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Beach Arena addio, Roberto Ciferni: «Un impianto che ha dato tanto alla città, provo grande tristezza e rabbia»

SAN BENEDETTO - L'ideatore della struttura in riva al mare: «La politica sambenedettese si è rivelata miope e superficiale verso un impianto che tanto ha dato alla città. Il Rodi? Magari può essere l’occasione per iniziare a programmare il beach anche nel periodo invernale, come stanno già facendo tante altre località balneari italiane»
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di Benedetto Marinangeli

 

A San Benedetto la dismissione della Beach Arena nell’area antistante all’ex Camping non è passata sotto traccia. Ne abbiamo parlato con il professor Roberto Ciferni che sin dagli inizi è stato uno degli ideatori ed artefici dell’impianto sportivo beach arena.

 

Quali sensazioni prova dopo il definitivo smantellamento della struttura?

«Una grande tristezza… una grande rabbia. La politica sambenedettese si è rivelata miope e superficiale verso un impianto che tanto ha dato alla città».

 

Roberto Ciferni

Come è iniziato il suo coinvolgimento nel progettare un impianto che ormai era diventato un punto di riferimento sul litorale sambenedettese?

«Sono entrato nel mondo del beach, inteso come il mondo degli sport da spiaggia, nel 1995 grazie ad una passione personale, il Footvolley brasiliano. Con il tempo e girando l’Italia attraverso la Federazione Italiana ho visto la continua crescita ed interesse verso il “beach”, così maturai l’idea di creare un impianto polisportivo permanente nella mia città, anche grazie alla mia formazione sportiva presso l’Isef.

Nel 2006 quindi presentai in Comune il mio progetto, era il periodo del commissario quindi ancora più difficile portare avanti un progetto del genere, ma grazie all’appoggio della dirigente allo sport del tempo la dottoressa Renata Brancadori iniziammo a pianificare idee condivise e protocollai la mia richiesta.

La beach arena di San Benedetto, sin dai suoi albori, è sempre stata come l’avevo pensata, cioè un impianto polisportivo per gli sport da spiaggia con tre macro aree indipendenti, dove poter praticare gli sport più in voga come il volley, il tennis ed il calcio (soccer). E dove comunque nell’area adibita al calcio si sarebbe potuto dare spazio anche a tanti altri sports come, handball, rugby, ultimate, ecc.

Possiamo dire con orgoglio che la nostra Beach Arena, per concezione, era unica nel suo genere in ambito nazionale, di un altro passo rispetto a tutte le altre dato che nel corso degli anni le ho visitate tutte.

Tornando agli inizi, un altro personaggio che fu molto importante per la nascita dell’impianto fu senza dubbio Paolo Perazzoli, a mia insaputa proprio nell’estate 2006 portò a San Benedetto un evento di beach soccer internazionale con la presenza di un personaggio di caratura mondiale come Eric Cantona. Bei ricordi. In quell’occasione feci la conoscenza di Perazzoli e partì subito la programmazione per la Beach Arena 2007, che per concetto va definita come la prima vera Beach Arena di San Benedetto dato che nel 2006 il bellissimo stadio che fu installato dalla Confesercenti rimase in piedi per soli 7 giorni, il tempo dell’evento, che tra l’altro andò in onda a livello europeo attraverso Eurosport.

Dico sempre che non sono né di destra né di sinistra, perchè lo sport non ha e non deve avere colori politici, ma la lungimiranza di Paolo Perazzoli va riconosciuta e quindi lo ricordo sempre con piacere. Ha avuto un ruolo decisivo al tempo per abbattere i tanti muri di gomma dovuti all’installazione di un impianto di 5.000 metri quadrati in una spiaggia libera che fino a quel momento era ad esclusivo utilizzo dei bagnanti. Potete immaginare le polemiche.

Poi il tempo ci diede ragione ma gli inizi furono difficili, anche se il progetto ripeto, era vincente in partenza. In una città turistica come San Benedetto era diventato indispensabile, ed oggi lo è ancora di più, creare un’area protetta per poter praticare sport in spiaggia, e che possa nel contempo ospitare eventi nazionali ed internazionali che regalino visibilità (attraverso i media nazionali) e ricchezza alla città (attraverso le presenze turistiche generate).

Nel 2007 quindi partì ufficialmente la prima beach arena attraverso la gestione del Consorzio Turistico Riviera delle Palme presieduto da Alessandro Zocchi. Io ero nello staff organizzativo insieme al CSI, ci occupavamo sia degli eventi che di tutte le attività quotidiane che venivano organizzate a latere tipo: beach academy, tornei, ecc. Poi dal 2010 (fino a ieri) la gestione dell’impianto passò alla Samb Beach Soccer, società fondata e presieduta dal sottoscritto fino al 2017.

Negli anni di mia gestione ho sempre creduto fortemente sull’importanza della beach arena sia per la Samb Beach Soccer che per la città intera, da li la decisione con i miei soci di dotarci di tribune proprie ed investire sul nostro futuro, sono stati anni di grande lavoro non senza strappi ma che poi, negli anni a seguire si sono dimostrati anni che hanno contribuito pesantemente nei successi della nostra società sportiva, nella ricchezza di tutta una Città.

Oggi che questo impianto è uscito di scena dal litorale sambenedettese non può che generare dentro di me un grande sentimento di tristezza e nel contempo di rabbia, dopo tutto quello che la beach arena ha dimostrato di essere negli anni, la politica l’ha comunque lasciata morire così, disinteressandosi sulle problematiche che erano ben chiare a tutti da tempo».

 

Nello specifico di quali problemi stiamo parlando?

«I problemi sono legati alla normativa regionale che non prevede l’installazione di strutture sulla spiaggia libera per periodi prolungati.

Qualche anno fa è arrivata in Comune comunicazione ufficiale da parte della Regione, da allora l’ufficio sport ha più volte lanciato il grido d’allarme ma, nessuno lo ha mai ascoltato, o al massimo sono state espresse dalla politica frasi di circostanza. Si è andati quindi avanti per anni con proroghe ed autorizzazioni dell’ultima ora spesso a ridosso del primo evento stagionale in calendario.

Era indispensabile che la politica si muovesse con forza e decisione già da tanto tempo per cambiare quel Piano Spiaggia che ormai andava stretto ad una città come San Benedetto, il mondo cambia continuamente e le normative vanno aggiornate.

Bastava lavorare seriamente per una soluzione definitiva, tutto si sarebbe risolto già da tempo ma dato che nessuno lo ha mai fatto evidentemente la beach arena non è stata mai considerata dalla politica sambenedettese come un progetto importante per la città. Strano, dato che l’importanza sociale ed economica dell’impianto è sotto gli occhi di tutti e documentata più volte con dati chiari ed inconfutabili».

In merito alla ricchezza economica che ha prodotto la Beach Arena negli anni ci può dire qualcosa di più?

«Prima della scadenza del mio mandato da presidente della Samb Beach Soccer presentai alla stampa un resoconto dettagliato, i numeri erano chiari e tangibili. Se valutiamo tutti gli eventi sportivi che sono stati organizzati al suo interno nel corso della sua storia (15 anni), si può affermare senza rischio di smentita che approssimativamente stiamo parlando di una cifra che supera i 2 milioni di euro. Ricchezza ricaduta sulla città attraverso le presenze turistiche generate e documentate. I primi ad avere un beneficio sono stati gli hotels, ma anche i ristoranti e tutte le attività commerciali della città.

Naturalmente l’Amministrazione ha finanziato la maggior parte di questi eventi, approssimativamente circa 500.000 euro. La Beach Arena ha quindi, ad oggi, un saldo attivo di 1.500.000 di euro, ed aggiungo, la cifra è sicuramente in difetto.

Con questi numeri chiunque avrebbe dovuto capire che l’impianto meritava maggiori attenzioni ed investimenti dato che ad ogni euro investito ne tornavano indietro 3 o 4, con i grandi numeri fate voi i conti. E invece la politica si è mostrata colpevolmente miope.

Inoltre ritengo che sia stata colpevolmente superficiale, disinteressata, lasciando cadere nel vuoto i tanti appelli lanciati dall’Ufficio sport che invece ha sempre svolto un lavoro egregio negli anni. Ed il risultato è che oggi la Beach Arena è incredibilmente sparita».

 

E poi va considerata anche l’ importante valenza sociale della beach arena.

«Naturalmente, Se valutiamo l’aspetto sociale dell’impianto rileviamo che ogni giorno l’impianto veniva utilizzato in forma gratuita da oltre 100 beachers cosiddetti occasionali, ai quali vanno aggiunti tutti i tesserati delle varie società sportive presenti stabilmente nella Beach Arena come la Samb Beach Soccer, la Samb Volley; la Samb Footvolley; la Ganesch Tennis; il CSI; la Stella del Mare(società sportiva dove oggi opero). Numeri considerevoli che toccano circa le 300 unità giornaliere e dove oltre ai residenti va considerato anche il servizio offerto ai tanti turisti.

Dove andranno tutti questi beachers quest’anno? L’impianto si può eliminare come pure gli eventi ma le persone restano, non si dissolvono nel nulla, i bambini e giovani hanno il sacrosanto diritto di praticare i vari sport in spiaggia, sport anche olimpici aggiungo.

La nuova Amministrazione sta trovando soluzioni ? Oggi la nostra politica deve trovare soluzioni ed in fretta. Speriamo nel nuovo sindaco Spazzafumo, che sia lungimirante. Speriamo nell’assessore Campanelli, e mi auguro che con lei anche la nuova Amministrazione capisca fino in fondo che questo impianto sportivo merita ulteriori investimenti, non di essere accantonato o eliminato.

Al momento so che stanno vagliando varie soluzioni d’emergenza per la prossima estate, speriamo bene dato che siamo tutti in attesa, ma soprattutto spero che lavorino sin da subito per preparare al meglio l’estate 2023. Lo faranno? Chissà…

A Civitanova Marche, notizia di qualche settimana fa, hanno modificato il piano spiaggia per realizzare dei campi da padel in spiaggia libera, con tanto di cemento versato, ma ci rendiamo conto? A San Benedetto invece sembra tutto così complicato».

 

Il campo Rodi

Della sistemazione temporanea al campo Rodi, cosa ne pensa?

«Come Piano A per la mia città, vorrei che la Beach Arena del futuro continuasse ad avere la sua collocazione naturale, cioè sul nostro bellissimo litorale e vicino al mare. Va vista come un valore aggiunto nella nostra riviera e non come un impiccio. Un fiore all’occhiello, una cartolina da mostrare a livello nazionale ed internazionale.

Se vogliamo essere lungimiranti ed ambiziosi per la nostra città, pensare da qui a tre anni, credo che la sua migliore collocazione sia la grande spiaggia libera di fronte al Campo Europa, dato che purtroppo l’ex camping, causa erosione, non ha più gli spazi per accogliere un impianto del genere. Negli ultimi anni le mareggiate ci hanno inondato più volte.

Considerato quindi il Campo Merlini, il Campo Rodi, la pineta e la spiaggia libera antistante, sarebbe veramente una bellissima area sportiva nel cuore di San Benedetto da riprogettare e da realizzare, con uno sguardo finalmente verso il futuro. Ora che il prossimo autunno partiranno i lavori di riqualificazione proprio in quel tratto di lungomare abbiamo una grande occasione da non perdere.

Il Piano B, la collocazione d’emergenza al Campo Rodi magari può essere anche l’occasione per iniziare a programmare il beach anche nel periodo invernale, come stanno già facendo tante altre località balneari italiane».

 

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