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Emidio Luzi (Psi): «Uniti sì ma tutti, per il 2024 lanceremo un nostro candidato sindaco»

ASCOLI - Il segretario cittadino: «Ben volentieri abbiamo partecipato agli incontri con i rappresentanti di alcuni partiti di centrosinistra, centro e liste civiche che fanno riferimento agli stessi valori culturali e politici. Ma basandoci sull'ultima riunione abbiamo l'impressione che non si stia facendo il possibile per raggiungerla»
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«Uniti sì, ma tutti! Ben volentieri abbiamo partecipato agli incontri con i rappresentanti di alcuni partiti di centrosinistra, di centro e di quelle liste civiche che fanno riferimento agli stessi valori culturali e politici. Per unità s’intende, di norma, la costituzione di un insieme che, pur formato da forze distinte, risulti tuttavia unitario, omogeneo e solidale. Perché, se il nostro scopo è di mandare a casa questo Sindaco e le forze politiche che lo sostengono, l’unità del centrosinistra è a dir poco necessaria».

Emidio Luzi

 

Lo afferma Emidio Luzi, segretario cittadino del Partito Socialista Italiano (Psi), il cui intervento prosegue così: «Basandoci sull’ultima riunione, abbiamo l’impressione che non si stia facendo il possibile per raggiungerla, quest’unità. Il continuo parlarsi addosso, i personalismi, gli inutili distinguo… ricordano tristemente vicende passate che speravamo fossero superate.

 

Noi tutti pensiamo, e non da ieri, che sia necessario un cambiamento radicale nella guida di questa città. Perché la giunta di destra, fra le tante cose, non sembra cogliere le occasioni che la straordinaria congiuntura attuale le sta concedendo.

 

Solo maldestra ordinaria amministrazione e uso caotico dei fondi governativi piovuti dall’alto. Cos’altro aggiungere se non che questa giunta lascerà Ascoli esattamente dove l’aveva trovata, nonostante mai come stavolta ci sia stata l’opportunità di fare qualcosa di strategico per la città? Basti pensare alla mancata nomina di Ascoli a “Capitale Italiana della Cultura” per il 2024, nonostante i proclami e i trionfalismi del sindaco e di qualche singolare assessore.

 

Non è questa la sede per una critica puntuale al progetto della destra – aggiunge il segretario del Psi – ma vorremmo citare solo una cosa. Forse la più piccola ma, per altro verso, utile a comprendere lo spessore di chi questo progetto l’ha concepito e il ridicolo che si è tirato addosso. Dopo i “vairus” del ministro Di Maio, mancava solo l’eccesso del sindaco nell’uso di anglicismi, come espressamente notato dalla Commissione Esaminatrice. Il progetto riguardava Ascoli e non Stocke-on-Trent… ma lo staff del sindaco l’aveva dimenticato.

 

E dire che l’intero retroterra culturale del progetto doveva essere la valorizzazione della cultura e delle caratteristiche della città e del suo circondario! E’ per questo che, pur consapevoli delle dimensioni del nostro partito, ma forti della sua storia, prendiamo il coraggio a quattro mani e, se il centrosinistra questa giunta non si decide a mandarla a casa, noi qualcosa vorremmo farla».

 

E ancora: «Per le prossime elezioni comunali lanceremo un nostro candidato sindaco. Non per vincere – come potremmo? – ma per dignità e per lanciare un sasso nello stagno. Non sembri una contraddizione rispetto all’enunciato. I socialisti fanno questa mossa per sollecitare una reazione, ben felici di un passo indietro se il centrosinistra decidesse di considerare l’unità un suo valore fondante.

 

Come ai tempi dell’Ulivo, che nacque come risposta a una sconfitta elettorale dei Progressisti. Vinse perché era una coalizione reale con un programma e un leader credibili. Il cosiddetto “valore aggiunto dell’Ulivo”. Perse quando i partiti che lo componevano fecero valere gli interessi di parte su quelli unitari. Speriamo che, nel centrosinistra, chi ha mezzi più grandi dei nostri si dia una mossa. Intanto, cominciamo a farlo noi. Muoversi, ovviamente, in senso metaforico. In senso fisico è davvero un po’ complicato.

 

In questa città, fra “guerra delle gru”, cantieri senza fine, parcheggi spariti, girone dantesco di Via Trieste… di muoversi agevolmente non se ne parla proprio. Manco a piedi. L’hanno perfettamente capito le migliaia di ascolani che – conclude Luzi – sollecitate dal sindaco a reinsediarsi in città, hanno risposto con un sonoro (ehm)…».

 

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