
Stefano Aguzzi, Leonardo Capograssi, Massimiliano Castagna
Resta movimentata la situazione regionale di Forza Italia, dopo il ricorso di alcuni iscritti contro il congresso straordinario di metà maggio che ha eletto segretario l’ex commissario straordinario Francesco Battistoni, unico candidato (leggi qui). L’ex assessore regionale Stefano Aguzzi, dopo le forti critiche espresse per via dell’eccesso di obbedienza rispetto agli ordini romani, era rimasto in Forza Italia ma pare deciso a lasciare il partito.
A San Benedetto invece ad agitare gli azzurri è l’ex candidato sindaco (al tempo con la Lega) Massimiliano Castagna, uscito comunque dal partito. Castagna sottolinea anche la situazione che si sta determinando con i giovani della lista Scelgo San Benedetto.
«Nelle Marche, ma non solo, dentro Forza Italia si starebbe aprendo una riflessione ben più profonda di una semplice disputa interna sulle nomine – scrive Castagna – Il vero tema, infatti, non riguarderebbe la legittimità formale delle procedure adottate, quanto piuttosto l’impostazione stessa dello statuto del partito e il significato reale della partecipazione democratica degli iscritti. L’articolo 33 dello statuto prevede infatti che il Segretario Nazionale nomini direttamente i segretari regionali. Parallelamente, però, il partito organizza congressi territoriali, assemblee e momenti di partecipazione che dovrebbero rappresentare l’espressione democratica della base e della classe dirigente locale. Che funzione hanno realmente i congressi se, alla fine, la scelta decisiva rimane comunque nelle mani del vertice nazionale? I congressi servono a costruire una vera rappresentanza territoriale oppure rischiano di trasformarsi in semplici momenti di ratifica politica?»
«La questione diventa quindi inevitabilmente politica: Forza Italia vuole essere un partito realmente strutturato sulla partecipazione degli iscritti e sulla competizione congressuale oppure un movimento guidato prevalentemente da decisioni verticistiche? Un interrogativo che molti militanti e amministratori locali iniziano a porsi apertamente, soprattutto nei territori dove si avverte la sensazione che il peso della base sia limitato rispetto agli equilibri costruiti ai livelli superiori del partito».
«In questo contesto, vengono citati anche casi di dirigenti che hanno avuto contemporaneamente ruoli organizzativi nazionali e forte influenza sulle dinamiche territoriali, alimentando ulteriormente il dibattito sull’equilibrio tra gestione del partito e reale contendibilità interna. La vicenda marchigiana rischia così di diventare qualcosa di più di una semplice tensione locale: un confronto politico sul modello stesso di partito che Forza Italia intende rappresentare nel futuro. Perché il nodo vero, oggi, non sembra essere chi nomina formalmente i dirigenti, ma quanto spazio reale abbiano gli iscritti nel determinarne la scelta».
«Dentro questo quadro si inseriscono anche le reazioni delle liste che hanno sostenuto la candidatura di Mozzoni. Tra queste c’è ScelgoSanBenedetto, unita in queste elezioni con NoiModerati, con il fondatore Leonardo Capograssi che rivendica il ruolo dei giovani nel risultato elettorale: al momento è probabile che Noi Moderati, che ha piazzato i primi due eletti della lista, presenti un assessore esterno oppure rinunci all’assessore considerando, di fatto, il neo-sindaco espressione del proprio partito)».
«I giovani hanno mandato un segnale chiaro», ha detto Capograssi, leader della lista dei giovani Scelgo San Benedetto. Il fondatore del gruppo (molti che ne facevano parte annunciarono l’uscita da Forza Italia a San Benedetto quando il gruppo consiliare appoggiò il sindaco Spazzafumo) ha poi sottolineato il contributo dei candidati alla campagna elettorale e la volontà di partecipare alla nuova fase amministrativa. «Ora siamo pronti a metterci al servizio della nostra comunità, portando la voce dei giovani in questa amministrazione e mantenendo fede al programma che abbiamo portato avanti in questa campagna elettorale»
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