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Festa di Sant’Emidio, tradizione radicata ma anche sincera devozione (Tutte le foto)

ASCOLI - Nella città delle cento torri si torna a respirare l'aria di ogni 5 agosto. Piazza Arringo, tutte le principali vie e piazze del centro, e la Cattedrale aperta fino alla mezzanotte, gremite tutto il giorno e soprattutto la sera, a parte la tregua delle ore più calde, in attesa dei fuochi, dopo due anni di "digiuno"
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di Maria Nerina Galiè

 

La sera della festa di Sant’Emidio, il 5 agosto ad Ascoli, inizia con la solenne messa al Duomo, gremito di persone quest’anno più degli ultimi due, con tutti i sacerdoti della Diocesi a rendere omaggio al Patrono. Ma anche le autorità cittadine, schierate in sincera devozione, in Cattedrale ed in processione al seguito della statua del Santo, perché a Sant’Emidio gli ascolani sono legati davvero, da un senso di rispetto e rassicurante conforto.

 

La sera della festa di Sant’Emidio i cittadini, come anche i numerosi turisti che pur essendo stati informati dell’appuntamento si lasciano prendere da una sorta di stupore, si risvegliano dal torpore che li ha colti dopo l’assalto alle tavole imbandite, per il tradizionale pranzo di famiglia che ad Ascoli ha pari solo con quello di Natale.

 

Sull’imbrunire, quando il caldo promette di allentare la morsa, Piazza Arringo e l’intero centro storico si riempiono di nuovo, fino ad infittire ogni spazio utile.

 

Escono le famiglie, i ragazzi, le comitive. Per il passeggio, l’aperitivo o il gelato, per lo spettacolo in Piazza del Popolo e l’immancabile visita alla cripta, aperta fino alla mezzanotte.

 

E’ un pullulare di vita che fa dimenticare i due anni di restrizioni che hanno penalizzato anche i festeggiamenti legati a Sant’Emidio, dalla Quintana il primo anno annullata, il secondo permessa in forma nettamente ridotta. I momenti di fede approcciati da pochi e quasi con senso di colpa per il timore di mettere a rischio la salute e pure con tutte le protezioni. Niente tombola. Il lento estrarre ed urlare numeri, noioso ed interminabile per i bambini, ansiosi di assistere allo “sparo” che inizia solo al termine del gioco.

 

La tombola quest’anno c’è, per la gioia degli appassionati, un po’ meno per chi attende lo spettacolo pirotecnico.

 

Poi “lo sparo” (pagato dal Comune per 30.702 euro iva compresa) che chiude la giornata e, tra le tante esclamazioni di meraviglia, sancisce spirito di appartenenza e identità cittadina.

 

Ma i fuochi d’artificio non faranno calare il sipario, quest’anno, sulle feste in onore del Patrono di Ascoli, perché c’è la Quintana che “capita” nel 2022 dopo Sant’Emidio perché da tradizione si tiene la prima domenica di agosto.

 

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