Ecco la giunta Mozzoni, subito al lavoro: manca soltanto il tassello del segretario particolare del sindaco

SAN BENEDETTO - Presentati i nuovi assessori, intanto il sindaco è a un passo dall'ingresso in Noi Moderati
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Stefano Muzi, Antimo Di Francesco, Agnese Capecci, Simona Alfonsi, Nicola Mozzoni, Cinzia Campanelli, Luigi Anelli, Andrea Traini

 

Giunta ufficializzata e presentata alla città, primo Consiglio Comunale che potrebbe tenersi sabato 13 giugno. Primi passi per l’Amministrazione Mozzoni e primi impegni per la città. Il sindaco in realtà è attivo già da qualche giorno ma da questa giornata anche gli assessori designati possono affiancarlo per la gestione della macchina amministrativa. Quattro uomini e tre donne (clicca qui), parole di elogio per tutte le figure indicate da parte del primo cittadino che ha tenuto a rimarcare l’importanza del lavoro al di là delle polemiche: «Ci tengo a chiedervi di giudicarci per quel che faremo. Oggi non presentiamo una giunta ma un percorso, per la qualità della vita e per le nuove generazioni. Il percorso dovrà rendere la nostra città più moderna, più vivace. Lavoreremo con umiltà e passione÷.

Quattro dei sette assessori nominati hanno avuto già esperienza in questo ruolo: Andrea Traini (Fratelli d’Italia, vicesindaco e assessore all’Urbanistica), il più votato in assoluto e con incarico al Bilancio nella giunta Piunti, consigliere di opposizione uscente nel precedente mandato; Cinzia Campanelli (Centro Civico Popolare, Cultura) ha ricoperto l’incarico per quattro anni nella giunta Spazzafumo, nel settore Turismo, e un po’ a sorpresa per gli strascichi che ci sono stati dopo la caduta dell’Amministrazione Spazzafumo, la Campanelli ha ringraziato proprio l’ex sindaco per il percorso comune. Altro nome che è stato assessore in passato quello di Antimo Di Francesco (lista “Insieme” ovvero la lista del sindaco), che ebbe la delega al Bilancio nelle giunte Gaspari oltre a coprire sempre con Gaspari il ruolo di vicesindaco. E proprio il passaggio dall’allora Partito Democratico (fu anche segretario provinciale) a una compagine che è imperniata sul centrodestra vede Di Francesco sottolineare le diverse sensibilità come motore di possibile ricchezza e non di debolezza. Stefano Muzi (Forza Italia, Lavori Pubblici) è stato invece assessore nel 2025, tra settembre e novembre, proprio nell’ambito dell’accordo tra Forza Italia e Spazzafumo, poi naufragato. Per lui però parlano soprattutto i 10 anni precedenti, da consigliere prima di maggioranza poi di opposizione, e un numero di preferenze in costante crescita.

Le tre novità assolute, alla prima prova elettorale, sono invece Luigi Anelli (Voce Nuova, Commercio), Agnese Capecci (Insieme, Turismo ed Eventi, sta pensando alla formazione di un ufficio comunale dedicato proprio agli eventi cittadini) e Simona Alfonsi (Fratelli d’Italia, Servizi Sociali). Proprio quest’ultima, moglie del compianto Luca Vignoli, già consigliere comunale e assessore, ha in qualche modo ricordato la figura molto amata di Vignoli ricordando come «è stata a prima campagna elettorale che seguo in prima persona, ma ho il ricordo di molte campagne elettorali e devo dire che sono un momento molto bello, perché è possibile ascoltare davvero cosa chiedono i cittadini».

Il sindaco Nicola Mozzoni ha mantenuto sotto la propria responsabilità le deleghe per il Sistema informativo, le Relazioni internazionali, i Contratti e le Grandi opere (si legga innanzitutto l’ex Ballarin, ndr), la Sanità, la Progettazione turistica, le Società partecipate, il Porto e le Politiche del mare, la Polizia locale e la Protezione civile. Mozzoni pronto a diventare a tutti gli effetti un esponente di Noi Moderati, il che spiegherebbe la mancata nomina di un assessore di Noi Moderati in giunta.

Ancora nessuna indicazione circa il segretario particolare del sindaco: Lo comunicheremo a breve – afferma Mozzoni – Potrebbe essere anche un consigliere comunale. La trattativa è in corso, il nome di Pierluigi Tassotti, di Fratelli d’Italia, è il più gettonato anche se Nicolò Bagalini, sempre di FdI, non si tirerebbe indietro. Più indietro Pierfrancesco Troli il quale, ad ogni modo, in caso di nomina degli altri due colleghi di partito rientrerebbe nell’emiciclo per surroga.

 

 

 

 

 



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