Occupazione e imprese femminili: il Piceno sopra la media regionale e nazionale

ECONOMIA - In provincia il ruolo delle donne nel mercato del lavoro registra una tasso, nel 2024,pari al 69,3%). Sul fronte imprenditoriale (dati fine 2025) si contano 5.036 imprese femminili, pari al 23,5% del totale. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confartigianato
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Nella provincia di Ascoli, ma anche in quelle di Macerata e Fermo, il ruolo delle donne nel mercato del lavoro e nel sistema imprenditoriale continua a rafforzarsi. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confartigianato sui dati più recenti relativi all’occupazione femminile e alla presenza di imprese guidate da donne.

 

Nel Piceno il tasso di occupazione femminile si attesta – nel 2024 e tra i 20 e i 64 anni – al 69,3%, un valore nettamente superiore sia alla media regionale delle Marche, pari al 66,2%, sia a quella nazionale che si ferma al 57,4%.

 

Il dato evidenzia una dinamica particolarmente positiva negli ultimi anni: rispetto al 2021, quando il tasso era al 52,4%, la crescita è stata molto significativa.

 

Sul fronte imprenditoriale (dati fine 2025) nel territorio provinciale si contano 5.036 imprese femminili, pari al 23,5% del totale delle imprese. Di queste, 1.102 operano nel comparto artigiano e rappresentano il 22,4% delle imprese artigiane della provincia, una quota superiore sia alla media regionale (20,5%) sia a quella nazionale (17,7%).

 

A Fermo il tasso di occupazione femminile nel 2024 si attesta al 58,6%, un valore inferiore alla media regionale ma comunque leggermente superiore alla media italiana. Rispetto al 2021, quando il tasso era pari al 57,0%, si registra un incremento più contenuto rispetto alle altre province del territorio. Sul piano imprenditoriale però il territorio mostra una presenza rilevante di imprese guidate da donne: sono 4.455, pari al 24,0% del totale delle imprese provinciali. Le imprese artigiane femminili sono 1.202 e rappresentano il 22,3% delle imprese artigiane, una quota tra le più elevate e superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale.

 

Nella provincia di Macerata il tasso di occupazione femminile nel 2024 si attesta al 63,8%. Il valore risulta inferiore alla media regionale ma comunque superiore al dato nazionale. Anche in questo caso si registra una crescita rispetto al 2021, quando il tasso era pari al 57,4%. Il tessuto imprenditoriale locale evidenzia una presenza significativa di imprese guidate da donne: sono 8.061, pari al 23,9% del totale delle imprese provinciali. Le imprese artigiane femminili sono 1.817 e rappresentano il 20,4% delle imprese artigiane del territorio, una quota superiore alla media nazionale.

 

«In Italia – le parole di Sara Servili, presidente Movimento Donne Impresa di Confartigianato Macerata, Ascoli Piceno, Fermo – contiamo oltre 1,3 milioni di imprese femminili, ma il dato che deve far riflettere il mercato è il potenziale ancora inespresso: nonostante le donne rappresentino oggi il 40% dei laureati nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), superando la media europea del 34%, solo il 14,7% dei brevetti porta una firma femminile. Questo “leaky pipelin”, ovvero la dispersione di talento tecnico nel passaggio dall’università all’impresa, è un costo che l’Italia non può più permettersi. Il gender gap è una barriera allo sviluppo: le oltre 786.000 imprese del terziario a guida donna chiedono di trasformare le competenze scientifiche in valore economico. É necessario un ecosistema finanziario che riconosca il merito e supporti le 12.300 aziende che hanno già adottato la Certificazione della Parità di Genere come standard di efficienza».

 

«L’imprenditoria femminile è una risorsa sempre più importante per lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori – sottolinea Eleonora D’Angelantonio, responsabile Movimento Donne Impresa di Confartigianato Macerata, Ascoli Piceno, Fermo – Le donne che fanno impresa dimostrano ogni giorno capacità, determinazione e visione, contribuendo alla crescita del sistema produttivo e offrendo anche un esempio positivo alle nuove generazioni, dimostrando che è possibile costruire percorsi professionali e imprenditoriali superando ancora troppi stereotipi presenti nel mondo del lavoro. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, restano però numerosi ostacoli che continuano a rendere più complesso il percorso delle donne nell’impresa e nel lavoro. Per questo è necessario rafforzare politiche concrete a sostegno dell’imprenditoria femminile, a partire da strumenti di welfare e servizi che aiutino davvero a conciliare lavoro, famiglia e responsabilità di cura. Allo stesso tempo occorre affrontare con decisione le criticità che riguardano tutte le piccole imprese, come il peso della burocrazia, la pressione fiscale, l’accesso al credito e il miglioramento delle infrastrutture. Creare condizioni più favorevoli per chi fa impresa significa permettere anche alle imprenditrici di crescere e contribuire in modo ancora più forte allo sviluppo del Paese».

 


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