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Rientro a scuola, gli studenti:
«Rispettiamo regole ferree,
la Regione continui a fare il suo»

ASCOLI - Parlano Diego Morone e Mattia Mannocchi, rappresentanti del Liceo "Stabili Trebbiani" e "Ulpiani". L'ente ha promesso gli impianti di areazione. Meglio la situazione trasporti con l'aumento dei pullman. Da tenere sotto controllo i possibili assembramenti alle fermate
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Liceo “Stabili Trebbiani”, la sede di via Faleria

di Stefania Mistichelli

Quello di ieri è stato un rientro in classe difficile per tutti, con una routine da riprendere e i tanti problemi che si aggiungono alla normale frequenza: dalla didattica mista, per alcuni plessi, alla necessità di arieggiare nonostante le temperature fredde alla questione trasporti che, nonostante sia sensibilmente migliorata, rimane costantemente monitorata, in primo luogo dagli studenti che raggiungono i loro istituti dai paesi più distanti.

«Il rientro è stato, come da copione, duro per tutti – fa sapere Diego Morone, rappresentate d’istituto del Liceo Classico “Stabili – Trebbiani” di Ascoli – ora le misure da rispettare sono ferree. Cercare di arieggiare il più possibile con questo freddo e l’obbligo di mascherina per l’intera durata del proprio trascorso quotidiano a scuola sono solo due delle tante norme che si sommano a quelle basilari e che ormai sono routine: come l’igienizzarsi le mani o il rispetto del distanziamento.

Diego Morone, rappresentante degli studenti del Liceo Classico “Stabili Trebbiani” di Ascoli

Sappiamo che non sarà facile ma se sono i precetti per un graduale rientro della totalità della popolazione scolastica non possiamo che attenerci a quanto ci viene disposto. È stato sicuramente un piacere per molti tornare ad avere del contatto umano dopo mesi di didattica digitale, ma la questione umana è passata in secondo piano di fronte all’attesa che c’era per il problema dei trasporti. Oggi degli studenti hanno lamentato le problematiche pronosticabili negli autobus di linea mentre altri, al contrario, hanno notificato un cambiamento sostanziale. Per avere un’idea certa e concreta non basterà però un giorno, siamo in ogni caso lieti di poter cominciare a tornare nei nostri plessi, seppur nelle modalità predette».

Rientrati a scuola, ora i ragazzi si aspettano che la Regione rispetti la parola data e realizzi le promesse fatte la scorsa settimana, all’indomani dell’annuncio della riapertura anticipata a ieri, in primis la realizzazione degli impianti di areazione.

«Questo primo giorno di scuola – ha commentato Mattia Mannocchi, rappresentante dell’Istituto Agrario “Ulpiani” di Ascoli – ha mostrato un leggerissimo miglioramento delle condizioni, conformi a quanto dichiarato dagli enti preposti.

I pullman sono stati appena sufficienti. Per coloro che usano il treno mi è stato riferito che ci sono ancora molti assembramenti. I

Invece le regole di distanziamento sono state rispettate nella maggior parte dei casi riguardo ai pullman.

Oggi (26 gennaio, ndr) è andata molto meglio di ieri. Hanno raddoppiato i pullman e quindi c’erano molti meno assembramenti. L’unico problema rilevato è quando le persone escono dai bus. Lì si possono creare assembramenti. Ma per fortuna solo per pochissimo tempo».

Il discorso poi scivola sulla situazione generale, del Paese e della Marche. E nell’auspicio che venga mantenuta un’altra promessa fatta dalla Regione Marche oltre all’aumento dei pullman.

«La situazione, anche se la curva dei contagi diminuisce, è critica, in quanto i nuovi casi a livello nazionale sono migliaia al giorno.

La Regione ha mantenuto la promessa dell’aumento dei mezzi di trasporto, ma attendiamo anche i nuovi impianti di aerazione e purificazione dell’aria promessi, poiché è inaccettabile rimanere con le finestre dell’aula aperte con temperature sotto lo zero.

Il problema riscontrato è l’assembramento nelle fermate dei pullman che dovrebbe essere assolutamente arginato ed evitato. Siamo fiduciosi in nuovi miglioramenti. Però faremo a breve un confronto con tutti i rappresentanti di istituto delle scuole superiori di Ascoli per fare il punto della situazione e decidere eventuali mobilitazioni».

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