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Borsa griffata e polizza a prezzi stracciati ma sono truffe: denunciati in tre

LA POLIZIA di Fermo ha denunciato una giovane della provincia di Roma e due persone della provincia di Napoli, scomparsi dopo aver truffato due persone
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Continuano senza sosta le truffe relative all’acquisto di beni e servizi sul web ma prosegue anche l’attività di contrasto della Polizia nei confronti degli autori di questi insidiosi reati.

È risaputo che la pandemia e le conseguenti limitazioni agli spostamenti hanno notevolmente aumentato gli acquisti on line già favoriti dai prezzi concorrenziali, dalle offerte speciali, dalle occasioni ‘uniche’ per le quali, grazie alle rilevanti quantità di volumi di merce movimentata, i siti specializzati sono competitivi senza alcuna difficoltà nei confronti con il mercato fisico.

L’emergenza sanitaria ha indotto e convinto anche le persone che non erano avvezze o fiduciose rispetto agli acquisti virtuali, dei risparmi che si possono ottenere e della celerità e comodità della consegna del bene a domicilio; è sufficiente un bonifico, spesso dall’app del cellulare, ed anche il giorno successivo un corriere recapita la merce.

Tutti i settori ma ancor più l’ambito dell’e-commerce, nelle sue varie forme, però, ha attirato la criminalità diffusa che da tempo ha scoperto i vantaggi che si possono trarre da vendite fasulle che consentono di ottenere facili guadagni in brevissimo tempo.

Infatti, nel panorama della sensibile riduzione della maggior parte dei reati, il dato statistico delle truffe on line è in costante ascesa.

Gli escamotage per superare i dubbi degli acquirenti sono sempre gli stessi, un prezzo molto conveniente rispetto ad analoghe offerte, una inconsueta disponibilità del proponente, un tempo limitato di validità della proposta ed uno sconto ulteriore “solo per lei”. E così si abbassano le difese e si crede alla fortuna di essersi conquistati qualcosa di unico ed imperdibile.

È il caso, per esempio, di una borsa di una famosa griffe intercettata sul web da una donna fermana ad un prezzo stracciato. Dopo aver contattato l’affabile venditrice che aveva chiaramente risposto di essere già stata chiamata da altri possibili acquirenti che non avevano comunque ancora perfezionato il contratto, ma per poco, con l’app del proprio istituto di credito in pochi minuti l’acquirente ha effettuato la ricarica di una carta prepagata indicata dalla venditrice ma la famosa borsa è divenuta una chimera, mai arrivata a destinazione. Dopo essere stata ricontattata per avere notizie della spedizione ed avere accampato varie scuse, la truffatrice non è stata più raggiungibile.

Dopo la denuncia in Questura, gli operatori dell’Ufficio Denunce sono riusciti, attraverso riscontri incrociati, ad identificare una giovane donna residente nella provincia di Roma che ha commesso il reato e già responsabile di analoghi fatti, che è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria. Il numero di cellulare era collegato ad un defunto.

Una minore fretta avrebbe probabilmente consentito all’acquirente, attraverso i motori di ricerca della rete, di riscontrare l’inaffidabilità di quella venditrice segnalata da altre persone truffate.
Ancor peggio è andata ad un altro fermano che ha cercato la migliore offerta per l’assicurazione obbligatoria della propria auto: ottimo prezzo iniziale, assolutamente concorrenziale, e addirittura un ulteriore sconto di “benvenuto”, ma valido solo fino al giorno successivo.

Dopo aver capito che l’acquirente non era esperto nell’effettuare bonifici online, il gentilissimo venditore, che ha utilizzato il nome di una nota compagnia assicurativa, si è offerto di fornire la propria assistenza telefonica per l’operazione, guidando ‘passo per passo’ gli inserimenti dei dati richiesti dal sistema.
Sul preventivo trasmesso con posta elettronica un numero di riferimento, molto prossimo alla cifra 1.000, che è stato inserito dall’acquirente seguendo le ‘utili’ indicazioni; primo tentativo non a buon fine, riprova. Al termine delle operazioni, a fronte di una somma pattuita di poco superiore a 300 euro alla vittima sono stati sottratti più di 2.000 euro, purtroppo difficilmente recuperabili.

Inutile ogni tentativo di ricontattare il venditore che ha subito cambiato numero di cellulare, risultato intestato ad un cittadino straniero non più presente in Italia da anni, ed indirizzo e-mail di fantasia cancellato subito.

Al truffato è rimasto solo di denunciare l’episodio in Questura ed anche questa volta i poliziotti sono riusciti a risalire ai due delinquenti seriali, residenti in provincia di Napoli e con precedenti per analoghi reati, che sono stati denunciati.

Anche per difendersi da quest’ultimo tipo di truffe, sempre più frequenti anche nella nostra provincia, possono essere utili i consigli consultabili sul sito web della Polizia Postale www.commissariatodips.it.


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