di Marco Braccetti
Più decoro urbano e vivibilità per San Benedetto. L’amministrazione Mozzoni s’insedia avendo questo concetto come “stella polare”. Cosa fare, in pratica, per dare sostanza a questo intendimento? Cronache Picene mette qui in fila dieci piccole-grandi situazioni mirate: spunti per altrettanti interventi. Quasi tutti di facile risoluzione. Dagli allagamenti alla pubblica illuminazione, passando per la cura delle strade e del patrimonio storico-artistico, anche in un’ottica di accessibilità ai disabili. Quasi tutti, però, si trascinano da anni, mentre la città sconta sempre più problemi di degrado urbano. Iniziamo.
Le piogge degli ultimi giorni hanno portato alla ribalta le (pessime) condizioni di diversi chiusini, un po’ lungo tutta la città. A tal proposito, chissà se in qualche cassetto del municipio c’è ancora quel “Piano straordinario di disostruzione e lavatura dei tombini”, annunciato durante l’amministrazione Piunti e poi accantonato per mancanza di risorse. Obiettivo del Piano: contribuire ad abbassare nettamente il rischio allagamenti, visto e considerato che caditoie e chiusini rappresentano la prima linea di difesa in caso di pioggia. Un Piano pensato per intervenire più volte sugli oltre 9.000 tombini della città ma non attuato a causa dei costi, particolarmente elevati.
Gli asfalti dissestati caratterizzano praticamente tutto il territorio sambenedettese. Segnaliamo, in particolare, una situazione che – all’apparenza – potrebbe essere risolta facilmente. Ossia quella delle radici dei pini che sconquassano via del Palladio. Cronache Picene aveva evidenziato il caso in un servizio datato novembre 2025. In quella sede, il comitato di quartiere (allora presieduto da Alfredo Isopi) aveva richiesto un pronto intervento per sanare una situazione potenzialmente molto pericolosa, soprattutto per gli utenti della strada che si spostano sulle due ruote. A distanza di oltre sei mesi, non si è fatto nulla, anche se – almeno in teoria – un’opera di sistemazione non dovrebbe essere particolarmente complessa, né lunga. Vedremo come si muoverà il nuovo assessore ai lavori pubblici.
Un altro intervento, questo davvero semplice semplice, riguarda l’aggiornamento della toponomastica. Nel settembre scorso, l’amministrazione Spazzafumo intitolò al grande artista Andrea Pazienza una porzione di lungomare: esattamente l’ex viale delle Tamerici. Contestualmente, la vecchia piazzetta Pazienza (nel cuore del quartiere Albula Centro) è stata rinominata piazzetta della Vecchia Pescheria. Peccato che ancora lì campeggi il vecchio nome, creando un’anacronistica ed errata sovrapposizione. Se poi il Comune, con la nuova amministrazione Mozzoni, vorrà correggere anche l’errore ortografico presente sui cartelli del nuovo viale Pazienza, tutto di guadagnato.
Ora un punto che lega cura del patrimonio artistico e attenzione per i disabili. Tutto racchiuso nella miniatura tattile della statua di Kostabi, collocata lungo viale Moretti. La statuina (inserita in un percorso inclusivo, dedicato alla fruizione dell’arte da parte delle persone con gravi problemi di vista) venne rubata nel 2019 e mai ritrovata. Anni fa – anche a seguito di proteste da parte dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) – l’amministrazione comunale si prese l’impegno di realizzare e installarne una nuova, ma di questo iter non s’è saputo più nulla. L’amministrazione Mozzoni risolverà il problema? Cronache Picene lo aveva segnalato più volte, anche dando voce alle perplessità di Gino Troli, presidente del Circolo dei Sambenedettesi.
Due rapidi spunti arrivano dalla pubblica illuminazione. Il primo è nel salotto buono di San Benedetto: tra via Montebello e viale Moretti, dove da tempo immemore alcuni lampioni risultano danneggiati e mai sostituiti. Non dovrebbe volerci poi molto per ripararli. Capitolo differente è il sistema di torri-faro che irradia l’area intorno allo svincolo della sopraelevata, nei pressi del centro commerciale PortoGrande. Qui il compito non è di competenza del Comune ma, in passato, l’amministrazione comunale aveva fatto pressione su chi di dovere per risolvere un problema che complica la sicurezza stradale in uno dei nodi nevralgici della Riviera. Anche in tal caso, Cronache Picene aveva seguito la questione. Attualmente, ci segnalano che lì la Sopraelevata è totalmente al buio. Dunque urge un nuovo intervento.
In tema di mobilità, un intervento facile facile: più rastrelliere per le biciclette in giro per la città. Questo perché, con l’arrivo dell’estate, la sosta selvaggia delle bici è tornata a crescere, creando problemi al passeggio dei pedoni. Come si può notare dalla foto, qualche cittadino lo fa notare con messaggi che non lasciano spazio a dubbi. L’amministrazione Spazzafumo aveva iniziato un percorso fatto di più controlli dei vigili e più spazi per le bici. Un percorso che la nuova maggioranza potrebbe riprendere e, magari, ulteriormente rafforzare.
Capitolo spiaggia: con la stagione ormai avviata, il nuovo sindaco Mozzoni si ritrova con la cervellotica ordinanza del suo predecessore (atto in teoria ancora in vigore) che vieta l’utilizzo di un’ampia porzione della prima spiaggia libera in zona Albula. Questo per motivi di sicurezza legati alla presenza del Pennello. Un’ordinanza che, di fatto, non viene rispettata e che potrebbe essere rimodulata per ottimizzarla con l’effettiva vita balneare di quella zona.
Passando a un gesto altamente simbolico in onore dei morti in mare: sarebbe ora di riparare la torcia che impreziosisce la lapide in ricordo dei caduti del motopesca “Carla”. Siamo al Molo Nord, lungo il muro che ospita il memoriale della marineria sambenedettese. Lì spicca il ricordo su pietra dei 12 morti dell’imbarcazione che, nel 1948, fu investita dall’esplosione di una mina. Da molto tempo, risulta spezzato il sostegno in metallo di una delle due torce (realizzate sempre in metallo) che adornano la lastra con i nomi. Nel 2024 (in occasione del II Novembre) l’allora sindaco Spazzafumo promise un suo interessamento. Ma nulla s’è mosso.
Ultimo ma non ultimo, in estrema sintesi: tanti cittadini si aspettano un cambio di passo sul fronte della lotta contro gli animali infestanti. Troppi topi (tutto l’anno) e troppe zanzare (ai primi tepori) scorrazzano o svolazzano lungo tutta la città. Tanti sambenedettesi auspicano una maggiore incisività nelle attività di derattizzazione e disinfestazione: temi che continuano a generare segnalazioni in diversi quartieri.
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