La Quintana si è conclusa da qualche giorno ma il confronto sulle varie prestazioni dei cavalieri non si ferma. La Giostra di sabato ha visto il trionfo di Luca Innocenzi del sestiere di Porta Solestà, che ha conquistato l’ennesimo successo, regalando al sestiere gialloblù il 39° Palio.

Luca Innocenzi (foto Giorgi)

 

Grande la soddisfazione del caposestiere gialloblù Andrea Mancini.

 

«È una gioia immensa. Vincere un Palio è sempre qualcosa di speciale, ma questa vittoria è il frutto del lavoro di un intero sestiere – dice – . Dietro questo successo ci sono mesi di impegno, sacrificio e passione da parte di tantissimi volontari che ogni giorno dedicano tempo e cuore a Porta Solestà. Un grazie va naturalmente a Luca Innocenzi e a tutto il suo staff per l’ennesima straordinaria prestazione: ogni anno riescono a rendere normale qualcosa che invece è straordinario. Vedere esultare il nostro popolo è l’emozione più grande e il premio più bello per tutto quello che facciamo durante l’anno. Desidero inoltre ringraziare il nostro Console, il Comitato di Sestiere e tutti coloro che, spesso lontano dai riflettori, hanno contribuito a questo risultato con il loro lavoro e la loro dedizione. Un sincero ringraziamento va anche al Magnifico Messere, al Consiglio degli Anziani e all’Amministrazione Comunale per l’eccellente organizzazione della Quintana, che ancora una volta ha regalato alla città uno spettacolo di altissimo livello».

 

Mentre a Porta Solestà si festeggia, negli altri sestieri è tempo di analisi, con cavalieri e caposestieri che analizzano tempi e penalità, sottolineando come alcuni errori abbiano inciso in maniera determinante sul risultato finale.
Per la Piazzarola, la Quintana è stata condizionata sin dall’inizio, a causa delle precarie condizioni di salute del cavaliere Davide Dimarti.

Dimarti

 

«È stata una Giostra decisamente anomala – spiega il caposestiere Luca FattoriDavide è rimasto in dubbio fino alle 18, tanto che il secondo cavaliere era già pronto a scendere in pista. Alla fine il nostro cavaliere si è reso disponibile, ma è apparso fin da subito in evidenti condizioni di debolezza, come abbiamo visto nelle diverse tornate, soprattutto nella terza. Per noi la Giostra è risultata compromessa fin dall’inizio e, nel complesso, non è stata una Quintana all’altezza dell’ultima disputata ad agosto dello scorso anno. Il divario tra Innocenzi e gli altri cavalieri è stato ancora più ampio: si è potuto permettere una terza tornata, grazie al vantaggio accumulato, facendo registrare comunque un ottimo tempo. Per gli altri sestieri si è trattato di un passo indietro. L’auspicio è che la Quintana di agosto possa essere molto più equilibrata».

 

Sulla stessa linea il cavaliere biancorosso Dimarti: «Da sabato sera non sono ancora tornato in sella a causa della mia debilitata forma fisica. In questi giorni stiamo analizzando la giostra di sabato, per quello che è possibile analizzare, consapevoli di avere una cavalla fortissima ma ancora giovane. Proprio per questo, per far funzionare al meglio il nostro binomio, abbiamo bisogno che io sia al cento per cento. A breve tornerò in sella per apportare i dovuti accorgimenti dopo la giostra di sabato. La decisione di correre è stata esclusivamente mia. Rinunciare non me lo sarei mai perdonato, dopo tutti i sacrifici fatti da me e da tutta la scuderia. Sentivo il dovere di esserci e di dare tutto quello che avevo, soprattutto per il mio Sestiere. Continueremo a lavorare con ancora più determinazione, perché questo gruppo merita di esprimere tutto il suo valore».

Melosso

 

Anche da Porta Romana, c’è un po’ di amarezza per il risultato finale. «È stata una Quintana molto difficile, ho avuto dei problemi alla prima tornata – dice il cavaliere Lorenzo Melosso -. Sono amareggiato e dispiaciuto, la mia Quintana è durata circa 20 secondi, quello scivolone iniziale ha compromesso tutta la Giostra, il cavallo si è impaurito ed ha faticato a ritrovare il ritmo giusto per continuare la prestazione. Mi dispiace, ero arrivato forte sul primo bersaglio in 18,7 secondi, da un tempo finale di 50 secondi basso. Credo di aver perso piu di 1 secondo e mezzo, era una tornata da 50 e mezzo. Occorre sicuramente un’altra Quintana».

 

Fiducia nel giovane cavaliere ascolano da parte del caposestiere rossoblù Luigi De Santis: «Eravamo entrati con la convinzione di poter fare ottime cose, purtroppo l’inciampo alla prima tornata ha complicato tutto lo svolgimento della Giostra, ma siamo consapevoli che ci stiamo, abbiamo un ottimo cavaliere, un ottimo cavallo e sicuramente ci rifaremo ad agosto, sarà tutta un’altra storia».

 

Amarezza anche nella parole di Adalberto Rauco, cavaliere di Porta Maggiore: «Avevamo tante belle aspettative sul cavallo che comunque ci aveva dato delle buone garanzie durante le prove, però sabato sera non era al top della forma e penso che si sia visto. Per il resto, io ho cercato di fare del mio meglio per tirargli fuori tutto quello che potevo, però evidentemente deve aver accusato un pó la fatica. Sicuramente non era il cavallo delle prove ufficiali. Peccato perché sennò avremmo scelto sicuramente un’altra cavalcatura, però purtroppo sono esseri viventi anche loro e non possono parlare, non ci possono dire quello che hanno in quel momento. Peccato perché comunque alla fine se avessimo fatto dei tempi un pochino migliori saremmo stati sicuramente competitivi, però cercheremo di rifarci sicuramente per la Giostra di agosto».

Zannori

 

Tra gli episodi che hanno caratterizzato la Giostra di luglio l’uscita di pista di Mattia Zannori, cavaliere di Porta Tufilla.

 

«C’è poco da dire – spiega – è stata una Giostra sicuramente molto deludente, che nessuno si aspettava, io per primo. Il cavallo sta con me da quattro anni, abbiamo corso insieme anche altre Giostre in giro per l’Italia e non aveva mai evidenziato questa problematica né nelle altre gare che ha disputato né in tutte le prove che ha svolto alla Squarcia da febbraio ad oggi. È stata sicuramente una sorpresa che nessuno si aspettava. C’è da capire cosa è successo, rimboccarsi le maniche, trovare la soluzione e prepararsi per la Quintana di agosto nella maniera migliore, cercando di essere il più competitivi possibile, come potevamo esserlo sabato dalle prove che avevamo fatto».

Rauco

 

Sulla stessa linea anche il console Francesco Mazzocchi: «Siamo amareggiati per il risultato e nei prossimi giorni, insieme allo staff e alla scuderia, ci siederemo per analizzare quanto accaduto. Per quanto riguarda il cavallo, riteniamo che il cavaliere debba sentirsi libero di scegliere la cavalcatura che ritiene più idonea. Non crediamo sia giusto imporre una scelta. Nel corso del tempo, dall’inverno fino a oggi, insieme a Massimo Gubbini è stato fatto un percorso condiviso e, da questo punto di vista, non c’è alcun problema. La fiducia nei confronti di Mattia resta massima».

 

Archiviata la Giostra della Madonna della Pace, l’attenzione è già rivolta al prossimo appuntamento estivo, la Quintana di domenica 2 agosto dedicata al Santo Patrono Sant’Emidio. Il Palio è stato affidato ad Antonio Marras, artista sardo che ha consolidato il suo rapporto con Ascoli nel 2025 con la mostra ” Vedere per credere. L’ombra di Cecco” allestita al Forte Malatesta.

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