
di Lino Manni
Che domenica bestiale la domenica con te…canta Fabio Concato. Già perché quella di Gubbio (la trasferta di ieri, domenica 16 marzo, finita 1-3 per l’Ascoli) è stata una partita giocata “in casa” vista la massiccia presenza di tifosi bianconeri sugli spalti.
Quelli del Gubbio erano meno numerosi e rumorosi di quelli del Mozzano (seconda categoria) che ogni sabato affollano le gradinate del Monterocco quando gioca la squadra del paese. Non avevo dubbi…a Gubbio.
Dopo una crepa iniziale con un tiro, o meglio un passaggio a Vitale, i bianconeri hanno iniziato a macinare gioco e creare azioni. Silipo dimentica di avere anche il piede destro, Alagna non ci arriva di testa mentre Gori centra in pieno “il sette” della porta del Gubbio. Intanto segna il Perugia: buono per noi.
D’uffizi si trasforma in Cenerentola: perde lo scarpino e Tomei si gioca la carta. Trova subito il colpevole e l’arbitro indica il dischetto di rigore. Gori mette a posto la riga di partizione tra i capelli, ovvero la “scrima”, calcia e fa gol.
Nella ripresa cambia poco in campo. D’uffizi viene atterrato per la seconda volta.
Questa volta è l’ex mister Di Carlo a giocarsi la carta per smentire l’arbitro ma… ha torto. Gori si rimette a posto ancora una volta la “scrima”, cambia angolo e fa ancora gol. Doppietta per il biondo.
Partita chiusa anche perché nel frattempo entra Oviszach e il primo pallone che prende lo mette dentro. Per i padroni di casa entra Di Massimo (ex Ancona e Sambenedettese), visto giocare al Del Duca in un Monticelli-Avezzano di serie D, che calcia alla perfezione un calcio di punizione sul quale nulla può Vitale.
Da qui alla fine la partita è…brutta. In attesa del triplice fischio, mister Tomei effettua una triplice sostituzione. Ma l’allenatore bianconero si dimentica di sostituire Nicoletti che sbanda e rimedia, nel peggiore e puerile dei modi, un giallo che lo terrà lontano dalla sfida con l’Arezzo fra quindici giorni.
Non ci voleva, come non ci voleva il pari dell’Arezzo con il Perugia ma ognuno va avanti per la propria strada.
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