno di squadra nel Catania, decisione poi rivelatasi vincente e culminata con il ritorno in B delle “vespe” nel 2019. Adesso tocca al binomio Sottil-Polito lavorare a stretto contatto per il raggiungimento dell’obiettivo salvezza. Sarà fondamentale trasmettere all’intero gruppo, società compresa, quella voglia di lottare e quell’unità di intenti che da calciatori li ha contraddistinti. Le premesse ci sono, ma presto sarà nuovamente il campo a parlare.

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