
Roberto Boscaglia in un fotomontaggio che gira nelle chat dei tifosi, lo Stregone, come lo ha chiamato il presidente Massi, per far risorgere la Samb impelagata in zona play out, e, a destra, a con alcuni tifosi prima di iniziare l’allenamento
Primo giorno di Samb per Roberto Boscaglia, il nuovo allenatore scelto da Vittorio Massi nel convulso Martedì Grasso. Via Mancinelli, che bene non l’ha presa, via De Angelis, decisione congiunta (la stessa frase usata con mister Palladini), dentro Boscaglia.
Prelevato dal pulmino Samb all’aeroporto di Roma, il tecnico siciliano (nativo di Gela) è arrivato al Ciarrocchi poco dopo le 12, accompagnato, tra gli altri, da Gigi Traini, dirigente di fiducia proprio di Massi. Colloquio con i calciatori negli spogliatoi, poi l’invito a correre in campo, uno ad uno, con una pacca sulla spalla ciascuno.
Qui, il primo contatto con la squadra: presto per capire come giocherà la Samb sabato pomeriggio a Ravenna contro la seconda in classifica, ma probabilmente si va verso uno schema di difesa a quattro, con poi un centravanti, una seconda punta, e due esterni. Un 4-4-2 o 4-2-3-1 a seconda delle soluzioni, ad esempio se a destra si sceglierà il più offensivo Konate (più 4-2-3-1) o il più difensivo Zini (più 4-4-2). Davanti Stoppa dietro Eusepi, Parigini a sinistra, Candellori e Alfieri potrebbero essere i centrocampisti centrali, da capire chi farà coppia con Dalmazzi in difesa, Tosi a sinistra, Pezzola, Lepri e forse Zini per gli altri due posti. Da capire poi se in porta tornerà Orsini o si darà spazio a Cultraro.
Chiamato da alcuni storici tifosi presenti al Ciarrocchi, Boscaglia si è avvicinato per salutarli, premettendo: Vi saluto con piacere ma devo essere veloce, devo lavorare. E poi: Stateci vicini. Ne abbiamo bisogno. Il vostro aiuto è fondamentale. Io da solo posso fare poco, applaudito dai presenti prima di tornare dai suoi giocatori. Una curiosità: tra i presenti anche un tifoso della Samb, residente da trent’anni nel Piceno, proprio di Gela, il quale ha accolto per primo Boscaglia in dialetto gelese: Ci salviamo? E la risposta in dialetto: Ci salviamo, ci salviamo.
La presentazione alla stampa si svolgerà venerdì, prima della partenza per Ravenna. Intanto è vacante al momento il ruolo di direttore sportivo. Figura obbligatoria in Serie C ma per la quale si può stare senza per qualche settimana; anche se al momento la sua funzione sarebbe secondaria, essendo il calciomercato concluso.
A tal proposito sarebbe da escludere il ritorno alla Samb del direttore generale Claudio Molinari, in rossoblù durante la presidenza Gaucci e il primo anno di Tormenti (2006-07) e con lui il direttore sportivo Peppino Pavone, alla Samb nella stessa stagione. Per entrambi la conclusione del rapporto con la Samb fu burrascosa, a seguito del trasferimento dell’attaccante della Samb Davide Desideri al Bari, con rottura con la famiglia Tormenti che si sentì tradita dalla coppia. Vicende lontane ma di cui difficilmente si tornerà a parlare. Molinari aveva avuto alcuni contatti con l’ambiente sambenedettese e aveva contattato l’allenatore Ezio Glerean. L’arrivo di Boscaglia testimonia che la strada tracciata da Massi è diversa rispetto all’ipotesi di una minestra riscaldata, almeno quella.
La cosa più saggia l’ha detta la dirigente rossoblù, nonché moglie di Massi, notaio Maria Elisa D’Andrea, durante la trasmissione “Ritmo di Samb” di Vera Tv. Ovvero: non rischiare di prendere dirigenti (il direttore sportivo, certo, ma anche un direttore generale in futuro) giusto per prenderli, sia perché gli stipendi sono sempre un peso ma anche perché sbagliare in questa accoppiata può significare indirizzare una società verso l’auto-distruzione. Occorre calma e ponderazione di tutti gli aspetti. Poi, in questo momento, c’è altro a cui pensare: fare i punti per la salvezza. Per l’organizzazione ci sarà tempo.
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