
Nicola Mozzoni si candida sindaco di San Benedetto
Nicola Mozzoni ufficializza la corsa alla carica di sindaco per le comunali del 24 e 25 maggio. L’imprenditore turistico, alla guida dell’Assoalbergatori “Riviera delle Palme”, presenta la lista civica «Insieme per San Benedetto – Una città che parte dalle persone», sostenuta da figure come Roberto Cappelli di Ora e Leo Bollettini di Base popolare.
«Siamo a disposizione per il bene della città e perché l’amiamo. Bisognerà agire sia su un orizzonte di lungo periodo, immaginando la città fra 10 o 20 anni, ma anche nel breve, cercando di mettere a posto le cose che non funzionano» dichiara Mozzoni, sottolineando l’apertura al dialogo con diverse forze politiche ma in particolare nel centrodestra, con il quale ci sono state diverse interlocuzioni. Tanti simpatizzanti alla presentazione della candidatura e tra di loro non sfugge la presenza del presidente di Confindustria Simone Ferraioli, anche lui tra i papabili per il centrodestra: una sorta di asse tra i due esponenti della società civile?

Nicola Mozzoni
Continua Mozzoni: «La nostra è una proposta civica e siamo disponibili a parlare con chiunque. Noi ci siamo e in base all’evoluzione degli eventi nelle principali coalizioni faremo le nostre considerazioni, valutando quel che è più conveniente per la città».
Sui temi caldi della viabilità e dello sviluppo urbano, la visione è chiara: «Credo che via Lombroso vada aperta al più presto anche in virtù dello sviluppo di quell’area della città. Al contempo, possiamo pensare a migliorare il sistema di sottopassi ferroviari di Viale dello Sport, per realizzare parcheggi car and ride, anche con proprie biciclette private. Sull’Area Brancadoro occorre dialogare con i privati, perché in quella zona potremmo realizzare qualcosa di magico per questa città e per il turismo di tutta la Riviera».
«Non faccio promesse, la città è stanca di promesse, io prometto solo che ci metterò tutto me stesso. Bisognerà collaborare anche con gli uffici comunali: i dipendenti comunali ci mettono impegno e vogliono il bene della città, ma ci vuole un metodo. Abbiamo una stazione non accessibile, prima di pensare di spostare la ferrovia e l’Autostrada dobbiamo pensare a questo» le sue dichiarazioni.
Il programma tocca sicurezza, sanità, commercio e sport, con un occhio di riguardo all’identità cittadina: «La sicurezza: serviranno più luci, forse anche più vigili di quartiere, un commissariato di primo livello. La sanità? Forse il sindaco non può fare nulla ma sicuramente può rompere le scatole. Il commercio sta andando male, non possiamo far finta di niente. Bisogna riportare la gente in centro. San Benedetto deve guidare e non rincorrere, ogni scelta fatta dai sambenedettesi per i sambenedettesi. La nostra città non è in vendita, la città è la nostra, dobbiamo ripartire da noi».
Sotto il profilo delle alleanze, il candidato non esclude convergenze ma resta fermo sui propri valori: «Io non chiudo le porte a nessuno, c’è un discorso aperto con il centrodestra. Col centrosinistra non c’è stato alcun contatto fino ad ora, quindi mi sembra più difficile. Non escludo di convergere su altre candidature, dipende da chi parliamo. Se si sceglie un sindaco che io reputo non faccia il bene della città, allora io devo andare avanti. Ho tanti timori ma non ho il timore di governare la macchina comunale».
«Nel 2016, quando è morto mio padre, è nato anche mio figlio. Ho deciso di restare, di investire nell’hotel e di aiutare la mia città. Anche adesso mi dicono “chi te lo fa fare”, ma mi muovo per il bene di San Benedetto».
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