La partita dal divano: dal filotto di Bersellini a quello di Tomei

SERIE C - Ascoli-Vis Pesaro, 2-1 da infarto. Nella vigilia di Pasqua dalla passione si è passati alla esaltazione. Nel 1988/1989 l'allenatore approdò sulla panchina bianconera e riuscì a salvare la squadra grazie alla striscia di vittorie
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di Lino Manni  

 

Partita da infarto. Se è difficile perdere 7 kg in 7 giorni, come ci ha fatto vedere la coppia formata da Renato Pozzetto e Carlo Verdone nell’omonimo film del 1986, ancora più difficile è vincere una partita nel corso dei 7 minuti di recupero. Impresa riuscita ai bianconeri nella vigilia di Pasqua dove, dalla passione si è passati alla esaltazione. Cose dell’altro mondo.

 

Una partita dal divano iniziata nel peggiore dei modi, con il vantaggio della Vis Pesaro dopo un quarto d’ora di gioco. Un gol che ha fatto più male di quello annullato a rossoblù Eusepi in Samb-Arezzo. Ma la fiducia verso la squadra di Tomei resta immutata. D’Uffizi e compagni ci provano in tutti i modi ma la Vis, gagliarda, tosta e fisica, resiste. Le manovre dei bianconeri diventano sempre più incessanti ma il gol non arriva. Nonostante ciò non perdo la fiducia.

 

Mentre Damiani pensa a impastare azioni quelli della Vis Pesaro non fanno altro che gettarsi a terra e perdere tempo. Addirittura si giocano una card per…perdere tempo. Le occasioni per i bianconeri non si contano. Purtroppo le conclusioni non si concretizzano. Il gol arriva ma viene annullato per un fallo di mano. Ci si gioca la carta per un presunto fallo di mano ma l’arbitro dice che non c’è nulla.

 

Poi si accende la luce, ovvero la scritta sul tabellone con il numero 7. In verde speranza. In numerologia, il numero 7 è il numero della conoscenza e della fortuna. C’è chi lo vede come il numero della perfezione. In ogni caso, il 7 non è mai un numero qualunque. Così come l’Ascoli: non è una squadra qualunque. Nei 7’ di recupero è successo tutto quello che nessuno, probabilmente, si aspettava. I bianconeri segnano due gol sbagliando clamorosamente il terzo, centrando un “filotto” storico di…otto vittorie consecutive.

Il filotto di Bersellini

 

Già, il filotto, di cui avevo già sentito parlare tantissimi anni fa da un certo Eugenio Bersellini, il sergente di ferro. L’allora allenatore approdò sulla panchina bianconera dopo 10 giornate, subentrando a Ilario Castagner, nel campionato di serie A 1988/1989. Riuscì a salvare l’Ascoli grazie al filotto. Ora non ci resta che aspettare l’allungo del…filotto.


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