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Canile, botta e risposta tra Enpa e Meridiana: al centro, i 180 randagi di Ascoli

IL CASO - L'Ente nazionale protezione animali si candida per la gestione della struttura di Macerata. Nello spiegare i motivi, attacca la cooperativa («spinta da interessi privati») che però si difende: «Nel 2021 abbiamo affidato o restituito il 49% dei cani, nel Piceno l'associazione Appa il 9%»
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Barbara Vittori

 

«Paradossale che proprio l’Enpa si permetta di parlare di strumentalizzazione politica e distorsioni mediatiche nella vicenda, che ha visto una cooperativa sociale, attaccata per aver vinto un regolare bando pubblico ed un ricorso al Tarper un servizio che svolge da oltre venti anni con ottimi risultati, sia per il benessere degli animali, che per la funzione sociale da tutti riconosciuta».

 

La cooperativa Meridiana, a nome della direttrice generale Barbara Vittori, risponde all’Ente nazionale protezione animali, interessato alla gestione del canile di Macerata.

La cooperativa sociale, invece, lascerà l’incarico a fine anno, dopo 20 anni di affidamento da parte del Comune tramite una convenzione.

LA POSIZIONE DI ENPA – L’Ente nazionale protezione animali già nel settembre 2021 aveva manifestato il proprio interesse a subentrare a Meridiana «sapendo che a fine 2022 sarebbe scaduta la ventennale convenzione che il Comune di Macerata ha stipulato con la cooperativa» dice in una nota la presidente dell’Ente nazionale protezione animali, Carla Rocchi.

 

Poi «quando il Comune ha concesso alla Meridiana una proroga di quindici mesi con la motivazione che la società si sarebbe offerta di cogliere l’opportunità del superbonus 110%, l’Enpa ha impugnato al Tar la delibera – continua la nota -. Nell’ambito di tale azione ha inoltre chiesto la sospensione dell’efficacia della proroga, in modo da impedire, in caso di accoglimento, il trasferimento nel canile di Macerata dei poveri randagi di Ascoli, da tempo ospiti di un’associazione di volontariato che da anni si prodiga per loro.

 

Gli ospiti più fragili del canile di Appignano, nelle casette riscaldate o in passeggino

A tale richiesta cautelare il Tar Marche ha opposto rigetto, mentre la discussione sul merito dovrebbe essere affrontata il prossimo ottobre. Il condizionale però è d’obbligo – prosegue Enpa – in quanto la stessa cooperativa Meridiana, non avendo ottenuto dal comune di Macerata l’autorizzazione ad accogliere i cani di Ascoli nel canile pubblico, ha rinunciato alla proroga, che evidentemente in realtà era stata chiesta solo per aggiudicarsi l’appalto del servizio per Ascoli (per cui era necessaria la disponibilità della struttura per almeno due anni)».

 

Fatta questa premessa Enpa sostiene che «le associazioni animaliste siano le più indicate a garantire al meglio il perseguimento di obiettivi condivisi: la riduzione fino all’azzeramento del randagismo. Infatti, per motivi diversi, entrambi i soggetti coinvolti – il Comune per garantire il rispetto della legge minimizzando i costi, l’Associazione protezionista per risparmiare agli animali abbandono e sofferenza – si impegnano a ridurre il numero dei cani nei canili, oltre che incentivando gli affidi, in politiche di prevenzione. Quando in un contesto del genere si introducono gli interessi economici di privati, che considerano la presenza di un gran numero di randagi una fonte di reddito, l’alleanza tra Amministrazione e gestore rischia di rompersi.

 

L’interesse della comunità sarebbe quello di riconvertire la struttura o dismetterla risparmiando le ingenti somme della manutenzione, ma il gestore vuole riempirla di nuovo con cani prelevati da fuori proprio perché per il privato i cani sono attività economica e più ce ne sono e meglio è: addirittura la Meridiana, cui l’Amministrazione comunale ha negato l’autorizzazione all’ingresso di 180 cani di Ascoli nel rispetto della convenzione, cioè di precisi limiti di secondarietà dell’attività, subordinazione alle necessità di lotta al randagismo e priorità riservata alle necessità del territorio, lamenta di aver subito danni economici, di essere indotta a limitare le adozioni dei cani del comune di Macerata per non dover ridurre in proporzione l’ingresso dei cani da fuori comune e, sebbene abbia rinunciato essa stessa alla proroga, di dover licenziare il personale.

Proprio per questo l’Enpa ha avanzato la sua candidatura alla gestione del canile di Macerata, in quanto l’ente non considera gli animali una fonte di reddito ed ogni sua entrata è destinata, insieme alle risorse dei propri volontari e sostenitori, a salvare e tutelare il maggior numero possibile di animali, come ha dimostrato il suo recente forte impegno per gli animali sfollati dell’Ucraina».

LA POSIZIONE DI MERDIANA – Pronta la risposta di Barbara Vittori, della Meridiana. 

«Leggendo l’intervento di Carla Rocchi e volendo rifiutare l’idea che ci sia malafede in quanto asserito, ci si chiede se quanto dichiarato non sia frutto di ignoranza per la mancanza di corrette informazioni da parte dei propri referenti locali. Alla presidente, la quale, probabilmente, oggi non ricorda che insieme abbiamo condiviso tante iniziative nella lotta al randagismo, quando ricoprivo la carica di presidente del coordinamento delle associazioni animaliste della regione dal 1999 al 2006, vorrei porre alcuni quesiti.

 

Quando sul territorio opera da oltre venti anni una cooperativa sociale che ha costantemente promosso l’adozione dei cani presi in carico, contro i propri interessi economici, sino a svuotare i canili che gestisce, anche organizzando eventi pubblici e divulgando corrette informazioni, non le sembra scorretto, oggi, venire a scrivere che il canile è vuoto solo “per la civiltà degli abitanti, le istituzioni e le associazioni animaliste”?

 

Canile di Appignano

Se così fosse, allora, solo per fare un esempio, il comune di Ascoli, che oggi ha nel canile il triplo dei cani di Macerata, forse, ha abitanti e istituzioni incivili? Non le viene il dubbio che, forse, il canile di Macerata è vuoto perché il gestore ha puntato su una sana politica di adozione degli animali e non sul tenersi stretti i cani, magari anche con un po’ di teatrale pietismo?

 

Da una visione nazionale, quale lei ha, può dirci quanti canili, pubblici o privati, conosce che in Italia hanno ottenuto, come ha ottenuto Meridiana, la certificazione Iso 9001 per la qualità del servizio, la certificazione Iso 14001 per la tutela ambientale e la certificazione Iso 45001 per la sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso visite ispettive di enti certificatori terzi presso il canile? Sempre, dalla sua visione nazionale, può dirci quanti canili, pubblici o privati, che lei conosce, hanno stipulato una convezione pluriennale con un’università, per attività di collaborazione nel settore del randagismo, come ha fatto Meridiana con la Scuola di Bioscenze – Medicina Veterinaria e l’ospedale veterinario didattico, della prestigiosa università di Camerino?».

 

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Barbara Vittori al canile di Macerata

Barbara Vittori tocca anche la questione legata alle questioni economiche, per poi focalizzarsi sul punto delle adozioni dei cani, facendo un confronto con l’associazione Appa che gestisce il canile di Ascoli.

 

«Visto che ha sollevato il discorso dell’interesse privato, lei è al corrente che Meridiana percepisce una tariffa giornaliera per ogni cane di soli 1,75 euro contro, ad esempio, i 2,50 euro dell’associazione animalista ascolana Appa?

 

Certo, qualcuno, dirà che l’Appa ha un canile privato, ma una differenza di 0,75 euro cane/giorno moltiplicata per 150 cani per una ventina d’anni, cumulano oltre 820.000 euro di soldi pubblici incassati in più rispetto a Meridiana per svolgere lo stesso servizio – aggiunge la direttrice generale della cooperativa sociale -. Vogliamo, poi, parlare delle adozioni dei cani? Questo è l’unico vero obiettivo quando si gestisce un canile. Siamo d’accordo. Ma leggiamo i numeri.

 

Nel 2021 a fronte di una presenza media di soli 55 cani in carico al comune di Macerata, Meridiana ne ha affidati/restituiti ben 27 (ossia il 49% dei presenti). Nello stesso periodo, con una presenza media di circa 130 cani in carico al comune di Ascoli, l’associazione Appa ne ha dati in affido soltanto 12 (ossia il 9%). Forse, dati alla mano, non è meglio tacere o prendere le giuste informazioni, invece di attribuire ipotetici interessi economici ad una cooperativa sociale, rispetto ad un’associazione animalista? I dati, infatti, non mentono e raccontano una storia diversa».

 

canileBarbara Vittori risponde anche a proposito «della vicenda del bando vinto regolarmente dalla Meridiana e bloccato dal comune di Macerata con un’assurda interpretazione della convenzione in corso, che ha obbligato la cooperativa a non poter più lavorare. Un’ultima riflessione.

 

Che strana coincidenza che la sezione Enpa di Ascoli, costituita nel 2020 dopo la pubblicazione del bando, da chi ben conosce la rappresentante legale dell’Appa, manifesti un improvviso interesse a venire a gestire proprio il canile di Macerata dopo che il gestore ha ricevuto l’aggiudicazione da parte del comune di Ascoli di un servizio di valore di oltre 800.000 euro.

 

E perché l’Enpa oggi ringrazia tanto l’assessora Laviano che, a suo dire, avrebbe “impedito la mercificazione di poveri cani randagi”, quando solo pochi mesi fa l’associazione ha trascinato il comune di Macerata davanti al Tar per impugnare la delibera 421 del 29 dicembre 2021 di proroga della convenzione a Meridiana? Delibera 421 in cui, vale la pena sottolinearlo, con tutta la giunta presente, si legge: “…Valutata, inoltre, positivamente la continuità gestionale da parte della cooperativa Meridiana del canile in relazione alle capacità tecniche ed organizzative dimostrate negli anni con particolare riferimento alla diminuzione dei cani randagi di competenza del comune di Macerata…”.

 

Tutti i referenti politici ed istituzionali interessati alla vicenda, già prima di quella delibera sapevano molto bene che Meridiana aveva regolarmente vinto un bando del valore di oltre 800.000 euro per la custodia di 180 cani di Ascoli, in procinto di essere trasferiti.

 

Poi, invece, è accaduto ciò che è già noto e cani e soldi sono rimasti all’associazione ascolana Appa – conclude la direttrice generale di Meridiana Barbara Vittori -. Quindi, una volta per tutte, siamo noi a dire basta a strumentalizzazioni, distorsioni mediatiche e ignoranza. Basiamoci sui fatti e sui dati documentati prima di parlare».

 

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