
Foto di gruppo in occasione della consegna del cantiere
Un passaggio decisivo, atteso da dieci anni, per la ricostruzione di Arquata del Tronto. Sono stati consegnati oggi, 31 agosto, i lavori per la realizzazione delle opere di stabilizzazione e sostegno del centro storico del capoluogo, infrastruttura strategica e indispensabile per consentire la successiva ricostruzione degli edifici pubblici e privati dell’antico incasato. L’intervento prevede circa 50 milioni di euro di lavori, all’interno di un quadro economico complessivo di 71 milioni di euro, e rappresenta una delle opere tecnicamente più complesse dell’intera ricostruzione post sisma 2016.
Il progetto è stato redatto dall’Usr Marche, con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre, centro di competenza del Dipartimento di Protezione Civile, a sua volta coadiuvato da Tecnoart, dall’Università di Pavia, dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dall’Università Politecnica delle Marche e dalla Scuola Universitaria di Pavia.
La consegna dei lavori segue la conclusione, lo scorso 19 agosto, dell’ultimo tavolo tecnico dedicato alla verifica del progetto esecutivo. Le soluzioni progettuali individuate sono state ritenute tecnicamente rispondenti agli obiettivi dell’intervento e, dopo il completamento delle ultime integrazioni documentali, economiche e relative alla sicurezza, si entra ora nella fase operativa.

Le firme per l’avvio delle attività di cantiere
I PASSI DEL CANTIERE – Le attività di cantiere prenderanno concretamente avvio nei primi giorni di settembre. In una prima fase saranno impegnate circa 20 maestranze, con un progressivo incremento delle lavorazioni e del personale fino a raggiungere la piena operatività con circa 60 addetti e più attività condotte contemporaneamente.
Fin dalle prime settimane saranno trasferite ad Arquata macchine perforatrici altamente specialistiche. Le prime lavorazioni interesseranno il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso al capoluogo, attraverso la realizzazione di micropali verticali e inclinati.
Contestualmente prenderà avvio la costruzione di due grandi pozzi sotterranei in cemento armato, ciascuno del diametro di circa otto metri. Da queste strutture si svilupperà un articolato sistema composto da 328 tiranti attivi permanenti, per uno sviluppo complessivo di 12.970 metri, destinato a garantire il consolidamento profondo della collina sulla quale sorge il borgo.
Una volta realizzate le principali opere geotecniche sarà possibile procedere con la ricostruzione dei terrazzamenti, dei muri di sostegno e delle platee di fondazione degli edifici pubblici e privati.
Il progetto prevede inoltre una soluzione di particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza: l’intero abitato sarà isolato sismicamente, attraverso un sistema concepito per elevare in maniera significativa il livello di protezione del nuovo centro storico.
Accanto alla sicurezza strutturale, il progetto guarda anche alla sostenibilità e all’efficienza energetica. Il nuovo borgo sarà infatti alimentato attraverso sorgenti energetiche centralizzate, con l’obiettivo di ridurre i consumi, migliorare l’efficienza degli impianti e garantire elevati standard di comfort ambientale.
L’intervento comprende anche la realizzazione e il rifacimento delle strade, delle reti fognarie, idriche ed elettriche, oltre a cunicoli tecnologici ispezionabili destinati ad accogliere i sottoservizi, così da rendere più agevole nel tempo la manutenzione delle infrastrutture senza interferire con gli spazi urbani.
«La consegna di questi lavori segna uno dei momenti più importanti nel percorso di rinascita di Arquata del Tronto – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli – Non siamo di fronte soltanto a un’opera di consolidamento, ma alla realizzazione dell’infrastruttura che renderà materialmente possibile ricostruire l’intero capoluogo. La complessità geologica e strutturale di Arquata ha richiesto soluzioni tecnologiche e ingegneristiche di altissimo livello. Oggi entriamo finalmente nella fase del cantiere, con un programma preciso e con lavorazioni destinate a crescere rapidamente nelle prossime settimane.
Vogliamo ricostruire un borgo capace di conservare la propria identità e la propria configurazione storica, ma con standard di sicurezza, sostenibilità ed efficienza profondamente superiori rispetto al passato. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr Marche, Eucentre, tutte le Università coinvolte e il sindaco Michele Franchi per l’incredibile sinergia, essenziale per raggiungere un risultato di questa portata».
Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli aggiunge che «La consegna dei lavori per le opere di stabilizzazione e sostegno del centro storico di Arquata del Tronto rappresenta un passaggio fondamentale per la rinascita di uno dei luoghi simbolo del sisma del 2016. Dopo un percorso lungo e tecnicamente molto complesso, oggi entriamo finalmente nella fase operativa di un intervento propedeutico alla ricostruzione dell’antico incasato e, quindi, al ritorno della comunità nel suo capoluogo.
Parliamo di un’opera imponente, da 71 milioni di euro complessivi, che ha richiesto competenze altamente specialistiche e un grande lavoro di squadra. La Regione Marche, attraverso l’USR, insieme alla Struttura commissariale, al Comune e a tutti i soggetti tecnici e scientifici coinvolti, ha lavorato con determinazione per raggiungere questo risultato. Arquata è uno dei territori che hanno pagato il prezzo più alto al terremoto e la sua ricostruzione rappresenta una sfida che riguarda tutte le Marche.
Vedere partire concretamente questi lavori significa trasformare anni di progettazione, procedure e impegno in cantieri e opere reali. È un risultato importante, ma soprattutto è il presupposto per compiere il passo successivo: ricostruire il paese e restituirlo agli arquatani. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione affinché questo percorso proceda senza rallentamenti».
Il sindaco Michele Franchi aggiunge: «Finalmente tocchiamo con mano la ricostruzione del borgo di Arquata. Nei giorni del decennale del sisma avevamo ribadito che era arrivato il momento di trasformare definitivamente progettazione, procedure e atti amministrativi in cantieri e opere concrete. Oggi quel momento è arrivato: dopo la messa in possesso delle aree e il grande lavoro preparatorio svolto in questi mesi, con la consegna dei lavori prende ufficialmente avvio il cantiere per la ricostruzione del centro storico di Arquata capoluogo.
È un passaggio che ha un valore enorme per noi, ma soprattutto per gli arquatani, che da dieci anni attendono di vedere rinascere il cuore del loro paese. Voglio condividere con loro questa giornata e ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per renderla possibile: la Struttura commissariale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il Comune, i tecnici, le imprese e tutte le istituzioni coinvolte. È attraverso il lavoro di squadra che riusciamo a raggiungere risultati così importanti.
Quello di oggi non è un punto di arrivo: è un nuovo punto di partenza. Da questo momento lavoreremo con ancora maggiore determinazione e, soprattutto, con la concretezza di un cantiere finalmente operativo. Arquata rappresenta una delle sfide più complesse e simboliche dell’intera ricostruzione. Vedere partire questi lavori significa dare sostanza a un impegno assunto con questa comunità: ricostruire il suo borgo e restituirle il futuro che attende da troppo tempo».
Le opere di stabilizzazione costituiscono il presupposto indispensabile per la ricostruzione vera e propria dell’intero incasato di Arquata capoluogo, che potrà tornare a presentarsi nella sua configurazione storica, con un livello di sicurezza significativamente superiore a quello precedente al sisma del 2016.
Con l’avvio del cantiere prende così forma una delle operazioni più significative e innovative della ricostruzione dell’Appennino centrale: restituire Arquata alla sua comunità preservandone l’identità, ma costruendo al tempo stesso un borgo più sicuro, efficiente e resiliente.




































