di Marco Braccetti
«Con la collaborazione di tutto il Consiglio comunale, faremo grandi cose per San Benedetto». Parole del sindaco Nicola Mozzoni nel corso della seduta inaugurale della nuova consiliatura, celebrata nella mattinata del 13 giugno.
Partenza con una sedia vuota: un fatto che, a memoria dei cronisti amministrativi sambenedettesi, non ha precedenti nella storia recente. All’appello del segretario generale Stefano Zanieri non ha risposto il consigliere di Fratelli d’Italia Nicolò Bagalini. Assenza giustificata da un certificato medico che, però, secondo diversi analisti della politica locale, potrebbe essere ricondotta allo scontento dell’esponente del centrodestra per non essere stato scelto dal sindaco Mozzoni come capo di Gabinetto. Per questo ruolo cruciale, la scelta del primo cittadino dovrebbe ricadere su Pierluigi Tassotti, altro esponente dei meloniani.
Ad ogni buon conto, la prima seduta consiliare si è svolta davanti a un folto pubblico, sotto la presidenza provvisoria di Annalisa Marchegiani, esponente dell’Emiciclo che ha raccolto più voti alle ultime elezioni. Per dirla tutta, il campione delle preferenze è stato Andrea Traini, ma la sua nomina ad assessore lo ha fatto decadere da consigliere.
Comunque sia, uno dei passaggi più significativi è stato il giuramento del sindaco, che Mozzoni ha svolto con voce ferma. Poi l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Qui qualche attimo di suspense, con la minoranza di centrosinistra che ha chiesto e ottenuto la sospensione temporanea dei lavori per attivare una consultazione con il sindaco e con la maggioranza, alla ricerca di una figura da eleggere in maniera condivisa. La maggioranza aveva individuato per quest’alta carica l’ex sindaco Pasqualino Piunti. «Non contestiamo la persona, ma il metodo – ha detto l’esponente Pd Aurora Bottiglieri -. In passato la minoranza veniva sempre coinvolta nella scelta del presidente, mentre stavolta ciò non è avvenuto».
Alla fine si è andati ai voti: la minoranza ha votato scheda bianca (9), mentre la maggioranza compatta ha sostenuto Piunti, che ha ottenuto 15 preferenze. Vicepresidenza tutta al femminile: vengono elette Annalisa Marchegiani (prima vicepresidente) e Margherita Sorge.
«Tra consigli provinciali e comunali, questa è la mia undicesima esperienza in un’assemblea rappresentativa – ha detto Piunti nel suo primo discorso da presidente, citando uno per uno tutti i consiglieri – e devo dirvi che questo Consiglio, in particolare, ha una marcia in più. Qui c’è un mix tra esperienza, novità ed entusiasmo che ci consentirà di dare risposte a questa città. I cittadini, da noi, vogliono delle risposte».
Anche il sindaco Mozzoni ha lanciato un appello all’unità di tutto il Consiglio: «Lavoriamo tutti insieme, con l’obiettivo di lasciare a chi verrà dopo di noi, tra cinque anni, una città migliore di come l’abbiamo trovata». Il riferimento ai cinque anni si presta a qualche suggestione: Mozzoni non ha intenzione di ricandidarsi per un secondo mandato? Domanda lecita alla quale è, ovviamente, troppo presto per dare risposte.
Fabrizio Leone (lista Cambia San Benedetto) è entrato in Consiglio come surroga del candidato sindaco non eletto Giorgio Fede, che si era dimesso sostenendo di non riuscire a svolgere contemporaneamente il doppio ruolo di parlamentare e consigliere comunale. Leone si è seduto in Consiglio esponendo dal proprio scranno la bandiera della Pace. «Dopo le foto di rito la rimuova, il regolamento non lo consente», ha ammonito la presidente provvisoria Marchegiani. Cosa che poi Leone ha prontamente fatto. «Sull’importanza della Pace non ci saranno mai scontri in questo Consiglio – la chiosa del sindaco Mozzoni – ma ci sono delle norme e siamo tutti chiamati a rispettarle».
Altra curiosità arriva dall’elezione del presidente Piunti, con la minoranza di centrosinistra (in particolare i consiglieri Urbinati e Canducci) che contesta uno dei 15 voti arrivati all’ex sindaco. Sulla scheda era scritto “Piunti Presidente”. «È un chiaro segno di riconoscimento del voto e la giurisprudenza dice che deve essere annullato», la linea dell’opposizione, che fa notare come simili meccanismi possano essere ricondotti a tatticismi interni alla maggioranza. Il segretario generale Zanieri non è stato d’accordo e, dunque, il voto contestato è finito tra quelli validi.
Attimi di commozione, seguiti da un applauso dell’intera sala, quando durante uno dei suoi interventi il neosindaco ha ricordato la figura del compianto papà: Domenico Mozzoni, morto a 63 anni nel 2016, ex assessore al Turismo con il sindaco Gaspari e candidato sindaco nel 2001, sconfitto da Domenico Martinelli. «Da mio padre – ha detto il nuovo primo cittadino – ho ricevuto un insegnamento che intendo mettere in pratica: “Quando i meriti sono degli altri, lasciali agli altri; quando le colpe sono degli altri, assumitele tu”».
Infine una curiosità “simbolica”, con il consigliere Canducci che si è detto rammaricato per la scelta di celebrare il primo Consiglio il 13 giugno: «Sarebbe stato bello e importante svolgere la prima seduta il 18 giugno: una data importantissima per la nostra città, perché quel giorno ricordiamo la Liberazione di San Benedetto dal giogo nazifascista».
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