
Lorenzo Marinangeli, Luciana Barlocci, Pasqualino Piunti, Nicola Mozzoni
Meglio essere tanti e magari accettare qualche divergenza o in pochi e andare d’amore e d’accordo (o almeno fingerlo)? La politica sambenedettese non riposa neanche a Pasqua, e vista l’incombenza delle elezioni non è un dato raro. Ma nessuno si aspettava che nella Lega si arrivasse all’addio dell’ex consigliere comunale Lorenzo Marinangeli, in disaccordo con le scelte prese dal partito (ovvero: presentarsi con un simbolo condiviso con la lista civica dell’ex sindaco Piunti, approdato in Lega alla fine della scorsa estate, prima del voto regionale).
Così scrive Marinangeli: «Dopo anni di impegno costante, vissuti sempre in prima linea e con la massima dedizione, ho maturato una decisione che non avrei mai voluto prendere: lascio la Lega.
È una scelta che arriva dopo una riflessione lunga e non semplice, ma inevitabile. Nell’ultimo periodo ho avuto la chiara percezione di non essere stato considerato per ciò che ho realmente rappresentato. Vedere il mio impegno messo in secondo piano rispetto a chi è arrivato dopo, senza lo stesso percorso e senza lo stesso contributo, è stato un segnale che non posso ignorare. A questo si è aggiunta una scelta che non ho condiviso: la modifica del logo della Lega affiancato a quello di una lista civica, generando confusione tra gli elettori e, soprattutto, senza che ci fosse la possibilità di esprimere un reale confronto o dissenso su una decisione così identitaria».
Marinangeli che potrebbe essere candidato nella civica “Insieme” a supporto sempre del candidato sindaco del centrodestra Nicola Mozzoni, non è l’unica spina del centrodestra. Se alla presentazione di Mozzoni qualche avvisaglia si era vista nell’assenza dei tre potenziali candidati sindaco di Fratelli d’Italia (Balloni, Cava, Formentini) oltre che dell’arrivo in ritardo di Piunti, c’è anche la questione di Luciana Barlocci: eletta nella maggioranza Spazzafumo è uscita dal gruppo dopo pochi mesi ed ora si vorrebbe candidare come indipendente in Forza Italia, accettata dal segretario provinciale Valerio Pignotti, ma su di lei ci sono state dichiarazioni contrarie proprio di Mozzoni. Domani, martedì, Luciana Barlocci terrà una conferenza stampa: facile immaginare che chiederà al candidato del centrodestra di spiegare perché vi siano delle resistenze verso il suo nome mentre nel centrodestra vi sarà spazio per chi ha sostenuto Spazzafumo fino all’ultimo e per chi invece lo ha fatto cadere (come Ccp).
Detto che la candidata della civica “Merito di Più” Maria Elisa D’Andrea giovedì si presenterà ufficialmente in una conferenza stampa, a sinistra il problema di Fede semmai è quello di ampliare una coalizione che molti criticano per troppo chiusa in sé stessa. Secondo Fede ci sarebbe qualche spiraglio per ricucire con “San Benedetto Partecipa” ma intanto dal centrosinistra arrivano appelli per la questione dei senzatetto che sono stati obbligati ad allontanarsi dal quartiere Ponterotto.
Rachele Laversa del Psi scrive che «lo sgombero forzato dei senzatetto senza l’offerta di un’alternativa dignitosa non risolve il problema del degrado, lo sposta semplicemente di qualche isolato, frammentando i percorsi di assistenza già avviati e colpendo le persone più vulnerabili della nostra comunità». Da parte sua invece l’ex segretario comunale del Partito Democratico ha indirizzato una lettera al vescovo Gianpiero Palmieri, ringraziandolo per le parole di condanna su chi non mostra empatia per i senzatetto: «Tra Ponterotto e Porto d’Ascoli, dove in coincidenza della vigilia della Pasqua viene dapprima liberata dai senza tetto l’area della chiesa Madonna del Suffragio, da tempo indicata come punto critico, a cui sono seguite denunce da quel di Porto d’Ascoli per altre presenze indesiderate di fronte alla piazza Cristo Re. La legalità, un principio prioritario che va riaffermato sempre e dovunque in una società civile, non può essere confuso e sostituito dall’intolleranza verso i più fragili che sono i primi ad aver bisogno della sicurezza. Garantire la sicurezza é compito dello Stato. Un conto è l’essere delinquenti ed un conto é l’essere poveri».
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