
Bagni al Castellano, agosto 2026

La strada di accesso
Basta recarsi in loco durante uno di questi giorni, tra i più affollati dell’anno, per farsi un’idea. L’area, sempre piena soprattutto di giovani (molti minorenni), sembra in preda al lassismo più completo. Non che negli anni addietro la situazione fosse migliore; diciamo pure che nel tempo qui ne sono successe, purtroppo. Vittime, persone salve per miracolo, incidenti.
A nulla però è giovato, anzi. Oggi sembra anche peggio. Nella giornata di mercoledì 12 agosto il ragazzo ha dunque rischiato la vita battendo con violenza il capo su una roccia. Un altro episodio ad arricchire la lista nera. In un contesto generale che scricchiola da tutte le parti.

I blocchi di pietra
In primis la via di accesso, una strada asfaltata stretta che scende fino ad un piccolo parcheggio, che va subito sold out. Così, auto e motorini vengono posteggiati proprio lungo la strada, su ambo i lati, strada che finisce per diventare un budello, in pratica. Chiedere agli operatori del 118, messi a dura prova durante l’arrivo dell’ambulanza (nel frattempo un’altra persona aveva accusato un malore), che ha fatto non poca fatica per districarsi e transitare. Inammissibile, soprattutto quando ci sono vite in gioco. Eppure il fatto che qui si radunino centinaia di persone al giorno è cosa nota, così come è cosa nota che nei pressi vi siano anche degli uffici con dipendenti che ogni giorno si recano al lavoro.
In discussione c’è anche l’accessibilità al fiume: ma a cosa servono i due grandi blocchi di cemento posti all’inizio del ponticello di legno? Evidentemente non ad evitare che ci passino le persone. Che non a caso arrivano in massa a fare più o meno quello che vogliono, specie nelle giornate più calde. Urla, musica a palla, campeggi, sbraciate e chi più ne ha più ne metta, spesso senza il minimo rispetto per il contesto naturalistico fatto di acqua cristallina, flora e fauna di un certo tipo. Ed i rifiuti che vengono abbandonati puntualmente in maniera indiscriminata ne sono l’inconfutabile prova.

Il rispetto, a ben vedere, manca non solo verso la natura. Ma anche verso il corretto approccio con l’acqua. Sottovalutare il fiume rappresenta infatti l’errore più grande che si possa fare, in quanto trattasi di un ambiente particolare dove la prudenza dovrebbe essere massima. E invece a volte sembra proprio il contrario.
Infine, chiosa drammatica sulla mancanza di servizi igienici, che nel melange con inciviltà, incoscienza, maleducazione ed anarchia produce un quadro desolante. A cui forse è il caso di mettere mano prima possibile.
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