Sulla vertenza Beko interviene il deputato piceno Augusto Curti, che esprime preoccupazione per l’attuazione del piano industriale concordato tra l’azienda e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

 

Augusto Curti

«Il Governo e la filiera marchigiana di centrodestra hanno presentato l’accordo tra Beko e Ministero come la soluzione a una crisi industriale particolarmente complessa. Si trattava di un piano di riequilibrio nel quale la riduzione degli organici avrebbe dovuto essere compensata da investimenti, nuovi prodotti e volumi produttivi in grado di garantire competitività nel medio periodo», afferma il parlamentare.

 

Secondo Curti, però, l’attuazione del piano starebbe procedendo in modo squilibrato. «Oggi gli stabilimenti perdono forza lavoro, mentre degli investimenti sembra non esserci traccia. A Comunanza, dove i sindacati segnalano da tempo il mancato rispetto dei programmi concordati, nel mese di luglio sono previste sei giornate di cassa integrazione e ad agosto si lavorerà un solo giorno. A Fabriano e Melano le uscite di personale stanno superando le previsioni, mentre l’introduzione dei nuovi prodotti e il consolidamento della capacità competitiva continuano a registrare ritardi».

 

Per il deputato, il piano starebbe procedendo «a due velocità»: da una parte la riduzione del costo del lavoro, dall’altra gli investimenti e le misure di rilancio industriale, che secondo Curti risultano ancora ferme. «È una strategia che indebolisce le fondamenta produttive degli stabilimenti anziché consolidarle, ed è esattamente l’esito che l’accordo avrebbe dovuto scongiurare», sostiene.

 

Curti richiama inoltre il ruolo delle istituzioni nel garantire il rispetto degli impegni assunti e la tutela dell’occupazione, soprattutto nelle aree più fragili dal punto di vista economico e produttivo.

 

Tra le proposte avanzate dal parlamentare figurano l’adozione di un cronoprogramma pubblico e verificabile, la definizione di obiettivi produttivi misurabili per ciascun sito e un monitoraggio periodico dello stato di avanzamento degli impegni previsti dall’accordo.

 

Infine, Curti annuncia un’iniziativa parlamentare sulla vicenda: «Presenterò un’interrogazione urgente al ministro competente e chiederò la riconvocazione immediata del tavolo ministeriale, prima che il ridimensionamento produca effetti irreversibili sulla continuità degli stabilimenti».

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