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La Ciip fa ancora discutere, Canducci (Verdi) e l’esempio calcistico: «Spazzafumo non ha toccato palla»

SAN BENEDETTO - La conclusione della vicenda scatena la polemica del consigliere comunale che punta il dito sul sindaco: «Le decisioni sono state prese altrove e da altri sindaci e poi comunicate a lui per una semplice ratifica. Idem per Fondazione Carisap e Amat. I nostri pronostici erano giusti»
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«La conclusione della vicenda Ciip, purtroppo per San Benedetto, conferma quanto avevamo pronosticato nei giorni scorsi. Per l’ennesima volta il sindaco Spazzafumo non ha toccato palla, le decisioni sono state prese altrove e da altri sindaci e poi sono state a lui comunicate per una semplice ratifica».

 

Paolo Canducci

Dopo le polemiche dichiarazioni di Umberto Pasquali, consigliere comunale di Italia Viva, a tuonare è ora Paolo Canducci, ex candidato sindaco e consigliere comunale di “Europa Verde-Rinasci San Benedetto”.

«La stessa cosa è avvenuta per l’Amat, per l’Autorità di Sistema Portuale e per la Fondazione Carisap. Il sindaco Spazzafumo non è in grado di rappresentare le istanze di una città territorio, che oltre alle realtà della costa raggruppa anche i comuni vicini di Monteprandone, Acquaviva Picena e Ripatransone, coinvolgendo oltre 80.000 residenti. Emblematica – prosegue il consigliere comunale d’opposizione – è stata la timidezza del sindaco, o meglio la debolezza, plasticamente rappresentata il giorno del Consiglio comunale aperto sulla Sanità durante il quale, nonostante il presidente della Regione non abbia assunto alcun impegno per nuovo personale, nuovi macchinari e ripristino reparti del nostro ospedale, e nonostante l’ufficializzazione della proposta per il Piceno della giunta regionale rappresentata da un ospedale di primo livello su due plessi e, quindi l’abbandono delle mirabolanti promesse elettorali (Azienda Sanitaria Marche Sud, due ospedali di primo livello nel Piceno), è riuscito a dirsi soddisfatto, relegando un bacino di oltre 80.000 persone a semplice spettatore di decisioni altrui».

Il sindaco Spazzafumo (a destra) con il collega di Ascoli Marco Fioravanti

E ancora: «La scelta di confermare alla presidenza della Ciip Alati dopo dodici anni è una scelta sbagliata per tutti i motivi che abbiamo già evidenziato, ma è la conseguenza della debolezza dell’Amministrazione sambenedettese, litigiosa e profondamente divisa, che non ha saputo esercitare il ruolo di città guida di un territorio che da anni è il motore del Piceno e che aveva il sacrosanto diritto di determinare il nuovo corso della Ciip. Peggio della riconferma dell’eterno presidente c’era solo una cosa, esserne sponsor e complice, come ha fatto Spazzafumo accontentandosi di uno strapuntino nel CdA anche in precario equilibrio. Scelta migliore rispetto a questo accordo al ribasso, infatti, sarebbe stata quella di presentare una lista alternativa a quella di Alati sulla base di un programma e di un progetto diverso, con donne e uomini di riconosciuta capacità e competenza per sfidare la lista espressione del peggior conservatorismo e oggi, nella peggiore delle ipotesi, pur non eleggendo il presidente, almeno San Benedetto e la costa avrebbero esercitato una necessaria e doverosa azione di controllo all’interno del CdA».

 

Giacinto Alati, presidente Ciip

«Non basta solo dire in campagna elettorale, come ha fatto Spazzafumo, che si è contro il sistema, i partiti, la vecchia politica, poi bisogna avere la forza di dimostrarlo nei fatti e la scelta di presentare una lista unica a sostegno di Alati va nella direzione opposta, lo rende complice di una scelta di sistema. La costa – conclude Canducci – di fatto è fuori da tutte le sedi istituzionali che contano, al contrario del capoluogo di provincia (Ascoli, che Canducci non nomina, ndr) che, nonostante da anni stia vivendo un fenomeno di spopolamento, non rappresenta più il motore economico e sociale del Piceno, continua a determinare le scelte politiche e a ricoprire incarichi di rilievo. Il nostro territorio merita di più».

 

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