
Cecilia Maria Vallorani
Le tensioni e i venti di guerra che stanno attraversando il Medio Oriente continuano a tenere il mondo con il fiato sospeso. Anche ad Ascoli Piceno cresce l’attenzione per la situazione internazionale, con il pensiero rivolto ai tanti italiani e ai nostri concittadini che vivono e lavorano negli Emirati Arabi Uniti, in particolare a Dubai.
Tra loro c’è Cecilia Maria Vallorani, docente universitaria e ricercatrice ascolana che da circa sette anni vive, risiede e lavora nella metropoli emiratina. Prima del trasferimento negli Emirati era residente ad Ascoli Piceno, dove tuttora vive sua madre. In questi giorni ha voluto condividere una testimonianza diretta per raccontare il clima che si respira nella città.
«In questo momento – spiega – la situazione è caratterizzata soprattutto da un clima di attenzione e incertezza legato al traffico aereo e alla situazione regionale. Molti voli vengono cancellati o riprogrammati e questo sta creando difficoltà a residenti e turisti che cercano di rientrare in Europa».

La docente universitaria ascolana in un momento di serenità nella metropoli emiratina
Per il momento, racconta la docente ascolana, la situazione in città appare tranquilla, anche se non mancano momenti di apprensione. «Per ora tutto tace – spiega – anche se stamattina (ieri 6 marzo, ndr) abbiamo ricevuto un’allerta per un possibile attacco missilistico. Fortunatamente il missile è stato intercettato e non ci sono state conseguenze».
Nonostante il contesto regionale delicato, molti residenti continuano a sentirsi relativamente tranquilli grazie al sistema di comunicazione e sicurezza predisposto dalle autorità.
«Il governo emiratino sta facendo il possibile per tenerci costantemente aggiornati e per questo molti di noi si sentono rassicurati – racconta Vallorani – Il sistema di protezione e informazione è molto organizzato. Riceviamo allerte direttamente sui nostri cellulari soltanto se ci troviamo in zone che potrebbero essere potenzialmente interessate da rischi».
Dubai è infatti una città molto estesa e le notifiche vengono inviate in modo selettivo. «Non tutti ricevono le stesse comunicazioni – spiega – proprio per evitare inutili allarmismi e panico».
Un altro aspetto su cui la ricercatrice tiene a fare chiarezza riguarda le esplosioni che talvolta vengono percepite anche a distanza. «È importante chiarire che non avvengono all’interno della città. Le autorità ci mettono soprattutto in guardia rispetto alla possibilità che, in caso di intercettazione di droni o missili nello spazio aereo, possano cadere detriti che potrebbero causare incidenti».
Alcuni episodi di questo tipo si sono verificati in aree particolarmente sensibili della città. «In alcuni casi – racconta – i detriti sono caduti nei pressi dell’aeroporto, del Burj Al Arab, della Palma e dell’ambasciata americana».
Il messaggio che arriva dal governo degli Emirati è comunque molto chiaro. «Le autorità ribadiscono continuamente di non avere alcuna intenzione di entrare in un conflitto e di limitarsi esclusivamente alla difesa del proprio spazio aereo».
Una situazione dunque non semplice, ma che al momento appare gestita con grande organizzazione. «Certamente non è piacevole vivere in uno stato di allerta – conclude Vallorani – ma paradossalmente molti di noi residenti continuano a sentirsi relativamente al sicuro proprio grazie al livello di organizzazione e di comunicazione delle autorità».
Nel frattempo la docente ascolana sta valutando di lasciare temporaneamente il Paese insieme alla figlia. «Se i voli lo permetteranno – spiega – riuscirò a partire la prossima settimana con mia figlia di 10 anni verso la Spagna, semplicemente per evitare che debba vivere questo stato di allerta, anche se al momento è ben contenuto».
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