
Marco Giobbi, Paolo Perazzoli, Giovanni Gaspari
Il centrosinistra e in particolare il Partito Democratico riparte dal passato per guardare all’imminente futuro, quello delle elezioni comunali che si terranno la prossima primavera. E lo ha fatto con un incontro denominato “San Benedetto Ieri, Oggi e Domani”, che si è svolta domenica mattina negli spazi dell’Ex Cinema delle Palme, alla presenza, oltre del segretario comunale Marco Giobbi, tra l’altro indicato come candidato sindaco dall’assemblea comunale del Pd, e gli ex primi cittadini Paolo Perazzoli (1993-2001) e Giovanni Gaspari (2006-2016). Tra l’altro le uniche due esperienze amministrative nel nuovo sistema elettorale con elezione diretta del sindaco che hanno goduto di un doppio mandato amministrativo, con la conferma dopo i primi anni di governo.
Potrà il passato aiutare il presente? Sul fronte del centrosinistra la situazione è ancora in fase di stallo: i nomi sono i soliti, oltre Giobbi anche Giorgio Fede (M5S) e Paolo Canducci (Avs) sono in ballo, anche se dall’area Pd ha avanzato la propria candidatura anche l’ex assessore e consigliere provinciale Fabio Urbinati, pur con qualche frizione con gli alleati e anche con una parte dei dem. Urbinati ha avanzato la proposta di decidere il candidato sindaco attraverso le primarie di coalizione.
Al centro l’ex sindaco Antonio Spazzafumo non ha ancora sciolto le riserve, così come non lo ha fatto Maria Elisa D’Andrea, notaio, dirigente sia della Samb Calcio che della Fondazione Sambenedettese, entrambe presiedute dal marito Vittorio Massi. D’Andrea si presenterebbe come civica, senza appoggio dei partiti. I tempi ormai stringono e probabilmente entro l’inizio di febbraio si avranno le ufficialità delle due proposte (Spazzafumo e D’Andrea) o la rinuncia a candidarsi di uno dei due. O magari uno andrà in appoggio, ufficiale o ufficioso, all’altro? Chissà.
A destra la situazione è la solita nonostante i continui contatti: la coalizione sta cercando di ampliare il proprio perimetro anche al centro, dialogando sia con l’area Spazzafumo che con Centro Civico Popolare. Entrambi i gruppi ripetono di essere interessati ai programmi e non ai nomi, ma risulta difficile pensare che rinuncino a Spazzafumo o all’ex assessore Domenico Pellei per appoggiare un candidato di centrodestra (Ccp, ad esempio, ha una storia passata in opposizione alla giunta Piunti e in appoggio all’ultimo mandato Gaspari).
Ne deriva quindi che il nome che trova spazio in questo periodo è quello del consigliere regionale Andrea Assenti, ritenuto il più forte per Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa. E forse l’unico che potrebbe superare qualche mal di pancia in Lega e Forza Italia per una doppietta dei meloniani in provincia con Ascoli e San Benedetto.
Ma sempre nel centrosinistra e nell’incontro con Perazzoli e Gaspari è emersa la possibilità di affidare la candidatura della coalizione a un rappresentante esterno ai partiti: il nome delle ultime ore è quello dell’imprenditore Adriano Maroni. Un modo per uscire dallo stallo dei quattro nomi e del rischio di una faida interna che nelle ultime due elezioni comunali ha portato a molti problemi e due sconfitte. Anche nel centrodestra, nelle scorse settimane, si era pensato a un candidato esterno, sempre per lo stesso motivo, e i nomi erano stati quelli di Nicola Mozzoni, presidente dell’Assoalbergatori, e di Sandro Donati, presidente della Banca del Piceno.
L.C.
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