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Il centrodestra tira le orecchie all’assessore al Sociale Andrea Sanguigni

SAN BENEDETTO - Bocciati i primi sei mesi di governo del responsabile dei Servizi sociali del Comune. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia: «E' materiale didattico per insegnare ai giovani amministratori cosa non dovrebbe fare chi è titolare di una delega così importante»
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«I primi sei mesi di Sanguigni andrebbero ascritti come materiale didattico per insegnare ai giovani amministratori cosa non dovrebbe fare chi è titolare di una delega importante come quella delle Politiche Sociali».

 

L’assessore Sanguigni (a destra) con il sindaco Spazzafumo

Inizia così, ed è già tutto un programma, l’attacco sferrato a San Benedetto dalle forze del centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia) nei confronti del giovane assessore comunale alle Politiche sociali Andrea Sanguigni.

«Una serie di scivoloni – affermano gli esponenti dell’opposizione – a partire dal suo esordio come assessore nel cancellare i buoni spesa già programmati per le famiglie sambenedettesi in difficoltà, e seguendo con gli astratti proclami tipo quello di impegnarsi per l’accoglienza di quindici profughi afgani ai quali disse che si sarebbe speso per trovare loro anche un impiego lavorativo. Un assessore al Sociale non può fare propaganda a basso costo, piuttosto è tenuto a offrire risposte concrete a chi ha bisogno di un sostegno.

 

E invece non si è sentita la sua voce quando la sua stessa maggioranza ha approvato l’aumento delle tariffe per i buoni mensa e quelle delle zone blu, aumenti che avranno un’incidenza negativa anche per le famiglie a basso reddito. Ha fatto trovare impreparata la città per la doverosa e prevedibile accoglienza di profughi di guerra ucraini che hanno potuto contare solo su quell’associazionismo privato che rappresenta un vero e proprio patrimonio della nostra città, se non fosse stato per loro l’assessore Sanguigni si era fatto trovare totalmente sprovvisto di un piano organizzato.

 

Andrea Sanguigni

Ma non è tutto – continuano – ha ritenuto di non pronunciarsi in merito alla imbarazzante vicenda avvenuta tra i banchi della maggioranza in Consiglio comunale quando vennero pronunciate parole offensive nei riguardi di soggetti affetti da sindrome di Down. Eppure quando era all’opposizione faceva di tutto per spacciarsi come portatore di quelle sensibilità che oggi i suoi comportamenti provano essere state solo di facciata.

 

In occasione dell’ultimo Consiglio, riguardo chi fa accattonaggio con la compagnia di animali, è arrivato a dichiarare che “ci piacerebbe inserire una multa a chi offre elemosina per disincentivare questa pratica” (l’assessore ha poi spiegato meglio correggendo il tiro, ndr). Riteniamo – insistono Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – che un assessore al Sociale debba rispettare un codice di comportamenti e linguaggio rispettoso di un’etica che mai dovrebbe essere scalfita, e invece alle varie perle già inanellate in mezzo anno si aggiunge la sua ultimissima performance che interessa la nomina degli scrutatori: dopo essere stato per cinque anni, in veste di consigliere di opposizione, a rivendicare regole nuove per il sorteggio degli iscritti all’albo scrutatori, oggi nel nuovo ruolo di assessore si è attenuto, ne più né meno, alle identiche procedure che lui per primo contestava. Con l’aggravante che, a meno di ventiquattr’ore dalla convocazione della commissione elettorale, ha pensato bene di fare un appello sul suo personale profilo facebook per informare i suoi amici social.

 

Ricoprire la carica di assessore al Sociale – la conclusione – significa prima di tutto sensibilità, competenza e conoscenza delle realtà difficili: attendiamo speranzosi che l’assessore abbandoni quella attitudine alla demagogia che certamente non favorisce la conservazione del prestigio in campo sociale che la città si è guadagnata con una politica attenta e più rispettosa dei soggetti più fragili».

 

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