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L’accoltellamento di Porto d’Ascoli: convalidato l’arresto del 27enne ascolano, il suo legale ha chiesto al gip la liberazione: «Si è difeso ed è anche rimasto ferito»

ASCOLI - L'udienza si è svolta questa mattina nel carcere di Marino del Tronto, alla presenza del giudice per le indagini preliminari Annalisa Giusti e dell'avvocato Tommaso Pietropaolo. «Il mio assistito ha quattro tagli sulla mano destra per aver afferrato il braccio dell'altra persona che brandiva un grosso serramanico». A questo punto sarà molto importante l'analisi del coltello che ha provocato le gravi lesioni al 33enne trasportato al "Torrette" dove le sue condizioni sono migliorate. Chiesta la scarcerazione, in subordine i domiciliari
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La strada dove è avvenuto l’accoltellamento a Porto d’Ascoli e, nel riquadro, l’avvocato Tommaso Pietropaolo

 

di Andrea Ferretti

 

AGGIORNAMENTO – Il 27enne ascolano resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari, che questa mattina al termine dell’udienza di convalida avvenuta nel carcere di Marino del Tronto si era riservato, ha negato la liberazione o, in subordine, come richiesto dal difensore del 27enne, l’applicazione della misura dei domiciliari. Dalla versione del ragazzo sono infatti emersi elementi di cui, al momento dell’arresto, i Carabinieri non potevano essere a conoscenza, per cui ogni decisione è stata rimandata proprio per permettere ai Carabinieri di approfondire le indagini che sono in corso fin da venerdì.

 

Si è svolta questa mattina ad Ascoli, nel carcere di Marino del Tronto, l’udienza di convalida del 27enne ascolano che è stato arrestato venerdì scorso 11 novembre ad Ascoli dopo l’accoltellamento avvenuto a Porto d’Ascoli in seguito al quale è rimasto gravemente ferito al collo e al viso, dalla lama di un coltello, un 33enne di origine macedone. L’episodio, che ha turbato non poco l’opinione pubblica, ma soprattutto sconvolto i residenti della tranquilla Via Monte Conero, la traversa di Viale dello Sport in zona Ragnola a Porto d’Ascoli, il luogo dove sono avvenuti la lite e poi il ferimento.

 

L’udienza si è svolta alla presenza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ascoli, Annalisa Giusti, e dell’avvocato Tommaso Pietropaolo, difensore del 27enne. L’arresto è stato convalidato e il gip si è riservato per la decisione di una eventuale liberazione o, in subordine – come chiesto dal legale – la misura cautelare ai domiciliari. Nel corso dell’udienza il giovane ha fornito la propria versione dei fatti. Una deposizione in cui ha ripercorso quanto avvenuto venerdì pomeriggio a Porto d’Ascoli dove ha confermato di essere stato aggredito e di essersi difeso.

 

I due protagonisti di questo fatto di sangue si trovavano all’interno di un’auto, parcheggiata in Via Monte Conero, quando dalle parole si è ben presto passati ai fatti. E’ spuntato un grosso coltello a serramanico. Il 33enne ha riportato profonde ferite al viso e al collo, il 27enne dei tagli a una mano.

 

Il più grave è stato soccorso e successivamente trasportato in eliambulanza all’ospedale “Torrette” di Ancona. L’altro è fuggito a piedi. Lo hanno visto nascondersi dietro a un’auto, poi si è dileguato facendo perdere le tracce. Diversi i testimoni, gli stessi che hanno indirizzato i Carabinieri del Comando provinciale di Ascoli, intervenuti in forze in Via Monte Conero, a risalire ben presto all’identità del 27enne il quale, nel frattempo, aveva raggiunto Ascoli, dove abita, probabilmente in auto.

 

E’ infatti proprio ad Ascoli che è stato rintracciato e arrestato. Aveva ferite a una mano e i vestiti ancora sporchi di sangue. E’ stato condotto in caserma quindi, dopo le formalità di rito, trasferito nel carcere di Marino del Tronto. L’accusa mossa nei suoi confronti – dai Carabinieri che hanno operato e oggi confermata dal gip – è tentato omicidio. Ma su questo è ovviamente ancora tutto da decidere.

 

Intanto, per fortuna di entrambi i protagonisti di questa storia, le condizioni del 33enne ricoverato al “Torrette” sono migliorate fin dalle ore successive il suo arrivo ad Ancona.

 

«Si è difeso, mi ha detto che il coltello l’aveva in mano l’altra persona – afferma l’avvocato Tommaso Pietropaolo, il legale incaricato dalla famiglia di difendere il giovane ascolanoper cui credo che un esame sul coltello sarà molto importante».

 

Se così fosse, infatti, è probabile che su quell’arma ci siano anche le impronte del 33enne. E’ ancora tutto da dimostrare, ma sembra che il 27enne abbia afferrato il braccio del “contendente” che brandiva l’arma spingendolo indietro. Entrambi hanno riportato lesioni, molto più gravi quelle del macedone.

 

«Il mio assistito ha quattro tagli sul pollice e sull’indice della mano destra, quella che ha usato per difendersi».

 

Il coltello sembra dunque essere la prova regina di questa storia. Restando ancora nel campo delle ipotesi, sembra che alla base della discussione, poi degenerata fino a sfiorare la tragedia, ci sia una ragazza. Il movente sembrerebbe quindi ricondurre a motivi di gelosia.

 

«Da quella che era l’apparente situazione al momento dei fatti – aggiunge l’avvocato Pietropaolo, che è anche presidente dell’Ordine degli avvocati di Ascoli – il ragazzo è stato arrestato. Ma alla luce di quanto poi emerso, credo non sia necessaria la conferma della custodia cautelare in carcere. Non ci sono i presupposti».

 

Arrestato l’accoltellatore di Via Monte Conero: è un ascolano di 27 anni, aveva ancora i vestiti sporchi di sangue, l’accusa è di tentato omicidio

Accoltellato al collo durante una lite, preso l’aggressore: era arrivato ad Ascoli


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