Il mare si tinge di verde, ma non c’è alcun allarme. La particolare colorazione comparsa negli ultimi giorni in alcuni tratti del litorale sambenedettese ha incuriosito e, in qualche caso, fatto scattare qualche apprensione tra i bagnanti. Ma dietro quell’insolito colore non c’è nessuna emergenza: sono le alte temperature ad aver favorito una fioritura di microalghe, un fenomeno naturale. E soprattutto le ultime analisi dell’Arpam confermano che la qualità dell’acqua è ottima e che non ci sono problemi per la salubrità della balneazione.
Una conferma importante per la settimana di Ferragosto: periodo-clou dell’estate, col solleone che non demorde, sospingendo migliaia di persone verso il litorale alla ricerca di refrigerio. Le verifiche sulla qualità delle acque vengono effettuate di routine almeno una volta al mese durante la stagione balneare. La costa sambenedettese, dall’Albula al Tronto, è stata suddivisa in otto zone di campionamento e in ciascuna vengono periodicamente prelevati campioni destinati alle analisi. Quelli relativi al controllo di agosto, effettuato pochi giorni fa, hanno dato esito positivo.
La particolare tonalità assunta dall’acqua, dunque, non deve essere confusa con un fenomeno di inquinamento. A determinarla è la presenza di microalghe, la cui proliferazione può essere favorita proprio dalle temperature elevate. Un processo naturale che, in questo caso, non compromette la qualità delle acque e non rappresenta un rischio per chi frequenta la spiaggia.
La promozione dell’Arpam non significa, però, che lungo la costa non esistano tratti in cui il bagno resta vietato. Gli addetti al salvamento ricordano che non è consentito tuffarsi nel tratto di mare compreso nel raggio di 20 metri dalla testata del “Pennello” sull’Albula: divieto legato esclusivamente a ragioni di sicurezza.
Restano off-limits anche le acque antistanti la spiaggia che si estende verso nord per 310 metri a partire dal molo portuale Nord. Qui il divieto è motivato dalla conformazione dei fondali, caratterizzati dalla presenza di avvallamenti che possono risultare pericolosi per i bagnanti.
Vietata la balneazione anche alla foce dell’Albula nel tratto di mare a nord dello sbocco fluviale del Tronto, per una lunghezza di 170 metri. In questo caso, invece, la ragione è di natura ambientale.
Proprio dalle acque vicine alla foce del Tronto, lo scorso luglio, era arrivato l’unico campanello d’allarme sul fronte della salubrità di quest’estate. Le analisi avevano evidenziato una contaminazione batterica che aveva costretto il Comune a disporre temporaneamente il divieto di balneazione. La situazione, tuttavia, era rientrata nel giro di appena 48 ore, dopo le successive verifiche dell’Arpam che avevano escluso la presenza di contaminanti.
Balneazione, sospiro di sollievo: l’Arpam azzera l’allarme alla Sentina















