Quantcast
facebook rss

Arquata e l’illusione
di un Natale normale
nell’emergenza che dura
da quasi duemila giorni

MOLTE famiglie lo trascorrono per la sesta volta nelle Sae (soluzioni abitative emergenziali), ma i festeggiamenti non si toccano nelle casette di pochi metri quadrati. Qualche pacata lamentela, ma soprattutto la grande speranza di poter ricominciare una vita normale, il regalo che si aspetta sotto l'albero
...

 

testo e foto di Gunther Pariboni

 

L’illusione di un Natale normale, la voglia anzi, la speranza che prima o poi i preparativi per la cena della vigilia e di Natale vengano svolti dentro una vera casa, non nelle Sae, le “soluzioni abitative emergenziali” dove vivono da cinque anni.

Ad Arquata del Tronto come il tutti i paesi del cratere sismico ci si illude, il ricordo del terremoto è sempre vivo, lo rinnovano gli edifici smembrati e le macerie sparse che puntano un dito ogni giorno.

Ma i festeggiamenti per il Natale non si toccano. Tra le casette di pochi metri quadrati, non mancano presepi, alberi decorati ma anche addobbi e ghirlande colorate e luminose. Le finestre sono allegre, quasi stonate per quell’ambiente grigio.

Si conoscono tutti tra quelle casette, ecco perché un volto nuovo viene visto non sempre come un estraneo ma come qualcuno a cui aprire le porte di casa e fargli respirare un po’ della propria vita: che sia una rivincita o un gesto generoso, non è dato di capirlo.

«Mi manca tanto il Natale che passavamo prima» racconta una signora che mi accoglie dentro casa mentre prepara il sugo di magro con olive e tonno.

«C’era la tradizione del ciocco, un tronco messo a bruciare dentro il camino e il bambino più piccolo che versava sopra, per bagnarlo, un bicchiere di vino».

Tra una chiacchierare e un racconto si ascolta qualche pacata lamentela, la ricostruzione tarda a partire oppure non è partita oppure è partita e si è fermata. I cantieri ci sono, svettano orgogliosi come le torri di una partita a scacchi, ma l’unica cosa tangibile è che con un contratto a tempo indeterminato, queste persone resteranno dentro una casa che non è la loro.

Un pensiero che subito svanisce, almeno per un po’, mentre si preparano i frittelli di baccalà o i dolci a base di noci.
«Certo, dentro casa prima eravamo di più» proseguono i ricordi «mentre qui, per motivi di spazio, dobbiamo limitarci».

Suor Gennarina

Fa caldo dentro quelle casette prefabbricate, a differenza del vento gelido che soffia fuori. Ad Arquata quando nevica tutto si isola e spesso manca la corrente per colpa di impianti elettrici delle volte arrangiati per via di un emergenza che dura da 1.948 giorni.

1.948 giorni che alternano oblio e commemorazioni, tra le maglie di una burocrazia che pare il labirinto del Minotauro.

Il villaggio di casette è piccolo, eppure ci vuole un po’ per percorrerlo tutto perché bisogna camminare lenti. Ci si saluta, si augura “Buon Natale”, si offre un caffè a quel volto sconosciuto.

Suon Gennarina è napoletana, appartiene all’ordine delle Figlie della Santissima Vergine Immacolata di Lourdes, terziarie francescane. Una parte della loro confraternita si è trasferita nei luoghi del terremoto per dedicarsi a portare la parola di Dio dove sembra essere assente. Si cimenta a preparare delle vongole per condire gli spaghetti ed un po’ di pesce misto prima che insieme alle due consorelle dell’America latina, vadano in giro come fossero Babbo Natale, a portare un po’ di conforto a chi è solo.

Prima di andar via provo a mangiare qualcosa e mi dirigo al “Blu Bar” che è sulla Salaria. Quel container, regalato ai proprietari dall’allora vescovo Giovanni D’Ercole, è uno dei punti di riferimento di chi vive in quelle zone. Chiedo se è possibile mangiare qualcosa e i proprietari mi invitano a pranzare con loro, una vigilia alternativa e sincera di resilienza.

Tra poche ore nascerà il bambinello oppure passerà Santa Claus: qualsiasi sia la credenza, la voglia di ricominciare una vita normale è il regalo che si aspetta sotto l’albero.

 




© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X