Importante operazione congiunta condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagni di San Benedetto del Trono e dagli Agenti della Sottosezione della Polizia Stradale di Porto San Giorgio ha portato all’arresto in flagranza di reato di un uomo, resosi responsabile di una grave truffa aggravata ai danni di un’anziana signora e protagonista di un pericoloso inseguimento stradale.

I fatti hanno avuto inizio nella mattinata a Fano, quando un’anziana donna è stata contattata telefonicamente da uno sconosciuto che si è falsamente qualificato come Carabiniere.

L’impostore le ha fatto credere che l’autovettura del marito fosse rimasta coinvolta in una rapina in gioielleria ad Ancona, preannunciando la visita di un “perito del tribunale” incaricato di visionare i preziosi di famiglia per confrontarli con la presunta refurtiva.
Poco dopo, il truffatore si è presentato alla porta della vittima. La donna, in forte stato di agitazione per le notizie ricevute, ha assecondato le richieste consegnando denaro in contanti e numerosi gioielli di famiglia (tra cui orologi di lusso, collane di perle, monete e anelli d’oro) per un valore stimato di ben 40.000 euro. Per garantirsi la fuga, i malfattori hanno applicato un copione consolidato: hanno contattato telefonicamente il figlio della vittima, intimandogli di recarsi urgentemente presso il tribunale di Pesaro e poi in caserma a Fano, con il solo scopo di tenerlo lontano dall’abitazione e ritardare la scoperta del raggiro.

Resasi conto di essere stata vittima di una truffa, la donna ha immediatamente sporto denuncia, fornendo ai militari le preziose immagini del proprio sistema di videosorveglianza che immortalavano il malvivente allontanarsi con la refurtiva occultata in uno zainetto.

Diramate le ricerche in tutta la fascia costiera, nel primo pomeriggio una pattuglia della Polizia Stradale ha intercettato l’autovettura sospetta nei pressi del casello autostradale A14 di Porto San Giorgio, mentre procedeva a forte velocità in direzione sud. Ignorando l’alt imposto dagli agenti con i sistemi luminosi e acustici, il conducente ha innescato un inseguimento, forzando e danneggiando la sbarra del casello di Pedaso per poi immettersi sulla statale Adriatica.

Durante la fuga verso Grottammare, l’utilitaria ha persino impattato contro un’altra vettura proveniente dal senso opposto, proseguendo la corsa incurante dei potenziali danni e lesioni provocati a terzi.

Giunto in un’area sterrata a Grottammare, circondata da fitta vegetazione, il conducente ha abbandonato il veicolo – all’interno del quale si trovavano anche una donna e due minori – dandosi a una precipitosa fuga a piedi nelle campagne.

Grazie a un rapido e serrato rastrellamento dell’area condotto dalle pattuglie dei Carabinieri, l’uomo è stato rintracciato e bloccato a pochi chilometri di distanza dall’auto abbandonata.

Sul fermato sono stati rinvenuti 500 euro in contanti, nascosti nella cover del cellulare, che corrispondeva a quello immortalato dalle telecamere di casa della vittima. Successivamente, con il fondamentale supporto del personale della Protezione Civile, è stato rinvenuto anche lo zainetto verde, che il truffatore aveva tentato di nascondere sotto alcune sterpaglie.

All’interno vi era l’intero e ingente quantitativo di gioielli sottratto all’anziana, che in serata ha potuto riconoscere formalmente, e con assoluta certezza, tutta la refurtiva.
L’uomo è stato dichiarato in arresto per truffa in concorso, aggravata dall’aver approfittato della minorata difesa di una persona ultrasessantacinquenne e per resistenza.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo, l’arrestato è stato associato presso la locale Casa Circondariale in attesa della celebrazione del rito di convalida.

Il giudice di Fermo ha convalidato l’arresto e disposto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Sono state inoltre attivate le procedure per l’adozione di idonee misure di prevenzione e interessati i Servizi Sociali locali per la tutela dei minori coinvolti.

Le indagini proseguono per identificare i complici che hanno preso parte all’azione criminale.

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