Pontedera-Ascoli, Tomei avverte: «Ennesima battaglia. Corradini out, ma sono contento di poter ruotare»

SERIE C - Il tecnico bianconero presenta la sfida sul campo dei toscani di mister Braglia: «Troveremo un avversario con molti stimoli. Le parole di D'Uffizi sul primo posto? Confermo, nel calcio niente è sicuro finché non c'è la matematica certezza. La simbiosi con il pubblico è il nostro quid in più»
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Tomei e i suoi collaboratori

di Salvatore Mastropietro

 

A due giorni da Pontedera-Ascoli, la 28ª giornata di campionato mette di fronte al “Mannucci” due squadre che non possono permettersi passi falsi. I bianconeri vogliono proseguire la rincorsa alle prime due della classe e dare continuità al buon periodo avviato nelle ultime settimane; i granata, ultimi in classifica e senza vittorie da tre mesi, cercano punti pesanti per riaccendere la speranza salvezza.

 

Al “Picchio Village” mister Francesco Tomei ha presentato la sfida, mettendo subito in guardia i suoi dalle insidie del match: «Penso che sia l’ennesima partita difficile perché le squadre in questa categoria sono tutte attrezzate. Hanno nuovi stimoli perché è arrivato un nuovo allenatore e una nuova società, quindi avranno tutte le motivazioni per far bene giocando in casa. Noi dobbiamo sapere che avremo un’altra partita dura, una partita dove ci sarà da battagliare, soprattutto perché nel girone di ritorno le gare sono così. Dobbiamo essere bravi a farci trovare pronti».

 

Il primo tema è stato quello degli indisponibili, con un focus su Corradini. L’allenatore ha fatto il punto sulle condizioni del centrocampista e sul resto del gruppo: «Sta ancora facendo un percorso di riabilitazione, penso che ce l’avremo a disposizione per la prossima. Gli altri ragazzi stanno tutti bene, a parte Corazza che ha avuto la febbre».

Tomei rientrato dopo la squalifica (foto Ascoli Calcio)

 

Dopo la vittoria in rimonta contro il Bra, la prima arrivata da situazione di svantaggio, a Tomei è stato chiesto dove abbia insistito maggiormente in settimana. L’allenatore ha spiegato che, al di là dell’episodio del gol subito, la squadra aveva già indirizzato bene la gara: «Anche se siamo andati sotto è stato un episodio, perché alla fine la partita era indirizzata nel modo giusto e stavamo cercando di portarla a casa facendo bene e creando diverse situazioni pericolose. Battiamo in questa direzione perché sappiamo che ogni situazione la dobbiamo cercare di concretizzare al massimo; le partite possono complicarsi se vai sotto, ma ho detto ai ragazzi di stare sereni, di non essere frettolosi e di non farsi prendere dall’ansia di voler rimontare, ma di fare le cose su cui lavoriamo. Sono contento perché la reazione è stata un giusto riconoscimento all’andamento della gara».

 

Un passaggio anche sulle ambizioni di classifica, dopo le parole di D’Uffizi che ha dichiarato di guardare al primo posto. Tomei ha confermato la linea: «Confermo. Nel calcio niente è sicuro finché non c’è la matematica certezza. Noi guardiamo sempre in su, ma al di là del piazzamento, guardiamo avanti nel senso di migliorare e continuare a crescere. Noi, come le altre squadre, dobbiamo pensare a noi stessi e fare il massimo, poi vedremo quello che succederà alla fine di questo campionato».

 

Non è mancato un riferimento ai tifosi, attesi in buon numero anche a Pontedera, alla seconda trasferta consecutiva. Tomei ha sottolineato il valore della simbiosi con il pubblico, ricordando anche il gesto di Gori dopo il gol a Bra: «Questo è un quid che ci portiamo dall’inizio. Per noi il nostro pubblico è fondamentale. La simbiosi che si è creata fa molto piacere perché ai ragazzi va riconosciuto l’impegno e loro riconoscono il bisogno di essere sostenuti. Avere 10-11.000 persone allo stadio in casa è un grandissimo risultato, ma anche fuori sentire la vicinanza è cruciale. Il gesto di Gabriele è stato emblematico: fa capire che i ragazzi ci tengono moltissimo e si dispiacciono quando non possono regalare una gioia ai tifosi. Questa è una simbiosi che dobbiamo tenerci stretta perché ti fa rendere di più».

 

Corradini ancora ai box

Sul tema del turnover, dopo i cambi decisivi contro il Bra, il tecnico ha rivendicato la necessità di coinvolgere l’intera rosa: «Sono molto contento di avere la possibilità, a volte forzata, di dover ruotare. È una cosa che faremo da qui in avanti perché c’è bisogno di dare minutaggio a tutti e avere una buona parte della rosa pronta per squalifiche o infortuni. Mi preme avere scelta nei cambi perché, quando metti energie nuove e qualità diverse, le partite le puoi cambiare. Far giocare un po’ tutti alza l’intensità dell’allenamento e la competizione tra di loro, e di conseguenza la competitività della squadra».

 

Infine, sulle diffide di Curado e D’Uffizi in vista delle gare successive: «Non faccio ragionamenti del tipo “spendere un’ammonizione pensando alla partita successiva”. La partita più importante è quella che giochi, quella che dovrai giocare domani. Loro sanno di essere diffidati ma questo non li deve condizionare. Se prenderanno un’ammonizione, ci sono giocatori pronti per sostituirli; non è un problema».

 

Un’ultima riflessione ha riguardato il dato dei clean sheet nel girone di ritorno. L’allenatore ha ridimensionato il tema, parlando di episodi: «Non è proprio così. A volte gli episodi caratterizzano delle situazioni. Abbiamo preso gol su infortuni che possono capitare o su circostanze fortuite. Le abbiamo analizzate tutte, vedendo come lavoriamo nel non possesso e nelle transizioni. Se guardo i dati, a Bra abbiamo preso gol ma non ricordo altri tiri pericolosi, se non un’azione in ripartenza dove abbiamo sbagliato tatticamente una cosa che va curata. Per quanto riguarda il subire, siamo assolutamente in linea con quello che stiamo facendo dall’inizio».


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