Il modello di insegnamento dell’educazione civica dell’Istituto di Istruzione Superiore “Orsini-Licini”, 1200 studenti tra Liceo scientifico e artistico, ha attirato l’attenzione dell’Indire, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, il braccio del Ministero dell’Istruzione che monitora e certifica le pratiche più avanzate nelle scuole italiane. Una pubblicazione sul sito dell’ente equivale a un riconoscimento ufficiale di qualità didattica a livello nazionale e il modello merita di essere raccontato.

 

Il Liceo scientifico “Orsini”

L’educazione civica è obbligatoria nelle scuole secondarie dal 2020: 33 ore annuali, a carattere trasversale. Nella maggior parte degli istituti italiani quella trasversalità si è tradotta in frammentazione mentre l’IIS “Orsini-Licini”, guidato dalla dirigente scolastica Cinzia Pettinelli, ha scelto una strada radicalmente diversa.

La distinzione fondamentale su cui si regge il sistema è quella tra una parte comune e centralizzata che garantisce a tutti gli stessi saperi e una parte progettuale affidata ai consigli di classe in cui le conoscenze si trasformano in competenze reali.

Le lezioni delle 20 ore centralizzate si articolano nei quattro moduli tematici Costituzione, sviluppo sostenibile, sviluppo economico e cittadinanza digitale indicati dalla normativa ministeriale e sono trasmesse in sincrono a tutte le classi dello stesso anno attraverso la piattaforma digitale dell’istituto.
Le restanti 13 ore sono dedicate a progetti di cittadinanza attiva, incontri con esperti, attività laboratoriali, percorsi legati al territorio. E’ così che la conoscenza acquisita diventa competenza, capacità di confronto e di partecipazione civica.

 

Il Liceo artistico “Licini”

Con questo modello la valutazione finale restituisce un voto che racconta davvero il percorso dello studente.
Dietro questo modello c’è un investimento serio: Chromebook per ogni studente, connessioni stabili, un team digitale che gestisce le verifiche computerizzate per oltre mille studenti, una sinergia tra dirigenza, docenti e personale tecnico costruita nel tempo.

Il modello dell’Orsini-Licini dimostra che innovare nella scuola pubblica è possibile, anche in una città di provincia e se l’Indire lo mette in vetrina anche l’intero territorio cresce in termini di innovazione didattica nazionale.

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