
Ficcadenti e Marcelli
Tari 2026, il gruppo consiliare Progressisti per Castorano protesta per gli aumenti registrati nell’ultimo periodo, rivolgendo un appello alla sindaca Rossana Cicconi affinché i costi del servizio vengano contenuti.
«Durante il Consiglio comunale di martedì 30 giugno 2026 – scrivono Luca Marcelli e Luigi Ficcadenti – tra i punti all’ordine del giorno, c’era l’approvazione delle tariffe Tari per il 2026 e del Pef (Piano economico finanziario 2026/2029), regolato a livello nazionale da Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). Il Pef è il documento che quantifica i costi complessivi del servizio di gestione dei rifiuti (raccolta, trasporto, smaltimento, investimenti e spese operative). Su questa base l’ente elabora ogni anno le tariffe Tari.
La spesa totale stabilita dal Pef viene ripartita in due macro-categorie: costi fissi (spese generali, investimenti strutturali e pulizia/spazzamento delle strade) e costi variabili (spese legate direttamente ai quantitativi di rifiuti prodotti, ovvero raccolta, trasporto e trattamento o smaltimento). L’obiettivo del Pef è garantire che tali costi siano integralmente coperti dalla Tari (utenze domestiche e non domestiche). Il Pef approvato dalla maggioranza consiliare passa dai 295.605 euro del 2025 ai 321.620 euro del 2026, con un aumento dei costi pari a 26.015 euro (+8,8%).
E ancora. «Analizzando nel dettaglio il Pef emerge inoltre un dato significativo: l’incremento dei costi non deriva principalmente da una maggiore produzione di rifiuti o da un forte aumento dei costi di smaltimento, poiché la componente variabile registra un incremento molto contenuto (221.925 euro nel 2026 e 217.868,00 euro nel 2025). L’aumento più consistente riguarda invece i costi fissi e organizzativi del servizio, che crescono del 28,32% e rappresentano il principale fattore che ha determinato il rialzo delle tariffe Tari (99.090 euro nel 2026 e 77.221 nel 2025). Per le utenze domestiche, mettendo a confronto le tariffe del 2025 con quelle del 2026, il rincaro oscilla tra i 10 e i 24 euro circa all’anno per una casa di 100 metri quadri e in base alla numerosità del nucleo familiare».
Secondo Progressisti per Castorano, in sintesi, «durante il mandato del sindaco Cicconi abbiamo assistito ad un consistente aumento del Pef, che è passato dai 269.147 euro del 2024 ai 321.620 euro del 2026, con un incremento complessivo di 52.473 euro».
Nel biennio 2024/2026, continua la nota, «la Tari risulta aumentata del 19,50%. Pur essendo il Pef disciplinato dalle regole stabilite da Arera e influenzato anche da fattori esterni, riteniamo che l’Amministrazione comunale debba interrogarsi sulla propria capacità di contenere i costi e migliorare l’efficienza del servizio, soprattutto quando gli aumenti risultano concentrati nella componente fissa del Pef, cioè quelli che l’ente ha a prescindere da quanti rifiuti producono i singoli cittadini.
La realtà è che ogni anno i costi aumentano, mentre i cittadini continuano a non percepire un miglioramento concreto della qualità del servizio. Anche la percentuale della raccolta differenziata – di cui abbiamo ampiamente parlato recentemente – continua a non registrare progressi significativi, relegando Castorano agli ultimi posti tra i Comuni della Vallata del Tronto. Per questo è tempo di sforzarsi di trovare soluzioni alternative, anche alla luce dell’investimento finanziato con fondi Pnrr, gestito dalla PicenAmbiente, per un importo complessivo di 160.059,40 euro, che prevede l’installazione di isole ecologiche intelligenti e cassonetti smart per la raccolta dell’indifferenziato».
Per il gruppo la Tari può e deve diminuire attraverso una gestione più efficiente del servizio, l’aumento della raccolta differenziata e una campagna informativa che stimoli i cittadini a conferire correttamente i rifiuti.
Già, ma nel concreto? «Il nostro auspicio è che a breve si apra una seria riflessione politica sulla reale efficacia del servizio di raccolta “porta a porta”, l’attuale sistema di gestione dei rifiuti, i cui costi risultano particolarmente elevati e che, sulla base dei dati disponibili, negli anni non sembra aver prodotto risultati soddisfacenti, né sotto il profilo dell’aumento della raccolta differenziata né sotto quello del contenimento dei costi.
Siamo fiduciosi che grazie al progetto finanziato con fondi Pnrr, si possa giungere entro breve all’introduzione della Tariffa puntuale sui rifiuti (Tarip), che, a differenza della Tari, si propone di incentivare comportamenti più responsabili nella gestione dei rifiuti, premiando chi produce meno indifferenziato. Un sistema che consente di determinare in modo più equo l’importo dovuto e di premiare concretamente i comportamenti virtuosi.
Al sindaco e all’assessore Schiavoni rivolgiamo un invito chiaro – concludono Marcelli e Ficcadenti – i cittadini hanno diritto a un servizio più efficiente e a una tariffa commisurata alla qualità delle prestazioni ricevute. Continuare ad aumentare i costi senza migliorare il servizio non può rappresentare una prospettiva più sostenibile per la nostra comunità».














