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Incendio a Villa Sant’Antonio,
Bochicchio: «Troppe strutture
ad alto impatto ambientale»

CASTEL DI LAMA  - Le dichiarazioni del sindaco. Secondo l'Arpam le fiamme si sono sprigionate dall'impianto fotovoltaico posto sul tetto del capannone. I Vigili del Fuoco hanno spento il rogo e sono ora impegnati nelle opere di bonifica

 

 

AGGIORNAMENTO delle ore 18,30. Il sindaco Bochicchio: «Ho appena parlato con il responsabile dell’Arpam regionale (giunti sul posto immediatamente, ndr). L’incendio sembra essere partito dall’impianto fotovoltaico posto sul tetto di uno dei capannoni del Centro Intermodale Tronto. Domani l’Arpam svolgerà ulteriori analisi sia sui terreni per comprendere cosa si è depositato sui suoli che nei filtri delle centrali di rilevamento della qualità dell’aria.

Ad ogni modo, da quanto ho compreso un simile incidente (incendio ad un impianto fotovoltaico) è già accaduto nel passato nella provincia di Ancona senza creare evidenti danni ambientali.
Questo precedente può forse farci tirare un sospiro di sollievo dopo la comprensibile paura di oggi pomeriggio».

 

È passata solo qualche ora dall’incendio divampato qualche ora fa nella sede del Centro intermodale Tronto di Villa Sant’Antonio e, nonostante il tempestivo intervento del personale del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Ascoli, che ha arginato i pericoli del fuoco scongiurando rischi ancor peggiori, per la vicina comunità di Castel di Lama è tempo di raccogliere i cocci e iniziare a riflettere sull’ennesimo incidente verificatosi a un centinaio di metri di distanza dai confini comunali, che nel caso della cittadina lamense sono storicamente quanto mai labili.

A questo proposito, dopo aver prontamente raccomandato via social di tenere chiuse porte e finestre in attesa degli accertamenti del caso, il sindaco Mauro Bochicchio conferma che nessuno dei lavoratori presenti all’interporto ha riportato danni, ma non rinuncia per questo a esprimere le sue preoccupazioni sui rischi causati dall’elevato numero di attività ad alto impatto ambientale dislocate nelle immediate vicinanze del territorio lamense.

«Le motivazioni dell’incendio non sono ancora note – spiega il primo cittadino – ma fortunatamente nessuno ha riportato danni. Tuttavia, logicamente sono molto preoccupato, sia perché a bruciare sono stati i pannelli di copertura, che di certo emanano fumi che fanno non bene, sia perché siamo di fronte all’ennesimo incidente che coinvolge la zona al confine tra Ascoli e Castel di Lama, un’area ad alta pressione industriale e con impianti potenzialmente pericolosi, dato che molti di essi sono da sottoporre a una valutazione di impatto ambientale».

L’incendio del Centro intermodale del Tronto è solo l’ultimo triste episodio di una lunga serie di vicissitudini che nel corso degli anni hanno visto protagonista la valle del Tronto, con la comunità di Castel di Lama costretta suo malgrado ad assistere in costante apprensione a questo o quell’incidente che puntualmente rischia di compromettere la salubrità dell’aria lamense.

«Lungi da me voler scatenare paure collettive – precisa Bochicchio -, ma quando ogni volta vedo che nel nostro territorio è sempre la stessa area a cui ci si rivolge per sviluppare qualsiasi proposta di natura industriale mi viene da pensare che forse le istituzioni e la Provincia di Ascoli dovrebbero iniziare a pensare di diluire gli interventi anche in altre zone per evitare che siano sempre gli stessi cittadini a pagare.

La maggioranza delle industrie collocate a ridosso di Villa Sant’Antonio sono tutte sottoposte a una valutazione di impatto ambientale o a verifiche di assoggettabilità. Nella nostra zona si sono verificate diverse criticità, e non solo di questo genere, il che testimonia come la nostra comunità sia soggetta a possibili incidenti di qualsiasi natura che possono verificarsi durante i cicli lavorativi di queste attività.

Visto il perpetrarsi di certe situazioni, nell’ambito della pianificazione sarebbe il caso di delocalizzare alcuni impianti, laddove possibile, anziché accanirsi sempre sullo stesso territorio e aumentando potenzialmente i rischi di una zona che coinvolge almeno 10.000 cittadini».

Nel frattempo le fiamme sono state domate dai Vigili del fuoco che però sono ancora impegnati nella bonifica e messa in sicurezza della zona.

f.a.

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