Una partecipazione da tutto esaurito per la giornata che domenica 5 luglio Sassoferrato dedicata a Pane e zolfo, il cortometraggio di Gillo Pontecorvo che racconta l’epica vicenda dei minatori di Cabernardi. Un appuntamento che ha richiamato cittadini, turisti, discendenti, appassionati e istituzioni, confermando il forte legame del territorio con la propria storia e il grande interesse per la riscoperta del patrimonio cinematografico marchigiano.

 

Il sindaco Maurizio Greci e (a dx) il presidente Andrea Agostini

Promossa dal Comune di Sassoferrato, dall’associazione culturale “La Miniera” Odv e dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, la giornata ha rappresentato un intenso momento di memoria collettiva e di riflessione sul valore della cultura come strumento di conservazione dell’identità di un territorio.

 

Fulcro dell’iniziativa è stata la prima visione della versione digitalizzata di Pane e zolfo (1956), restituita al pubblico grazie all’intervento della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, che ne ha promosso il recupero e la digitalizzazione realizzata dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna a partire dall’unica copia emulsionata a colori esistente.

 

L’emozione ha accompagnato l’intera giornata, culminata nella proiezione serale del cortometraggio, accolta da una platea gremita e da lunghi applausi. Un’emozione palpabile, alimentata dal ricordo della storica occupazione della miniera di Cabernardi da parte dei “Sepolti Vivi”, una delle pagine più significative della storia del lavoro nelle Marche, ma anche dalla restituzione alla comunità di un documento cinematografico di straordinario valore storico e culturale. Il recupero dell’opera ha riportato alla luce un film che non racconta soltanto la chiusura della miniera, ma custodisce i volti, le testimonianze e la memoria di un’intera comunità, trasformando il cinema in uno strumento di trasmissione della memoria collettiva.

 

Il programma della giornata si è aperto con le visite condotte dallo staff della Happennines Soc Coop iniziando con l’itinerario “Infra lo sasso e ‘l ferro” nel centro storico di Sassoferrato, uno de I Borghi più belli d’Italia, e proseguendo con le visite guidate alla comunità mineraria di Cantarino e Cabernardi. Nel pomeriggio il Parco Archeominerario ha ospitato il talk Voci dalla miniera moderato dall’ex direttore de Il Sole 24ore Alberto Orioli, con la partecipazione delle istituzioni territoriali, di Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, di Marco Pontecorvo, regista e figlio del regista, e dell’animatore, regista e illustratore Simone Massi in videocollegamento.

 

«Oggi per me è un’esperienza e un’emozione particolare questa. Avevo già visto alcuni lavori di mio padre, anche un film di finzione o ambientati anche nella mia città, Roma. – racconta Marco Pontecorvo regista e figlio di Gillo Pontecorvo – Qui, invece, è diverso, perché si entra in un mondo che non conoscevo e, allo stesso tempo, in un’epoca molto lontana, quella in cui lui stava iniziando il suo percorso. Guardando questo lavoro immagino anche le difficoltà degli inizi, quando si hanno meno mezzi e meno risorse. Eppure c’è già un’anima, uno sguardo, che è rimasto il suo e che si riconosce chiaramente».

«Pane e Zolfo racconta una storia che appartiene profondamente alla nostra comunità e al nostro territorio, ed è firmato da un grandissimo regista come Gillo Pontecorvo. Per decenni siamo stati abituati a conoscerlo nella versione in bianco e nero; poterlo oggi rivedere a colori significa riscoprire un patrimonio straordinario e restituire nuova forza a una memoria che continua a essere parte della nostra identità. Siamo davvero entusiasti di poter condividere questo momento con la comunità e con tutto il pubblico intervenuto» dichiara il sindaco di Sassoferrato Maurizio Greci.

«L’impegno più grande è quello della comunità di Sassoferrato. Noi come Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission facciamo la nostra parte, lavorando per preservare, valorizzare e rendere accessibile il patrimonio audiovisivo delle Marche. Quando nel 1952 qui si scriveva la storia, a 500 metri sotto terra, nel buio, c’era chi vedeva la luce e la speranza» spiega Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.

La serata si è conclusa con la proiezione del cortometraggio documentario Macchina Continua di Ruben Gagliardini, dedicato alla storia della cartiera di Fabriano, in un ideale passaggio di testimone tra la memoria della grande stagione mineraria marchigiana e quella dell’industria manifatturiera del territorio.

Il successo dell’iniziativa conferma il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori culturali nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio audiovisivo regionale.

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