Il presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Andrea Agostini, ha rinunciato all’incarico di direttore ad interim dell’ente.
È lo stesso Agostini a spiegare la motivazione della sua decisione, affidandosi a un comunicato stampa: «Martedì scorso, in qualità di presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, ho rassegnato al consiglio di amministrazione le dimissioni dall’incarico di direttore facente funzioni ad interim. Le funzioni sono state quindi assunte collegialmente dagli altri componenti del CdA».
Le motivazioni sono agli atti, ma per il presidente è utile chiarirle. «Sia il CdA, con verbale del 18 settembre 2025, sia la Regione Marche e il Comune di Ancona, attraverso il Comitato di Controllo Analogo (verbale del 13 ottobre 2025), mi avevano chiesto di assumere anche il ruolo di direttore, pur essendo noto che lo Statuto prevede che il presidente e i membri del CdA non siano retribuiti, mentre il direttore sì. A quella richiesta avevo dato la mia disponibilità. Oggi però le condizioni sono cambiate, dai recenti scambi tra il nuovo CdA, insediato l’11 maggio 2026, e il Comitato di Controllo Analogo, mi è stato chiesto di continuare a svolgere le stesse funzioni di direttore, ma questa volta senza retribuzione. Una richiesta legittima, ma alla quale ho ritenuto di non poter aderire. Per garantire piena libertà di discussione e di voto al Consiglio, ho lasciato momentaneamente la seduta, rientrando successivamente per il prosieguo dei lavori. Non vi è stata alcuna tensione, ma una semplice presa d’atto».
«Desidero essere molto chiaro su un punto: in questi anni – aggiunge il presidente – sto svolgendo il ruolo di presidente con il massimo impegno, senza percepire alcun compenso. Ma il ruolo di direttore è cosa diversa, significa assumersi la gestione del personale, la responsabilità amministrativa, la firma su tutte le procedure, inclusi bandi europei per milioni di euro. È un incarico che richiede competenze, tempo e responsabilità concrete. È legittimo chiedersi: chi sarebbe disposto a svolgere tutto questo gratuitamente? O si pensa forse che, trattandosi di cultura, non si tratti di un vero lavoro? La cultura è spesso al centro dei discorsi pubblici, ma se nei fatti non le si riconosce dignità professionale, il rischio è di svuotarla di valore. Nelle mie intenzioni, l’incarico di direttore pro tempore avrebbe dovuto essere breve. Si è invece protratto da fine settembre 2025 fino a martedì scorso perché il CdA a cui compete il bando di selezione, scaduto a novembre 2025, è stato ricostituito soltanto a fine aprile scorso e ancora oggi è in attesa del parere della Regione per procedere alla selezione del nuovo direttore».
Capitolo controlli Anac: «L’Autorità nazionale Anticorruzione, interpellata da qualcuno sulla questione del mio doppio ruolo di presidente e direttore, non ha sollevato alcuna contestazione né avviato procedimenti nei miei confronti o della Fondazione. Si è limitata – puntualizza il presidente – a richiedere informazioni per verificare eventuali presupposti di incompatibilità, già esaminati ed esclusi proprio dalla risposta del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Allora di cosa stiamo parlando? Alla luce di tutto questo la questione appare chiara, si tratta, piuttosto, di dinamiche politiche: c’è chi, fin dall’inizio, avrebbe preferito una figura diversa da me alla presidenza della Fondazione, sia nel mio primo mandato quanto soprattutto nel secondo. Sull’operato che ho svolto in questi anni non spetta a me esprimere giudizi, resta il fatto che il presidente della Regione Marche mi ha nominato nel 2022 e riconfermato nel 2026».















