Il ponte sull’Albula torna al centro del dibattito cittadino, tra nuove misure legate alla mobilità estiva e una più ampia riflessione sulla sua destinazione urbanistica e culturale. Il Comune di San Benedetto ha infatti attivato, in via sperimentale per sei mesi, una nuova organizzazione degli spazi in viale Trieste, nell’area compresa tra le carreggiate del ponte, con l’istituzione di una zona dedicata al transito e alla sosta delle biciclette.

 

L’intervento, disciplinato da ordinanza della polizia locale, prevede l’installazione di rastrelliere e segnaletica dedicata, con l’obiettivo di regolamentare l’uso delle due ruote soprattutto nei mesi estivi, quando il lungomare registra il massimo afflusso di residenti e turisti. Una misura pensata per contrastare il fenomeno della sosta selvaggia, che da anni interessa balaustre, pali dell’illuminazione e ogni spazio disponibile, con ricadute sul decoro urbano e sulla fruibilità dei percorsi pedonali.

 

Se da un lato l’intervento punta a rispondere a una criticità concreta e ricorrente, dall’altro riapre il confronto sulla natura stessa di un’area considerata da molti strategica per l’identità cittadina. In questo quadro si inserisce la proposta dell’associazione culturale “l’altrArte”, che rilancia l’idea di un concorso di idee aperto a cittadini, associazioni, studenti e professionisti per immaginare il futuro del ponte sull’Albula.

 

Il ponte sull’Albula visto dall’alto

Secondo il presidente dell’associazione, Piernicola Cocchiaro, la fase estiva potrebbe diventare un’occasione utile per raccogliere proposte progettuali, con una scadenza indicativa fissata a fine settembre. Le idee raccolte potrebbero poi essere valutate da una commissione mista composta da amministratori, tecnici, professionisti e rappresentanti della cittadinanza, con l’obiettivo di arrivare in primavera a una proposta organica di riqualificazione.

 

Cocchiaro sottolinea come il ponte rappresenti un nodo urbano fondamentale, punto di connessione tra il lungomare, il Museo d’Arte sul Mare, il centro cittadino e il Paese Alto, oltre che area di passaggio quotidiano per migliaia di persone. Proprio per questo, evidenzia, la gestione dello spazio non dovrebbe limitarsi a soluzioni funzionali o temporanee, ma inserirsi in una visione più ampia, capace di valorizzarne il ruolo urbano e culturale. L’osservazione riguarda anche l’attuale utilizzo dell’area per la sosta delle biciclette, che secondo l’associazione rischia di ridurre uno spazio potenzialmente identitario a una semplice funzione di deposito.

 

Solo in questo contesto si inserisce anche il precedente dibattito sulla possibile valorizzazione artistica del ponte. In passato, infatti, era stata ipotizzata la collocazione di un’imponente scultura in acciaio corten del maestro Gianfranco Notargiacomo, alta circa cinque metri, accompagnata da elementi decorativi come fioriere. Il progetto, sostenuto anche da un iter autorizzativo che aveva ottenuto il via libera della Soprintendenza, non è però mai giunto alla fase esecutiva, lasciando l’opera ancora senza una collocazione definitiva nonostante la donazione già accolta dal Comune.

 

Tra sperimentazione della mobilità ciclabile, richiami alla pianificazione culturale e proposte di rigenerazione urbana, il ponte sull’Albula si conferma dunque uno degli spazi più discussi della città, ancora in attesa di una definizione stabile e condivisa.

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