Una copia della Costituzione nelle mani dei neo diciottenni e un invito a diventare protagonisti della vita pubblica. Nel giorno in cui l’Italia ha celebrato l’80° anniversario della Repubblica, Monteprandone ha accolto simbolicamente nella comunità civica i ragazzi e le ragazze che hanno raggiunto o raggiungeranno la maggiore età nel corso del 2026.
La cerimonia, ospitata martedì sera in piazza IV Novembre, nel cuore del borgo storico, ha rappresentato uno dei momenti più significativi delle celebrazioni del 2 giugno. Davanti alle famiglie, alle autorità civili e militari e ai rappresentanti delle associazioni del territorio, i giovani sono stati chiamati a riflettere sul valore della partecipazione, dei diritti e dei doveri sanciti dalla Carta costituzionale.
Ad aprire l’evento è stato il sindaco Sergio Loggi, che ha ricordato come la Costituzione continui a rappresentare, a ottant’anni dalla sua nascita, uno strumento fondamentale per la crescita democratica del Paese. Un messaggio rivolto in particolare ai nuovi elettori, chiamati da oggi a esercitare il diritto di voto e a contribuire attivamente alla vita della comunità.
Nel corso della serata è intervenuta anche la consigliera comunale e avvocato Meri Cossignani, che ha posto l’attenzione sul significato storico del referendum del 1946 e sulla conquista del suffragio universale femminile.
«Prima del 1946 votavano anche uomini analfabeti, ma non le donne scolarizzate. Da 80 anni anche le donne possono esprimere il proprio voto e decidere delle sorti del nostro Paese», ha ricordato.
Particolarmente apprezzato l’intervento dell’avvocato e docente universitario Jacopo Severo Bartolomei, che ha accompagnato i presenti in una riflessione sul significato più profondo della Costituzione, prendendo spunto dal celebre discorso rivolto ai giovani da Piero Calamandrei nel 1955.
«Giurista e padre costituente, Piero Calamandrei ha spiegato ai giovani che la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile – ha affermato Bartolomei –. Con queste parole Calamandrei voleva dire che la Costituzione vive solo se istituzioni e cittadini la riconoscono come responsabilità quotidiana. La Costituzione è frutto dell’incrocio di tre culture, social-comunista, liberale e democratica, ed è il faro che indica il nostro presente e dirige il nostro futuro. Bisogna viverla come cosa viva».
Un messaggio che ha trovato continuità anche nell’intervento di Alessandro Savino, in rappresentanza dell’Avis Monteprandone, che ha invitato i ragazzi ad avvicinarsi al mondo del volontariato e della donazione del sangue.
«Donare è un gesto che non fa rumore, ma contribuisce al bene comune: quel bene che si realizza insieme a quello degli altri, si realizza se la mia felicità si realizza insieme a quella degli altri».
La serata si è conclusa con il momento più atteso: la consegna della Costituzione ai giovani monteprandonesi che nel 2026 entrano ufficialmente nell’età adulta. Un gesto simbolico ma ricco di significato, accompagnato dalla tradizionale foto di gruppo con le autorità e le famiglie, a suggellare l’ingresso di una nuova generazione nella vita democratica del Paese.
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